UN ADDIO DA BAGNO DI SANGUE

13.06.2019 10:00 di Giacomo A. Galassi Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
UN ADDIO DA BAGNO DI SANGUE

Era difficile immaginare il contrario, ma l'addio di Pantaleo Corvino dalla Fiorentina arrivato con il cambio di proprietà è stato tutt'altro che sereno.

L'ennesima dimostrazione sono state le parole dell'ex direttore generale viola pubblicate stamani dal Corriere dello Sport, con le quali il dirigente di Vernole si è voluto sfogare di tutte le tensioni accumulate nell'ultimo periodo e nei confronti di chi ha mosso critiche verso il suo operato.

Perché "Se non tutelo il mio lavoro concedo troppo spazio ai detrattori", dice Corvino.

A poco servirà il messaggio che il dirigente ha voluto far passare, che pur di andarsene avrebbe fatto "un bagno di sangue economico". I problemi con la piazza di Firenze erano, e sono, troppo grandi, troppo radicati perché le parole di Corvino possano essere apprezzate. Il bagno di sangue sembra quello che lascia dietro di sè l'ex dg.

Perché se nelle ultime 5 stagioni la Fiorentina non è mai andata in Europa, salvandosi all'ultima giornata poche settimane fa, e da Firenze sono passati giocatori del calibro di Maxi Olivera, Cristoforo e Milic (tanto per dirne alcuni) ci si sarebbe potuti aspettare un mea culpa più forte.

Tanto più che gli errori fatti sono gli stessi che una città ha rimproverato da anni alla proprietà uscente e alla sua dirigenza: totale mancanza di autocritica e di possibilità di confronto.

Fa infatti sorridere pensare che in soli 10 giorni scarsi alla guida della Fiorentina,  Commisso abbia parlato quasi di più di quanto la famiglia marchigiana e Corvino abbiano fatto in 17 anni. In più l'ha fatto sempre con un contraddittorio.

Già, perché la telefonata al quotidiano senza possibilità per i giornalisti di fare domande è l'ennesima occasione di confronto sprecata, e l'ulteriore dimostrazione di come senza autocritica alla fine ti viene presentato il conto di quanto fatto. E così è stato anche per Corvino.