Una vita nel calcio: Commisso dal centrocampo della Columbia alla guida della Fiorentina
Rocco Commisso ha scritto pagine significative della sua vita sportiva nel mondo del calcio, un legame che lo ha accompagnato fin da giovane e lo ha portato a diventare protagonista tra Nord America e Italia. La sua avventura con il pallone è iniziata negli Stati Uniti, dove negli anni universitari vestì la maglia numero 5 del Columbia University Men’s Soccer. Centrocampista dinamico, Commisso fu parte della squadra che portò i Columbia Lions a un’importante presenza nei playoff NCAA e venne più volte insignito di riconoscimenti nella Ivy League, arrivando persino a essere convocato per le selezioni della nazionale olimpica americana. Quegli anni segnarono non solo il talento di un atleta, ma la passione di un uomo per il calcio come scuola di disciplina e comunità.
Terminata l’esperienza da giocatore, Commisso mantenne un profondo legame con lo sport, sostenendo le attività calcistiche universitarie e contribuendo a progetti capaci di rafforzare le infrastrutture dedicate ai giovani. La sua visione imprenditoriale e l’amore per il gioco lo portarono, nel 2017, ad acquistare i New York Cosmos, storico club statunitense che aveva incarnato nei decenni il sogno di un calcio popolare e internazionale negli USA. Sotto la sua gestione la società visse una nuova stagione di speranza e ambizione, anche se tra difficoltà e contese con le strutture calcistiche americane per riconoscimento e sviluppo professionale.
L’atto che consacrò il suo rapporto con il calcio europeo avvenne nel giugno 2019, quando Commisso concluse l’acquisto della Fiorentina. La trattativa con la famiglia Della Valle - rapida e decisa e conclusa sulla bade di un investimento da 170 milioni di euro - si chiuse con l’ingresso del magnate italo-americano nella proprietà viola, suscitando attese e aspettative tra i tifosi viola. Da allora Commisso si è impegnato a rilanciare la Fiorentina, investendo nella crescita della squadra, infrastrutture come il Viola Park e affrontando con determinazione anche le battaglie per il restauro dello stadio Artemio Franchi. In ogni tappa del suo percorso, dal campo universitario alle stanze del potere calcistico, Commisso ha incarnato la figura di un uomo per cui il calcio era più di un investimento: era parte della propria identità.
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