Kean pronto a trascinare l’Italia. Fagioli va protetto, Firenze lo ha capito. Vanoli lavori in pace poi a giugno si vedrà. Verona e lLecce tappe capitali per la salvezza
Ora ci siamo davvero, non ci si può voltare indietro, l’Italia è costretta a guardare solo davanti perché i calcoli non fanno più parte di questa sfida. Domani in Bosnia gli azzurri si giocano il Mondiale, cioè tutto. In apnea non c’è solo la Nazionale del calcio, ma pure tutto il movimento del pallone. Che di problemi ne ha già tanti ed è vietato aggiungerne un altro. Diventerebbe quello più importante. Sarà dura in Bosnia, gli azzurri troveranno un ambiente incandescente, ma non ci sono soluzioni alternative alla vittoria. A guidare l’attacco dell’Italia ci sarà ancora un viola che per altro, a Bergamo contro l’Irlanda, ha firmato una prestazione rotonda. Ecco, ne servirà una identica contro i bosniaci. Kean sarà chiamato a trascinare l’Italia, mettendo a disposizione del ct e dei compagni, tutti gli elementi del suo repertorio: fisicità, esplosività, garra e gol. Se Kean sta bene chiunque gli stia a fianco in gara parte avvantaggiato. Poi restiamo convinti che un Moise gasato dalla Nazionale possa rientrare in patria, cioè a Firenze, pronto a fabbricare con ancora più entusiasmo, reti decisive per la salvezza.
Sabato i viola saranno di scena al Bentegodi per la prima delle otto partite rimaste in calendario, scontro diretto per non retrocedere. Due settimane dopo, il 20 aprile, un’altra finale, chiamiamola così: in casa del Lecce. Due impegni che segneranno il destino dei viola. Non potranno fallirli e se finissero bene per la Fiorentina, la pratica potrebbe essere in gran parte risolta. Verona e Lecce saranno tappe capitali per la sopravvivenza.
E’ innegabile che dall’inizio 2026 Fagioli sia diventato finalmente determinante per la squadra viola. Vanoli, complimenti al tecnico, è riuscito a imporlo in un ruolo - ci aveva provato anche Pioli, ma senza successo - per cui molti nutrivano forti perplessità. Fagioli ha cominciato a studiare da regista, quando lui stesso in passato si era definito mezzala di regia, e i risultati non sono tardati ad arrivare. Oggi Nicolò ha una sicurezza e una padronanza del centrocampo, tanto da preconizzare per lui un futuro molto interessante. Però non mancano le critiche, l’ultima a livello mediatico è stata di Cassano che lo ha definito “scarso” con una ruvidezza dialettica che ci ha lasciati perplessi e che non ci trova in sintonia. Inoltre la non chiamata in azzurro, anche se Gattuso si è affrettato a far capire che presto il viola tornerà in Nazionale, non ha aiutato ad allontanare dalla testa del giocatore quella nuvola di sospetti.
Qualcuno crede che Fagioli psicologicamente non abbia lanciato dietro le spalle la triste vicenda delle sommesse, per la quale, ribadiamolo, ha già pagato con una lunga squalifica. Il conto è saldato, ci vuole tanto a comprenderlo? Lui nelle interviste - l’ultima è stata concessa a Vanessa Leonardi di Sky - mostra di essere sereno e saggio, con una buona dose di umiltà che non guasta mai. Quello è l’atteggiamento corretto per risalire la corrente, oltre ad una serie, ora lunga, di gare giuste. Però c’è sempre chi è pronto ad avvelenare i pozzi. Invece Fagioli va protetto e questo Firenze lo ha compreso da tempo. Nicolò va difeso perché poi in campo restituirà tutto con gli interessi.
Chiudiamo con Vanoli. La sosta ha promosso il dibattito su quale sarà il suo futuro in viola, ma adesso il presente è l’unica cosa che conta. E nemmeno poco. L’allenatore della Fiorentina, proprio perché alla vigilia del periodo più delicato, ha il diritto di lavorare in pace. Con la massima tranquillità che in questi frangenti è merce rara. A giugno poi si vedrà.
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