Vendere gli invendibili: ecco perché servirà un miracolo. Carnevali alla Juventus può dare una mano alla Fiorentina. La prossima settimana verrà desecretato il dossier USA

Vendere gli invendibili: ecco perché servirà un miracolo. Carnevali alla Juventus può dare una mano alla Fiorentina. La prossima settimana verrà desecretato il dossier USAFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Pietro Lazzerini

Mentre oggi si concluderà la missione in America dei dirigenti della Fiorentina con il loro rientro in Italia, il mercato è già il tema principale delle cronache viola. I nomi più disparati stanno già circolando in lungo in largo, lasciando spesso in secondo piano la mission impossible che dovranno affrontare al Viola Park, ovvero la gestione del mercato in uscita. Molti dei profili che rientreranno e anche molti dei profili presenti in rosa ma in odore di cessione per un motivo o per un altro sono praticamente "invendibili" e ottenere un tesoretto dai loro addii, ad oggi, pare davvero una missione ai limiti dell'impresa. 

Il mercato degli "invendibili"

La Fiorentina non può avere fretta perché è il mercato a imporgli tempi lunghi e pazienza. Il Mondiale, tra l'altro, non agevola operazioni in entrata e in uscita e questo costringerà i dirigenti a prendere tempo in attesa che il domino estivo prenda forma. Giocatori come Beltran, che dovresti vendere intorno agli 8-9 milioni di euro, oppure Sohm che non puoi vendere a meno di 13-14 milioni di euro, in caso di nuova cessione partiranno nuovamente in prestito, col rischio di ritrovarsi 12 mesi dopo a fare nuovamente i conti col loro cartellino. Richardson, pagato 10 milioni di euro due anni fa, è un altro che potrebbe partire con la formula del prestito. Poi gli Nzola, Sottil, Barak e compagnia cantante sono giocatori che faranno perdere più tempo di quanto faranno guadagnare a suon di cessioni. Per questi motivi, riuscire a piazzarne a titolo definitivo il 50% dei nomi in esubero, sarebbe clamoroso, andare oltre sarebbe miracoloso. 

La Fiorentina non farà "tabula rasa"

Senza contare il fatto che Kean, Dodo, Gudmundsson e Gosens sono nomi importanti che però non hanno grande mercato. Sono la terza o quarta scelta dei club potenzialmente interessati e questo torna col discorso che servirà grande pazienza. Alla fine è anche possibile che qualcuno di loro debba restare e a quel punto dovrà essere brava la Fiorentina a riavvicinarli a una piazza che pochi mesi fa chiedeva il "tabula rasa" e che adesso si lecca le ferite cercando di disintossicarsi prima di riprendere a gioire o soffrire. La comunicazione sarà fondamentale per il nuovo corso ed è per questo che da tempo si parla di possibili innesti anche in quel senso. Dopo l'arrivo di Morandi per gestire la quotidianità del Viola Park, potrebbe arrivare un nuovo uomo di comunicazione. 

Paratici al centro e nessun cambio di proprietà in vista

I movimenti recenti in ogni caso danno la sensazione di un Paratici che si è preso la famosa autonomia e che farà di tutto per dare un nuovo volto alla Fiorentina scuotendola dalle basi. Giovedì prossimo dovrebbe essere il giorno della famosa conferenza stampa del ds insieme a Ferrari e solo in quel giorno verranno riportate le linee guida trattate e decise negli Stati Uniti. Una serie di incontri circondati da un totale silenzio mediatico, neanche un'immagine è stata fatta circolare. La settimana prossima il "dossier USA" dovrebbe essere desecretato. Quello che si è capito è che Paratici sarà centrale. Negli ultimi giorni circolavano voci di un interessamento da parte di Levy, ex presidente ed ex co-proprietario del Tottenham che recentemente ha venduto quasi tutte le quote degli Spurs in suo possesso, ma da fonti dirette non risulta niente di concreto e queste voci vengono seccamente smentite con una risposta chiara: "Fake news"

Thorstvedt sì, ma occhio al Mondiale. Ruggeri quasi impossibile

Comunque il mercato in entrata non è del tutto fermo, i contatti sono stati avviati con più agenti e alcune delle piste già trapelate sono da tenere in grande considerazione. Thorstvedt ad esempio, ancor più dopo il passaggio di Carnevali dal Sassuolo alla Juventus, è un'operazione che potrebbe prendere corpo. I costi non sarebbero così alti e il giocatore da tempo ha dato la disponibilità al trasferimento. La sua presenza al Mondiale con una Nazionale quotata come la Norvegia è l'unico vero grande dubbio. Su Matteo Ruggeri, nome circolato nelle ultime ore dalle massime fonti mediatiche del calcio italiano, nonostante piaccia ai viola (e ci mancherebbe altro) la risposta è stata una sorta di 'vorrei ma non posso'. È praticamente un titolare dell'Atletico Madrid, giocherà la Champions, ha un valore di mercato superiore ai 30 milioni di euro e non avrebbe un motivo valido per approdare, oggi, alla Fiorentina. Un colpo del genere darebbe tutto un altro senso all'estate viola, ma somiglia molto a un'illusione di inizio estate. 

Lo stakanovista Paratici e il mercato della pazienza

Pazienti dovranno essere anche i tifosi e non solo la società. Il mercato di questa estate dovrà portare la Fiorentina a sbagliare il meno possibile e quindi ogni scelta dovrà essere fatta con grande attenzione. Con la speranza che di ritorno dagli USA i dirigenti possano portare notizie confortanti sullo stato attuale e futuro del club. Che venga confermata una nuova tendenza sul mercato, che riparta dal connubio col tecnico e con un lavoro certosino su ogni operazione in uscita e in entrata. Chi lo sta conoscendo da vicino dice che Paratici è un malato di lavoro, che se potesse lavorerebbe 25 ore su 24. Gli auguriamo che questa passione venga presto tradotta in successi. Anche perché questo, gioverebbe prima di tutto alla Fiorentina.