LAVORI AL FRANCHI E PADOVANI, SERVONO FORMALI ACCORDI TRA ACF E COMUNE

13.12.2023 10:58 di  Donato Mongatti   vedi letture
LAVORI AL FRANCHI E PADOVANI, SERVONO FORMALI ACCORDI TRA ACF E COMUNE
FirenzeViola.it

Le due offerte ricevute dal Comune di Firenze per il bando di gara dei lavori di ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi, sono un'ottima notizia. Ieri si è riunita la commissione incaricata di giudicare le offerte e assegnare i punteggi, affinché sia decretato il vincitore. Il bando prevede l’aggiudicazione all'offerta più vantaggiosa. La decisione, visti gli obblighi dettati dagli interventi finanziati con risorse del Pnrr, dovrà avvenire entro la fine del 2023. Il fatto che le proposte inviate a Palazzo Vecchio siano state solo due ha i suoi pro, ma anche i suoi contro. Qualora nessuna risultasse rispondente a quanto stabilisce il disciplinare del bando, il Comune dovrebbe ricorrere all'affidamento diretto (a un soggetto che naturalmente dovrà accettare) e anche in questo caso il termine resta fissato al 31 dicembre. L'aspetto positivo è che con solo due proposte la documentazione da esaminare e giudicare consentirà tempi rapidi.

Uno dei motivi che può aver scoraggiato altre aziende a presentare offerte è il livello assai elevato richiesto per partecipare (uno dei parametri, per esempio, è avere un volume di affari superiore a 180 milioni di euro in 5 anni). I vari concioni sciorinati sul fatto che il progetto, che ha visto il taglio di parte dei finanziamenti (55 milioni relativi ai Piani urbani integrati), avrebbe scoraggiato le offerte al bando, sono una ipotesi che non regge 8e infatti le offerte sono arrivate). La gara, infatti, prevede di aggiudicare il “corpo principale dell'opera” che è totalmente coperto dalle risorse economiche. Facciamo un esempio: se foste chiamati a imbiancare 3 stanze di un appartamento di 5 vani, avendo la garanzia che la tinteggiatura dei tre ambienti verrà pagata, vi preoccupereste dei 2 che resterebbero fuori? Semmai si preoccuperà chi quell'appartamento lo deve abitare e si adopererà per trovare i quattrini per far tinteggiare anche le due stanze rimanenti...

In chiave Franchi, una ristrutturazione parziale, però, sarebbe inconcepibile. Fondamentalmente per portare a termine tutto quanto previsto dal progetto definitivo di Arup ci sono due strade. La prima è la Fiorentina, che se venisse in soccorso di Palazzo Vecchio, come contropartita potrebbe ottenere un vantaggioso canone di affitto dello stadio ristrutturato per diversi lustri. La seconda è individuare altre forme di finanziamento non riconducibili a soggetti privati. Nella seconda ipotesi il tempo non mancherebbe. Una volta iniziati gli interventi, prima di ultimare quanto previsto dallo stralcio oggetto del bando (demolizioni, restauro e rinforzo delle strutture sottoposte a vincolo, nuove curve vicino al campo, fondazioni della 4 mega-colonne di supporto della copertura, nuovi spazi lato tribuna monumentale, rifacimento dei servizi igienici di tutto lo stadio) servirà perlomeno un anno e mezzo. Periodo che consentirebbe di reperire le risorse mancanti, approvare i lavori di completamento e, senza interrompere i cantieri, proseguire fino a terminare il tutto. La questione, quasi certamente, riguarderebbe il nuovo sindaco di Firenze (a giugno 2024 ci sono le elezioni amministrative). Se invece la Fiorentina di Commisso volesse entrare in gioco, si dovrebbe correre, perché prima si definisce il percorso da compiere e prima si riuscirebbe a soddisfare i tanti interrogativi per i quali il club viola chiede risposte. Analizzando la questione esclusivamente dal punto di vista economico, prima si metterà a disposizione lo stadio ristrutturato, prima arriveranno nelle casse della Fiorentina i ricavi che genererà.

Tramontata l'ipotesi Empoli, ieri il dg Barone ha fatto una apertura all'ipotesi stadio temporaneo al Padovani. Il club, però, visti i tempi prospettati dallo stesso direttore generale, vorrebbe trasferirsi all'attuale stadio del rugby una volta ultimati i lavori di adeguamento a 15mila posti, senza che nel frattempo inizino i cantieri al Franchi. Restano da capire alcuni aspetti. Chi pagherà l'adeguamento del Padovani per trasformarlo in un impianto temporaneo atto a ospitare partite di serie A da 15mila posti (il Comune ha approvato una delibera che prevede di portare la capienza a 7mila spettatori)? Qualora il Padovani fosse pronto diversi mesi dopo l'inizio della stagione 2024-25, sarebbe possibile ottenere una proroga all'inizio degli interventi sull'impianto progettato da Nervi, considerando tempi e modalità di consegna lavori disciplinati nel bando appena chiuso? Entro poche settimane questi interrogativi dovranno essere sciolti, formalizzando precisi accordi tra pubblico e privato.