BARONE SINDACO, PER PALAZZO VECCHIO CORRA CHI HA VINTO OGNI BATTAGLIA

17.01.2024 11:05 di Donato Mongatti   vedi letture
BARONE SINDACO, PER PALAZZO VECCHIO CORRA CHI HA VINTO OGNI BATTAGLIA
FirenzeViola.it

L'incontro in prefettura di giovedì scorso, dove tutte le istituzioni, compresa la Lega serie A, si sono confrontate con la Fiorentina - rappresentata dal dg Giuseppe Barone - per l'imminente avvio dei lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi, si è concluso con un nulla di fatto.

A parte la sindaca di Empoli Brenda Barnini (che ha ribadito che l'ipotesi stadio Castellani come impianto alternativo per i viola non è percorribile) e il dg gigliato che ha abbandonato palazzo Medici Riccardi senza rilasciare alcun commento (sia mai di dover rispondere a qualche domanda circostanziata), tutti gli altri protagonisti si sono affrettati a sottolineare come il tavolo, essendo il primo, non avesse potuto produrre alcuna soluzione, ma che si rimanda a breve un'intesa.

Queste le dichiarazioni di circostanza, ma nei fatti la seduta è stata semplicemente surreale. Si continua a fare finta che il club viola sia cascato dal pero, quando da oltre un anno, senza aver consultato i tifosi, il club gigliato aveva indicato al Comune che, in caso di inizio ristrutturazioni, avrebbe lasciato il Franchi da giugno 2024. Questa scelta è stata sottoscritta nel documento allegato alla proroga della concessione dell'impianto sportivo per la stagione in corso, datata 27 aprile 2023.

Il progetto definitivo dell'impianto firmato Arup è stato redatto tenendo conto delle indicazioni della Fiorentina e per questo il cronoprogramma degli interventi prevede di lavorare da giugno senza la presenza della squadra (contenendo costi e tempi di esecuzione).

Tutto sarebbe chiaro, definito, certificato da documenti e relazioni illustrate in Consiglio comunale (non alla sagra del Ranocchio di Brozzi), ma una larga parte dei tifosi sposa in pieno la "caduta dal pero". Tant'è che durante la sfida di Coppa Italia della scorsa settimana, due associazioni dei tifosi hanno affisso allo stadio striscioni con scritto "Dove giocherà la Fiorentina?". Chiedetelo a Commisso, sarebbe la risposta, ma invece il messaggio – stando a dichiarazioni, comunicati, nuovi striscioni esposti domenica e volantini vari – è chiaramente rivolto alle istituzioni politiche cittadine.  

Il sindaco lunedì ha precisato quello che, leggendo gli atti, dovrebbe essere chiaro. Malgrado abbia più valore rispondere in Consiglio comunale che in pubblico, evidentremente certi carteggi e documenti dovevano essere esibiti in una conferenza stampa.

È un muro contro muro, dove la Fiorentina non ha la minima intenzione di proporre alcuna soluzione che consenta di procedere come previsto. Si preferisce restare al Franchi ad "assetto variabile" in base ai cantieri con una capienza più che dimezzata (non si sa per quanti anni), che trasferirsi al Padovani che avrebbe la stessa capacità ma che farebbe risparmiare sui tempi e sui costi. Visti gli accordi, una volta partiti gli escavatori, la pressione da esercitare sul Comune, dovrebbe essere quella perché individui i fondi mancanti per completare le opere e non lasci il progetto a metà. Il tempo per reperire le risorse svolgendo i cantieri senza interruzioni, prima di finire i soldi a oggi disponibili, sarebbe abbondante.

Ma il desiderio di molti, Fiorentina compresa, è che non si faccia proprio niente. E dato che in politica, da sempre, si governa grazie al consenso, lanciamo una proposta: Barone sindaco. "Votate, votate il vostro governatore e non cambierà nulla. Io sono qui per cambiare le cose", disse Barone a fine 2023 in un improvvisato comizio parlando ai tifosi, tra cappuccini e briosce, al bar del Viola Park. Non è una provocazione. La candidatura di Barone a sindaco di Firenze troverebbe sicuramente molto consenso, visti i risultati che ha ottenuto. I fatti dicono che in tutte le questioni dove di mezzo c'erano le istituzioni politiche, la Fiorentina non le ha vinte, ma le ha stravinte. L'incontro in prefettura della scorsa settimana e la protesta con cori e striscioni di domenica sono gli ultimi successi. Il "popolo viola" è senza dubbio col dg gigliato.