VIOLA, CAPODANNO IN CHAMPIONS… AVANTI SOCIETÀ, DEVI RINFORZARE LA SQUADRA. CI VUOLE SUBITO UN ESTERNO, BESTE È UN NOME. A CENTROCAMPO OCCORRONO PIÙ MUSCOLI. IL TERZINO DESTRO È FISIOLOGICO. STADIO: BENVENUTI ALLO SCARICABARILE

01.01.2024 13:10 di Mario Tenerani   vedi letture
VIOLA, CAPODANNO IN CHAMPIONS…  AVANTI SOCIETÀ, DEVI RINFORZARE LA SQUADRA. CI VUOLE SUBITO UN ESTERNO, BESTE È UN NOME.  A CENTROCAMPO OCCORRONO PIÙ MUSCOLI.  IL TERZINO DESTRO È FISIOLOGICO.  STADIO: BENVENUTI ALLO SCARICABARILE
FirenzeViola.it

Mentre impazzano i festeggiamenti per i 40 del celeberrimo cinepanettone “Vacanze di Natale”, a Firenze girano il film “Capodanno in Champions”. E’ tutto vero. Datevi pure i pizzicotti sulle guance. Fiorentina quarta da sola dopo la vittoria di misura del Milan sul Sassuolo, ma soprattutto dopo il brusco risveglio dai sogni di gloria del Bologna, sculacciato a dovere a Udine. La dimostrazione che come ammoniva il saggio Trap, “in vetta fa freddo e devi restarci coperto bene”. Come dire: non tutti sanno frequentare l’alta quota. Forse a Bologna i discorsi hanno inebriato i rossoblu e il fiorentino Cioffi, alla guida dei friulani, ha impartito una severa lezione agli uomini di Motta. Meglio per i viola che con 33 punti ad un turno dal giro di boa godono come matti e sguazzano in zona Champions, sperando di riascoltare dopo tanti anni quella meravigliosa musichetta. Che tempi quando Corvino, capo supremo della parte tecnica della Fiorentina “dellavalliana”, nella sua prima stagione fiorentina scelse l’inno della Champions League come suoneria del cellulare. Portò bene, anzi benissimo. 

Abbiamo già scritto, detto e letto di tutto su questo momento magico di Italiano e della sua truppa. Facciamo fatica a trovare altri aggettivi. Un gruppo granitico, fiero dei propri limiti perché nel superarli la gioia raddoppia. 

Poiché e’ un periodo in cui si sprecano gli appelli nei confronti dei tifosi, noi ne promoviamo uno nei riguardi della società che naturalmente sarà libera di disattenderlo: adesso tocca al club, la partita passa sulle scrivanie del vertice. Per alimentare la possibilità di vedere anche a fine maggio - ora conta il giusto - la Fiorentina dentro le prime quattro (magari anche cinque se la Uefa farà questo regalo all’Italia), servono rinforzi. Rimpolpare l’organico di Italiano -  al quale chiedere qualcosa in più di quello già fatto diventa un’impresa anche intellettualmente poco onesta - non è un obbligo, ci mancherebbe, ma un’esigenza se si ha come stella polare un obiettivo sportivo di prestigio. Sarà pure colpa di un campionato mediocre, ma la Fiorentina, piaccia o no, è al quarto posto con tanti meriti, senza aver rubato nulla. E allora non sfruttare questa occasione che la congiuntura della serie A propone, sarebbe profondamente sbagliato. Sotto dunque con le idee di mercato da trasformare in azioni concrete, utili a donare un respiro diverso alla Fiorentina. Non ci può essere paura di spendere qualcosa quando poi a maggio molto probabilmente si passerà alla cassa: la Lazio, quest’anno, onorando il proprio girone di Champions, ha portato a casa quasi 60 milioni. Rinunciare ora sarebbe come dichiararsi fuori dalla lotta e sarebbe anche un brutto segnale per la piazza che invece attende dal mercato gennaio qualche buona notizia. Al Franchi contro il Toro c’erano ben oltre 30mila tifosi a incitare la Fiorentina. Non sono tante le città in Italia che si mostrano cosi continue nella passione. 

Il settore degli esterni è in emergenza: fuori Gonzalez e Sottil, Kouame in Coppa d’Africa. Prendere qualcuno non è uno sfizio, ma un’esigenza per tappare una falla. Beste è un nome caldo, ma ce ne sono altri. Zaccagni ci pare irraggiungibile, ma se davvero la dirigenza viola riuscisse a fabbricare un colpo così, sarà da applausi ininterrotti. Zaccagni è uno dei pochissimi esterni del campionato capace di far gol e di produrre assist. Merce rara. 

A centrocampo uno più dotato di muscoli sarebbe di grande aiuto, soprattutto adesso che la Fiorentina ha cambiato pelle: i viola pensano anche al contenimento, sono più concreti, meno esteti. 

Il terzino destro serve come il pane e non è un caso che la società stia seguendo questa pista da quando si è infortunato Dodò. 

Ci fermiamo qui perché non è bello esagerare anche se sappiamo che in attacco prima o poi dovrà arrivare una punta con più gol nel sangue di quelli che si sono avvicendati nelle ultime due stagioni (in questo caso il mercato estivo è assai più indicato) e che in difesa un altro centrale sarebbe la panacea di tutti i problemi. 

Intanto è scoppiata la guerra tra la società viola e la politica o meglio, Palazzo Vecchio e il governo della regione. La guerra non porta mai a nulla di buono e alla fine si contano morti e feriti sul percorso. Né vinti, né vincitori, tutti sconfitti. 

