GATTE VIVE, DERUBATE E QUASI SALVE
Senza vergognarsi bisogna ammettere che la Fiorentina a Parma avrebbe anche meritato di vincere. Senza temere di incorrere nel reato di lesa maestà è necessario far presente a Rossi che le formazioni e gli assetti sbagliati nei primi tempi cominciano ad essere un po’ troppi. Seppure con le attenuanti che tutti si affrettano a riconoscergli, urge che Delio ‘Gargamella’ si decida e prenda l’abitudine di azzeccare l’undici iniziale al primo colpo.
Il 2 a 2 di Parma è molto seccante, perché ad una manciata di minuti dalla fine eravamo già lì a fare i conti in classifica per capire quant’era veramente la distanza dal sesto posto e dall’Europa League. Non è così? Su, diciamo la verità. D’altronde c’è una voglia di sognare a Firenze da far impazzire, basta un barlume di gioco, una mezza rimonta per rimettere in moto la nostra voglia di grandezza, la nostra fame di successi. Poi puntuale è arrivata la mazzata che ci ha riportato al realismo. Tutto ampiamente prevedibile: Rizzoli era l’uomo perfetto per la compensazione che il Parma chiedeva da settimane, dopo gli aberranti torti subiti nelle ultime partite. La Fiorentina era appunto un agnellino troppo docile per mancare l’occasione di stoppare, almeno per un po’, le lamentele.
Il rigore su Giovinco è di quelli che molto spesso gli arbitri non danno, ma che – intendiamoci – non è scandaloso. Inattesa è l’ingenuità di Cassani, sembrava che quella maglia del folletto gialloblù non la volesse proprio mollare, da un elemento di esperienza come lui una scemenza così in area di rigore non te l’aspetti davvero.
La panolada, i fiumi di lacrime dei dirigenti del Parma in questi giorni, la necessità di restituire dignità ad una squadra tartassata fuori misura hanno fatto il resto. La pantomima seguente (3 ammonizioni sul rigore e l’errore tecnico sull’espulsione di Berhami) però l’arbitro se la poteva risparmiare. Quando si assegna un rigore mezzo e mezzo in prossimità del 90' contro una squadra che ha rimontato e che sta provando ad uscire dalla melma, che cosa si pretende, Rizzoli? Che uno neanche si incazzi?
Pensiamo positivo, però. Visto che capita sempre più raramente. Il segnale di vitalità della Fiorentina è di quelli capaci di porre una pietra sepolcrale sull’ansia da retrocessione. Le gatte morte sono vive o stanno rinvivendo, mostrano lievi accenni di crescita, progressi incoraggianti in vista di Fiorentina-Juventus, unica partita che interessa realmente ai tifosi viola prima dell’inizio del prossimo campionato. Rossi ci concederà l’utilizzo di una delle sue innumerevoli metafore per descrivere il rifiorire deciso della sua creatura. Gatte vive, appunto. Gatte vegete, per fortuna. Anzi, a Parma anche un paio di leoni. Il primo: Nastasic. Il difensore serbo, al secondo gol consecutivo in campionato, è un vero e proprio campione in erba che, assieme a Jovetic, garantisce a Corvino l’impunità eterna e il condono tombale degli errori commessi dall’era-Castillo all’era-Silva. Il secondo: Cerci. E’ entrato nella ripresa ed ha cambiato la partita, ha realizzato il suo quarto gol stagionale con una girata al volo spettacolare e difficilissima, infine – gesto di gran lunga più significativo - ha teso la mano a tifoseria e città. E’ andato ad esultare coi pochi tifosi viola e a fine gara ha parlato forse per la prima volta da giocatore della Fiorentina. Un segnale che tutti hanno il dovere di recepire: da una moratoria sui fischi a Cerci c’è soltanto da guadagnare.
Cristiano Puccetti
direttore Sport Lady Radio e Quotidiano viola
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
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