È una Fiorentina inaffidabile che continua a far paura con 8 sconfitte in casa su 15 gare. Dopo Napoli avrà tre scontri diretti al Franchi, dove ne ha già persi 3. Vanoli può farcela solo se cambia la testa della squadra

È una Fiorentina inaffidabile che continua a far paura con 8 sconfitte in casa su 15 gare. Dopo Napoli avrà tre scontri diretti al Franchi, dove ne ha già persi 3. Vanoli può farcela solo se cambia la testa della squadra
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi

Anche solo immaginare cosa potrà fare la Fiorentina oggi al Maradona è utopia. Peggio, follia. Fino a un po’ di tempo fa, era la squadra più continua del campionato: non vinceva mai. Si poteva pronosticare al massimo un pareggio, quando poi giocava in casa era più probabile la sconfitta. Oggi, dopo la “ripresina” di fine dicembre-metà gennaio, ha smarrito quella terrificante continuità ed è diventata la squadra più instabile della Serie A. Instabile sotto tutti i punti di vista. Può una squadra che domina, almeno per un tempo, a Bologna, farsi mettere sotto al Franchi dal Cagliari? E non basta. Perché dopo aver perso in casa sette partite ufficiali (sette su quattordici), ha perso anche l’ottava (otto su quindici, più della metà) di nuovo col Como, in Coppa Italia. Due sconfitte di fila a Campo di Marte incassando cinque gol. La Fiorentina è inaffidabile al cento per cento. A Bologna si scatena, col Cagliari si addormenta. Col Como, martedì scorso, l’allenatore ha rivoluzionato la formazione, ha lasciato la Coppa Italia al suo destino, in questa stagione c’è un solo obiettivo, la salvezza. Così ci viene il pensiero che anche lo spareggio di Conference League contro gli slovacchi dello Jagiellonia possa diventare solo l’occasione per schierare giovani e riserve e lasciar perdere anche questa coppa. Vedremo.

Soffermiamoci sulle prossime partite di campionato. Per incontrare i campioni d’Italia non poteva esserci un momento migliore di questo. A Conte mancheranno Milinkovic-Savic, De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Rrahmani, Politano e Neres e inevitabilmente continuerà a schierare Di Lorenzo, Lobotka e McTominay che non riposano mai. Mercoledì il Napoli ha giocato 90 minuti di fuoco col Chelsea e di quella squadra la stragrande maggioranza di giocatori sarà confermata per forza. La Fiorentina ha giocato martedì in Coppa Italia, ma degli undici contro il Como ne giocheranno due o tre al Maradona, non di più. La differenza resta a favore del Napoli, però le premesse, per le ragioni sopra esposte, non sono terrificanti.

Dopo il Napoli arriverà il Torino al Franchi e nessuno dica che può incidere il fattore-campo perché se fosse così il vantaggio, visti i precedenti, sarebbe dei granata. Nelle ultime quattro partite, il Toro ha fatto peggio della Fiorentina, le ha perse tutte, segnando un gol e beccandone dodici (sei solo dal Como). Di più: ha fatto appena tre punti nelle ultime sei gare. Domani gioca col Lecce e il 7 febbraio a Firenze sarà un’altra partita-salvezza. Anche qui, attenzione: in casa la Fiorentina ha perso tre scontri diretti, con Lecce, Verona e Cagliari. Attenzione perché dopo il Torino e la trasferta a Como (ahi, il bilancio stagionale dice due vittorie di fila per Fabregas) proseguiranno le sfide-salvezza con Pisa (lo 0-0 dell’andata è stato un colpo di fortuna per i viola) e Parma (sconfitta della Fiorentina al Tardini) con in mezzo la trasferta a Udine. E’ obbligatorio, per Vanoli, invertire la rotta. Non fare punti con le concorrenti alla salvezza pregiudica anche l’eventuale classifica avulsa. E per cambiare rotta occorre ricambiare la testa della squadra, riportarla in assetto d’equilibrio, toglierle la sensazione di una salvezza facile da conquistare perché “noi siamo la Fiorentina”. Certo, voi siete la Fiorentina terz’ultima in classifica e se il campionato finisse oggi sareste in Serie B. E’ da qui che deve ripartire la squadra, o altrimenti non ripartirà più.