BILANCIA CHE TI BILANCIO, IL ‘CAPOLAVORO’, LA COPPA DEL NONNO E LA FINE DELLE PLUSVALENZE DI CORVINO

23.11.2023 10:33 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
BILANCIA CHE TI BILANCIO, IL ‘CAPOLAVORO’, LA COPPA DEL NONNO E LA FINE DELLE PLUSVALENZE DI CORVINO

Sui media che si occupano di Fiorentina è tutto un fioccar di bilanci, come fosse già il bianco Natale, il club viola ha infatti pubblicato il suo ultimo bilancio d’esercizio, il che marca una apprezzabile differenza con la precedente gestione, i cui i bilanci toccava inseguirli e procurarseli e i numeri economici in genere venivano sempre forniti di malavoglia e col contagocce, mentre in quest’era Commisso è la società stessa che li mette a disposizione di tutti tramite il suo house organ, in nome della trasparenza.

Tuttavia leggiucchiando qua e là si capisce quanto i giornalisti in genere ci capiscano poco di numeri e scienza economica, non è un caso infatti se la nota e serissima trasmissione di Rai3 Report, quando deve parlare di temi legati a bilanci e società, off shore o meno, ingaggia e manda in video un super esperto della materia, il prof Gaetano Bellavia, molto bravo anche a far capire al pubblico pieghe, trucchi e trucchetti dei  commercialisti. 

E poi, continuando a leggere i numeri viola (abbiamo imparato per amore e per forza ai tempi del fallimento della vecchia Fiorentina) ci si accorge che sono ormai finite le plusvalenze generate dai calciatori lasciati da Pantaleo Corvino.

Da ora in poi, se la Fiorentina vorrà perseguire buoni risultati sportivi, ma eventualmente anche incassare plusvalenze bisognerà che i suoi uomini mercato comincino ad imbroccare i calciatori.

Che poi c’è plusvalenza e plusvalenza poiché, a ben guardare tra le pieghe, il ‘capolavoro’ Vlahovic generando una plusvalenza di 70 milioni di euro che più o meno è stato l’utile lordo del bilancio 21/22, ha obbligato il club a versare all’erario circa 25 milioni di euro di imposte, si vede quindi bene come la tanto strombazzata cifra monstre che la Fiorentina si è sempre vantata di aver incassato dalla Juve per la cessione a gennaio del suo bomber, acquisti nella realtà dei numeri una diversa rilevanza.

Insomma, attendere il mercato estivo per cedere Vlahovic (inserendo quindi l’operazione nel bilancio successivo) oltre a convenire sotto il profilo sportivo, poteva convenire ai viola persino economicamente.

Ma chiudiamo con una buona notizia per i conti viola ed anche per gli obiettivi sportivi, ogni tanto le due cose possono coincidere.

Sarà pure, come dice qualche maligno, la coppa del nonno, ma arrivare l’anno scorso in finale di Conference League (anche se purtroppo persa), oltre che blasone, divertimento per i tifosi, visibilità per sponsor e calciatori, ha portato nelle casse societarie 22 milioni di euro, una cifra tutt’altro che insignificante.