La società viola ha scelto la strada dello scontro totale, forte di convinzioni che a noi sfuggono. Pensiamo che mediazione, sintesi e diplomazia, tre sostantivi assenti nel vocabolario di chi guida la società viola, rimangano sempre il carburante migliore per arrivare a destinazione. Chi continua ad attaccare, talvolta anche con motivazioni molto deboli, alla fine rischia l’isolamento. L’effetto fortino paga se c’è da vincere un Mondiale, ma è l’eccezione che conferma la regola. 

Si parla di stadio e soprattutto di dove dovrà andare a giocare la Fiorentina nelle due stagioni (24/25 e 25/26) in cui il Franchi sarà oggetto di ristrutturazione. Chi ha parlato per conto e in conto del presidente Commisso ha delle ragioni: non è pensabile trasferire lontano da Firenze la squadra viola, non è neppure immaginabile. Rimessa economica per il club, tasche dei tifosi svuotate, campionato falsato. Certo, perché come vi sembra una serie A con 19 squadre che giocano in casa le proprie gare e una, la ventesima, che invece scende in campo sempre in trasferta? E’ un problema anche della Lega e del presidente Casini, candidato forte della Fiorentina di Commisso oppure no? E’ un problema anche della Figc del presidente Gravina oppure no? Quindi il club viola ha fatto benissimo a porre la questione, ma non comprendiamo perché se ne sia accorta a poche ore dalla chiusura del 2023. E’ veramente singolare tutto ciò. Una dimenticanza del genere è inspiegabile oltre che poco scusabile. 

C’è una cosa che un buon giornalista non dovrebbe mai fare: autocitarsi. Chi scrive, dunque, chiede scusa in anticipo al lettore per quello che sta per fare, ma si lava in parte la coscienza ricordando che in questa battaglia (per fortuna) non è stato solo, né tantomeno può vantare una primogenitura. 

La nostra bella tribuna, il sito firenzeviola.it, il 25 marzo 2023 ha ospitato un articolo con questo titolo: “Due anni in trasferta: non è possibile. Un problema gigantesco per tutti…”. Il pezzo nasceva perché pochi giorni prima il sindaco Nardella aveva annunciato il programma dei lavori. La nostra opinione aveva anche la speranza di sollecitare non solo Palazzo Vecchio, soggetto attivo della questione, ma pure la società viola, soggetto invece costretto a subire la vicenda. Eppure, era l’inizio della primavera, a far rumore è stato il silenzio. Come se il tema non riguardasse né Palazzo Vecchio, né la Fiorentina. Nel frattempo altri autorevoli colleghi e altrettante prestigiose testate, scrivevano la stessa cosa: la Fiorentina non si doveva muovere da Firenze per nessuna ragione. Senza dimenticare i tifosi che avevano giustamente fatto sapere che la Fiorentina, appunto, non doveva uscire dalla città. Il tam tam era partito, c’erano i tempi per intervenire, fare pressioni sul Comune, per sollevare la criticità e invece nulla. E’ arrivata l’estate, quindi l’autunno e siamo sbarcati a due giorni fa. Eppure la Fiorentina dalla fine dicembre 2022 era informata di tutto, ma il passaggio formale e’ datato 28 aprile 2023 grazie ad una delibera di giunta in cui si dice, nero su bianco, che “il Franchi dovrà essere riconsegnato al Comune il 1 giugno 2024 o il 1 luglio 2024 in relazione ad eventuali partite di campionato”. La Fiorentina dunque non poteva non sapere. Ecco perché lo stupore di queste ore appare incomprensibile forse sospetto. 

Non si tratta di trovare un colpevole, ma nessuno è innocente. Benvenuti allo scaricabarile. 

E’ tutto molto chiaro, Palazzo Vecchio, pur sorretto da buone intenzioni, dare in qualche modo un nuovo Franchi a Firenze, ha sottovalutato in pieno il tema del trasferimento della Fiorentina nel biennio (ammesso che bastino due anni). La Fiorentina non è la tramvia, ma qualcosa di profondamente radicato nelle radici e nel tessuto di Firenze. Tocca la sensibilità di gran parte degli abitanti. La Fiorentina non è solo sport, ma tradizione popolare, cultura, amore, passione, felicità e dolore. La Fiorentina è una parente di ogni famiglia. 

Ma la società, che si occupa di pallone e non di bulloni, ha la responsabilità di aver anch’essa sottovalutato la vicenda, forse perché come tanti fiorentini immaginava (o sperava) che il rifacimento del Franchi naufragasse. Cosa avrebbe dovuto fare? Lo abbiamo detto: doveva toccare questo tasto ogni giorno, costringendo il Comune a mettere in agenda tutto. 

Il Padovani potrebbe essere una soluzione anche se i lavori durerebbero un po’. I 5 milioni in più dovrebbe tirarli fuori il presidente Commisso. Non è giusto chiederglieli? Può darsi, ma vedendo la generosità dimostrata nel costruire il Viola Park, gioiello assoluto, ci potrebbe stare. In fin dei conti Kokorin costò circa 4 milioni oltre ad uno stipendio di 2 milioni per 3 anni. La società potrebbe recuperare i 5 milioni con lo sfruttamento del nuovo Franchi e con un accordo vantaggioso sulla nuova e lunga concessione. 

Quello che abbiamo scritto il 25 marzo lo ribadiamo con forza: la Fiorentina non si può muovere da Firenze. Rimboccatevi le maniche e trovate una via d’uscita. 

Sorvoliamo su tutto ciò che ha scatenato questo contesto, la politica si è buttata mani e piedi in questa storia, ma era normale che finisse così. Probabilmente chi ha scatenato la tempesta mediatica cercava proprio questo. E’ campagna elettorale. Ma sarebbe meglio parlare di campagna acquisti. Buon 2024 cari lettori.