FIORENTINA CANTIERE APERTO, SERVE PAZIENZA. MA PER MONTELLA È L'ORA DELLE SCELTE: JOVETIC E RONCAGLIA RISCHIANO IL POSTO
Partiamo da un assunto: la stagione della Fiorentina è ancora largamente in attivo. I 35 punti del girone di andata, rappresentano un' impresa, soprattutto un valore aggiunto che non può e non deve essere dissipato. Sono la base di un lavoro profondo, inaspettato nei risultati immediati, e utile a centrare l'Europa: obiettivo dichiarato dalla società e imprescindibile per i Della Valle, alla luce dei grandi investimenti infrastrutturali che tra poco dovrebbero essere annunciati. La linea programmatica del club è incrementare l'indotto, attraendo sponsor e investitori. Serve visibilità, dunque va allargato l'orizzonte. L'Italia non basta. Oggi una grande società deve abitare stabilmente in Europa. Più i confini sono ampi, più cresce il fatturato. La nuova Fiorentina è nata il 1 luglio del 2012 ed è realizzata solo al trenta per cento. Questo dovrebbe far sorridere i tifosi viola, perché se il trenta è già così positivo figuriamoci quando il percorso sarà realizzato al cento per cento. Un cantiere aperto, serve pazienza. Nel prossimo mercato arriveranno due esterni molto forti (abili per il 4-3-3) e un vice-Pizarro. Poi i manager viola valuteranno il caso Jovetic. Se il montenegrino partirà al suo posto arriveranno altri due attaccanti di valore. La Fiorentina dovrà lottare per i primi tre posti: non significa che sarà pronta per lo scudetto, ma dovrà essere reattiva qualora si aprissero al vertice possibilità tricolori.
I numeri non mentono: nelle prime 18 partite i viola - fino alla pausa invernale - hanno realizzato 35 punti viaggiando alla media di 1,94 a incontro. Con l'anno nuovo 4 punti in 6 gare per una media di 1,15...
La difesa è peggiorata visibilmente: prima parte della stagione con 19 reti subite in 18 incontri, media di 1,05 e seconda con 10 gol presi in 6 gare e media di 1,66 a partita.
Se prendiamo in esame i gol segnati in campionato in questo 2013 il bilancio è povero: un'autorete a Udine, un gollonzo di Roncaglia col Napoli, un centro di Migliaccio a Catania e i sigilli di Toni e Jovetic al Parma. Stop. A Torino per la prima volta i viola, dopo 13 trasferte consecutive in cui avevano sempre segnato, si sono bloccati. L'ultima pausa risaliva al 29 aprile 2012 quando avevano perso a Bergamo (2-0).
Morale: la Fiorentina in un mese e mezzo ha giocato 7 volte (compresa la Coppa Italia), incassando 5 sconfitte, un pari e una sola vittoria. Negare che non sia accaduto niente tra prima e dopo Natale sarebbe nascondere l'evidenza.
Quello che ha colpito di più a Torino non è stata la sconfitta, ma le modalità della medesima. I viola sono mancati nel gioco, nell'intensità, nella rabbia. Disattendendo - e questo è grave - pure l'invito di Diego Della Valle che teneva moltissimo a questa partita, anche per le note vicende al di sopra del calcio. Senza dimenticare i 2300 tifosi che hanno sostenuto la squadra nonostante che questa non fosse praticamente in campo... Pirlo ha goduto di una libertà eccessiva, mentre Pizarro è stato stretto nella morsa dei bianconeri. La Fiorentina è apparsa presuntuosa, la Juve umile e determinata.
Ci sono giocatori in difficoltà: Montella ha il dovere di prenderne atto. E' lui che deve risolvere i problemi, se necessario cambiando anche modulo.
Jovetic è dentro una bolla involutiva. Distante dalla forma migliore come dall'area di rigore... Ha realizzato un solo gol nelle ultime 7 partite e in totale, fino ad oggi, ne ha fatti solo 9, pochi per uno come lui... Roncaglia ha festeggiato il compleanno male dopo i due errori di Torino e ormai è in calo da diverse settimane. Gonzalo non è più quel sicuro regista difensivo: è impacciato, incline all'errore. Pizarro e Savic non sono in perfette condizioni fisiche. Montella, però, dopo il mercato ha qualche pedina in più su cui contare: pensiamo al centrale Compper e al centrocampista di gamba Sissoko. E rientrano Aquilani e Migliaccio. Il tecnico in settimana peserà ogni singola situazione e qualcosa cambierà. Le teste di Jovetic e Roncaglia potrebbero rotolare: se giocano così non possono essere di aiuto alla squadra. Per il montenegrino il segnale è già arrivato sabato pomeriggio quando a metà ripresa è stato giustamente sostituito da Ljajic. Ma ci potrebbero essere anche altre sorprese: El Hamdaoui chiede spazio, mentre Larrondo ha voglia di ripagare la fiducia di Pradè e Macia.
Per Montella è l'ora delle decisioni. I periodi grigi capitano a tutti, anche a squadre più forti della Fiorentina. Vincenzo e il suo staff hanno fatto tanto, ora devono solo rimettere a posto il motore. Dissipare il patrimonio del girone di andata sarebbe un delitto...
Mario Tenerani
Il giornale
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