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La fascia che scotta: Vanoli e il rebus a tre per la partita della svolta

La fascia che scotta: Vanoli e il rebus a tre per la partita della svoltaFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 14:00Copertina
di Andrea Giannattasio

Un dubbio che pesa come un macigno alla vigilia di una sfida già delicata. Contro il Cagliari, nella gara di domani pomeriggio, Vanoli si trova a dover sciogliere un triplice ballottaggio tutt’altro che banale: Niccolò Fortini, Manor Solomon o Jack Harrison per occupare la corsia offensiva destra. Una scelta resa obbligata dall’assenza di Parisi, che non rientrerà prima di almeno tre partite e salterà con certezza anche gli impegni contro Como in Coppa Italia e Napoli il prossimo 31 gennaio. Il problema, però, non è solo quantitativo ma soprattutto qualitativo: nessuno dei tre candidati è un esterno destro di ruolo, e l’adattamento diventa una variabile cruciale in un momento in cui sbagliare è vietato.

Adattamenti forzati e profili lontani dall’ala pura
Solomon e Harrison, i due nuovi arrivati, hanno costruito la parte migliore della loro carriera partendo da sinistra, mentre Fortini – classe 2006 – è un terzino capace di giocare su entrambe le fasce ma privo delle caratteristiche tipiche dell’ala offensiva pura. Tradotto: velocità e applicazione non mancano, ma strappo, uno contro uno e produzione offensiva non sono esattamente nelle sue corde. Vanoli dovrà quindi decidere se affidarsi a un adattamento tattico più “scolastico” o se forzare la mano su un profilo più offensivo, pur sapendo di rinunciare a qualche certezza in fase di equilibrio e copertura.

La condizione fisica come ago della bilancia
A rendere la scelta ancora più intricata è lo stato di forma dei singoli. Fortini è senza dubbio quello che offre maggiori garanzie fisiche: pur non partendo titolare dall’11 dicembre in Conference League contro la Dinamo Kiev, ha avuto una discreta continuità d’impiego, seppur a scartamento ridotto e spesso fuori ruolo (a Parma da terzino sinistro, a Bologna proprio al posto di Parisi). Situazione ben diversa per Solomon e Harrison. L’israeliano ha collezionato quattro presenze consecutive da subentrante da quando è a Firenze, per un totale di 76', ma non gioca dal primo minuto addirittura dal 3 dicembre in Coppa del Re con il Villarreal. L’inglese, invece, è quello che deve ancora assimilare maggiormente i principi di gioco di Vanoli e arriva da un periodo con pochissimo minutaggio: una sola gara da 90 minuti nelle ultime 15 del Leeds, quella di FA Cup contro il Derby County. Una scelta ardua, dunque, che il tecnico sembra intenzionato a rimandare fino all’ultimo istante, consapevole che la sfida con il Cagliari – mai così pesante in chiave salvezza – non ammette errori di preparazione.