PEPITO: LA SPERANZA È CHE I TEMPI SIANO PIÙ BREVI. OBIETTIVI IMMUTATI, MA ORA È TUTTO PIÙ DIFFICILE. COME CAMBIA LA FIORENTINA. LA SQUADRA DEVE REAGIRE

06.09.2014 01:47 di  Mario Tenerani   vedi letture
PEPITO: LA SPERANZA È CHE I TEMPI SIANO PIÙ BREVI. OBIETTIVI IMMUTATI, MA ORA È TUTTO PIÙ DIFFICILE. COME CAMBIA LA FIORENTINA. LA SQUADRA DEVE REAGIRE
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© foto di Federico De Luca

Era una delle ipotesi, ma nessuno voleva prenderla in considerazione. Speravamo tutti che per Pepito si trattasse di un paio di mesi, ma temevamo tutti che l'assenza sarebbe stata più lunga. Alla fine il peggio ha avuto ragione sul meglio e ora sembra tutto più brutto. 
Stiamo al comunicato; non abbiamo strumenti per contestarlo, ma non ci pare molto chiaro, quantomeno esaustivo. Probabilmente oggi sarà tutto più normale. Se il legamento è a posto perché serve uno spazio di tempo così dilatato per rivedere Giuseppe Rossi in campo? Il sospetto è che non tutto sia stato spiegato nei dettagli. 
E allora, di fronte a questo scenario nasce un dolce sospetto: hai visto mai che i medici viola per non incorrere in equivoci mediatici del passato hanno voluto stare lunghi sui tempi di recupero per poi annunciare il ritorno in campo di Pepito con un po' di anticipo?
Magari sarà proprio così, comunque vogliamo augurarcelo perché qualcosa non torna in questo bollettino. 
Ma teniamoci stretti i fatti: il legamento pluri-operato ha tenuto, insomma ha una propria stabilità. In momenti di carestia come questo non è poco, anzi, è qualcosa di più. La carriera di Rossi non è messa in discussione. Anche questa era un'ipotesi, seppur remota.

Ma la Fiorentina fino al prossimo anno (gennaio o febbraio?) sarà orfana di Pepito.
Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma secondo noi Rossi è in assoluto il giocatore più forte della Fiorentina se sommiamo capacità tecnica, tattica e realizzativa. Un fuoriclasse senza se e senza ma. 
Come farà Montella a sopperire a questa assenza così pesante?
Intanto affidandosi ai gol di Gomez e Babacar. E poi sfruttando il potenziale di una batteria di mezze punte come Bernardeschi, Cuadrado, Ilicic, Marin, Ilicic, Ioaquin e volendo Mati Fernandez. Anche El Hamdaoui, seconda punta, potrebbe tornare a essere preso in considerazione, ma rispetto ai nomi appena citati partirebbe molto di rincorsa. 
Addio all'attacco più forte del campionato, Cuadrado-Gomez-Rossi e avanti con le alternative. Il calcio non finisce qui, ma speriamo che le legittime ambizioni dei viola, pensiamo al terzo posto, non escano ridimensionate. Per adesso gli obiettivi restano immutati, anche se tutto d'ora in poi sarà tutto maledettamente più duro. 
Una squadra vera, intesa come branco, dicono si riconosca nelle difficoltà. Il piatto è servito: senza Rossi gli altri dovranno reagire dimostrando di essere sempre all'altezza, nonostante una tremenda sfortuna. 
Per loro non resta che prendere a calci il destino. Forse potrebbero venire fuori dei gol... 
Mario Tenerani