Difesa a quattro, fiducia e continuità: la nuova vita in viola di Comuzzo
Pietro Comuzzo è stato sicuramente uno dei principali assenti della Fiorentina in quanto a rendimento e prestazioni nella prima parte di stagione disastrosa fatta dai viola sia sotto la guida di Stefano Pioli ma anche nella primissima parte della gestione di Paolo Vanoli. Il classe 2005 gigliato, prodotto delle giovanili della Fiorentina, dopo essere stato al centro di diverse voci di mercato la scorsa estate, essendo finito nel mirino sia dell’Atalanta che dell’Al Hilal di Simone Inzaghi, con valutazioni di mercato importanti, aveva iniziato la propria stagione calcistica regredendo rispetto a quanto fatto vedere nel 2024/2025.
Un avvio in salita
Gli errori nei preliminari di Conference League, uniti poi anche alle tante panchine consecutive accumulate in campionato (8 nelle prime 13 di Serie A), complice anche una condizione fisica iniziale sicuramente non eccellente, hanno contribuito a mettere in discussione il talento del difensore italiano. Dopo l’esonero di Stefano Pioli, con il quale appunto il campo Comuzzo lo vedeva di rado, si pensava che con Paolo Vanoli che il vento potesse cambiare. Così però, finché l’ex tecnico del Torino ha applicato la difesa a tre, non è stato, con Comuzzo che quando è stato chiamato in causa ha replicato più o meno, complice anche il rendimento generale della squadra, le solite prestazioni opache e di poca personalità.
Il cambio di marcia
Poi, ad un tratto, come per tutta la Fiorentina, è arrivata una piccola svolta. Il ritorno alla difesa quattro e una maggior continuità di utilizzo da parte di Vanoli stesso, che ha ormai identificato in Pongracic e appunto lo stesso Comuzzo la coppia titolare della difesa viola, hanno innescato una scintilla nella testa del giocatore. L’apice della sua rinascita ovviamente lo si è toccato nell’ultima giornata al Franchi contro il Milan di Massimiliano Allegri. E badate bene non solo per il goal realizzato di testa, il secondo in carriera in campionato dopo quello di tacco messo a segno la scorsa ultima giornata di campionato contro l’Udinese a Udine, ma per una prestazione in generale da difensore di livello.
La sfida al Milan e le prospettive future
I numeri di Comuzzo contro i rossoneri sono stati infatti ottimi sia in fase di non possesso, per recuperi, chiusure difensive e duelli vinti, ma anche in quella fase di possesso che lo stesso Vanoli ha individuato come punto principale sul quale il classe 2005 deve maggiormente lavorare. Resta però il fatto che la notizia più importante per la Fiorentina, ad oggi, sia quella di aver ritrovato un patrimonio italiano e cresciuto in casa propria, che nella parte finale del 2025 sembrava essersi depauperato. Adesso Vanoli sa di poter costruire la rimonta salvezza su basi difensive migliori e di poter contare su un ritrovato Comuzzo.
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