AZZERARE LA VERGOGNA. UNA SOLA STRADA: RICOSTRUIRE CON PRANDELLI
Vergogna, umiliazione, disfatta, il vocabolario del peggior momento viola è stato opportunamente saccheggiato. La Fiorentina vive ore di difficoltà estrema, la resa dei conti è cominciata. Società e Corvino hanno deciso di dirsi addio dopo 7 anni, il contratto non sarà rinnovato al diesse. Probabilmente la decisione era nell’aria da un po’, ma il fatto che sia a giunta a poche ore da una delle notti più brutte della gestione Della Valle, è significativa e anche sospetta. Crediamo che il settennato di Corvino abbia registrato più dati positivi che negativi, magari sono stati gli ultimi due anni a far discutere di più e nel calcio succede che ci si lasci dopo un periodo così lungo, ma i risultati restano, Champions in testa.
Un errore clamoroso, però, che potrebbe correre la proprietà viola, sarebbe quello di ritenere risolti i problemi con l’allontanamento del diesse. La contestazione di sabato, oltre ai mal di pancia diffusi in città, racconta di una distanza sempre netta tra tifoseria e i fratelli Della Valle. I disagi partono da lontano; da una moltiplicazione di errori tali da produrre questo infausto risultato. Tanto infelice da mettere la Fiorentina fortemente a rischio: nelle prossime dieci partite i viola, per sentirsi al sicuro da una vergogna ancora più grande, la retrocessione in serie B, dovranno racimolare almeno dieci punti. Adesso l’obiettivo assoluto è la salvezza, tutti devono lavorare in quella direzione, ricompattando uno spogliatoio diviso in tanti gruppi, rassicurando un allenatore in confusione e provato che dopo la sfida con la Juve ha rimesso il mandato nelle mani di Andrea Della Valle: “Presidente, se sono io il problema, mi faccio da parte”. “Non scherziamo”, ha risposto senza indugi il patròn, La squadra ha responsabilità evidenti, ma questi sono i giocatori e con questi elementi la Fiorentina si deve salvare, poi a fine maggio la rivoluzione e il taglio dovrà essere orizzontale. Una rifondazione destinata ad investire più settori. L'addio di Corvino insegna.
Per ripartire servono gesti eclatanti, segnali di apertura alla tifoseria che anche in queste settimane dovrà recitare un ruolo fondamentale. Il protagonista di questa ripartenza dovrebbe essere Diego Della Valle: lui si è allontanato un paio di anni fa dalla Fiorentina, lui riavvicinandosi potrebbe darle un domani diverso. Mister Tod’s dovrebbe venire a Firenze, parlare a cuore aperto: ammettendo le colpe della proprietà e indicando quelle degli altri. Sarebbe un gesto di umiltà calcistica che potrebbe riaccendere un sentimento ora spento come un lampione difettoso.
La seconda mossa dovrebbe essere l’individuazione di una figura di spessore nella quale la gente viola potrebbe riconoscersi per riprendere un cammino interrotto: Cesare Prandelli. Il ct azzurro dopo gli Europei potrebbe lasciare la Nazionale: ha troppa voglia di campo quotidiano e non sporadico. L’Inter ci sta provando, Moratti è un suo antico estimatore. Ma Cesare ormai vive da fiorentino, pensa da fiorentino, sogna da fiorentino, soffre per la Viola come un fiorentino vero. Toccato nelle corde giuste, tornerebbe di corsa.
E’ vero: alla base del suo divorzio in quel maggio 2010 ci fu un dissidio con Diego Della Valle, con il quale per altro per anni era andato d’accordo. Sono due uomini molto intelligenti ed esperti naviganti di qualsiasi mare. Se riuscissero a mettere una pietra tombale su quella burrasca, insieme potrebbero – senza dimenticare il decisivo apporto di Andrea Della Valle – fabbricare un nuovo sogno viola. Firenze risponderebbe obbedisco e le nubi scomparirebbero. Il buon senso è uno straordinario carburante, per ogni motore della vita. Pensateci.
Mario Tenerani
giornalista de Il giornale della Toscana
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
© 2026 firenzeviola.it - Tutti i diritti riservati
