DAVANTI A QUESTA FIORENTINA TOCCA A FIRENZE FARE LA SUA PARTE, TOCCA A FIRENZE DARE DI PIÙ
Un tempo era il grigio post atomico prandelliamo, un'era lunga due anni appena, ma trista e buia specie perché successiva ai fasti nazionali ed europei della compagine allenata dall'oggi tecnico azzurro. Sui colori sgargianti di quella viola così bella calò la nera scure dell'autofinanziamento talebano e del disinteresse conclamato del padrone. Poi ad un punto, come ci ha narrato Andrea Della Valle in alcune recenti interviste (checchè ne vada dicendo qualche saltimbanco), rifiorì l'amore per il giglio. E quindi l'interesse e l'impegno. Ripartì il progetto viola che ha coinvolto alcuni professionisti starordinari, capaci di rivoltare come un calzino quella squadra di panepersi che era la Fiorentina (altro che Montolivo! Sarebbero ben altri i fenomeni da baraccone dei quali sarebbe il caso di rivangare e denigrare le gesta!), darle anima, identità e belgioco. Oltre ai risultati che di questi tempi fanno sognare grandi traguardi.
La cronistoria delle ultime vicende viola, ancorché riassunta all'osso, è questa. Anche se imperversano ributtanti fenomeni di revisionismo da parte di azzimati maggiordomi. Questa la cronistoria, il merito invece è da ascrivere tutto alla Fiorentina. Ed alla sua proprietà. Ai fratelli Della Valle. Così distanti appena un anno fa, così presenti adesso. Non indagheremo qui i motivi del grande ripensamento. Qui ce lo godiamo quel cambio di rotta. Ne godiamo tutti assieme le conseguenze: avere una squadra bella e competitiva che nei prossimi tempi, quest'anno e i prossimi, può solo crescere.
La Fiorentina in questo breve, ma intenso torno di tempo ha fatto molto per la città sportiva. E non solo sportiva, basti pensare che è attorno alla società gigliata, alla passione viola, che s'è saldato l'orgoglio di una città offesa dalle stolte parole di un manager moderatamente capace e residente all'estero. La Fiorentina rappresenta Firenze. Adesso però tocca alla città fare qualcosa per la sua squadra. Lo stadio Franchi è obsoleto (lo abbiamo detto), la crisi morde (non occorre dirlo), andare a vedere la partita dal vivo è sempre più difficile per un tifoso (questo andrebbe detto più forte!), ma la bella squadra allenata da Montella non merita di giocare dinanzi a spalti chiazzati di vuoto.
La società ha fatto scelte importanti negli ultimi tempi, ha messo in campo idee innovative e promozionali per riportare la gente alla partita, merito anche di un dirigente defilato e serio come Baiesi. Adesso tocca alla città, alla Firenze popolana, mai assente questa, va detto! La Firenze dell'impresa e dei salotti, quella collinare, dei circoli che contano e che hanno il dovere di supportare l'avventura sportiva di una delle squadre più belle degli ultimi anni. Adesso tocca a Firenze fare la sua parte, anzi fare qualcosa di più per riportare in controtendenza il dato di presenze al Franchi (qualche anno fa quello fiorentino lo era rispetto ai numeri del calcio nazionale, oggi si è adeguato alla decrescita). Il popolo viola aveva il diritto di criticare nei due anni bui che ci stanno alle spalle. Aveva il diritto di chiedere ad una proprietà ricca e distratta di impegnarsi di più. Avuta una risposta fattiva dalla Fiorentina, ha il dovere di tornare ad essere un'eccellenza di città. Deve dare di più!
Stefano Prizio
Giornalista di Radio Toscana e Squer.it
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
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