VERGOGNA FINALE

04.05.2014 01:00 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
VERGOGNA FINALE
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Quel che è successo ieri a Roma non è una novità. E volendo dare un primo retrogusto amarognolo alla riflessione in questione, verrebbe da pensare che purtroppo non è la prima volta che la Fiorentina esce sconfitta. Ma stavolta il primo pensiero non va a quel che ha raccontato il campo. Bensì alla serata indegna che i tifosi del Napoli sono stati liberi di organizzare all'Olimpico. Dopo un pomeriggio di guerriglia, dopo un rincorrersi di lanci d'agenzia da cronaca nera, e dopo il ricovero di tre feriti gravi ai signori in questione, del resto, è stato loro consentito di decidere come e quando giocare. Così come è stato loro consentito, a fine gara, di invadere il campo, annullare e rimandare la cerimonia di premiazione e sbeffeggiare i tifosi viola direttamente sotto la Curva Sud (encomiabili nell'andarsene senza raccogliere provocazioni)

Dicevamo che, purtroppo, determinate vicende non sono inedite. A Roma, in fondo, avevamo già visto una tifoseria invadere il campo pretendendo d'interrompere un derby. E anche nelle trasferte dei signorili tifosi partenopei avevamo già visto scene come quelle ammirate all'Olimpico. Certo, la maglietta dedicata a “Speziale Libero” (condannato per la morte dell'Ispettore Raciti a Catania) del capo ultrà napoletano ci mancava, ma forse per nostra disattenzione. D'altronde, la stessa Lega Calcio, nelle due ore che hanno preceduto il fischio d'inizio si è limitata a spedire gli steward sotto una pioggia di bombe carta (mica c'è andato Beretta a calmare i tifosi del Napoli) guardandosi bene dal prendere una decisione in quei lunghi 45 minuti, e lasciando migliaia e migliaia di famiglie (e bambini) a domandarsi cosa sarebbe capitato di lì a poco. E nemmeno le più alte autorità, arrivate con larghi sorrisi e stomaci pieni allo stadio mentre si parlava di persone in fin di vita, si sono troppo scomposte, se come è vero il Presidente del Senato Grasso, al suo arrivo in macchina blu alla Tribuna Vip, si è limitato a tirare in ballo “i soliti delinquenti” e se è vero che Beretta si è limitato a un “accorato appello alla sensibilità di tutti i tifosi”.

Ora che alle cronache arriva anche il nome e il cognome del gentiluomo che ha liberamente deciso a che ora si sarebbe dovuto giocare (nome che troverete sui quotidiani che si occuperanno della vicenda soltanto per le prossime 24/48 ore ma che certo noi non pubblicizzeremo insieme al clan malavitoso del quale fa parte) resta da domandarsi per quanto ancora questo calcio regalerà spettacoli indegni e indecorosi come quelli visti ieri sera. In un esercizio retorico che aggiungerà poco a coloro i quali (come chi scrive) poco credono nei cambiamenti in questo paese. Perchè finchè poche decine di delinquenti avranno il potere, intoccabile da parte di chiunque, di decidere e intervenire su un evento da oltre 70 mila persone c'è ben poco da sperare. A margine di queste riflessioni, in chiusura, andrebbe poi analizzata la partita. Le scelte obbligate di Montella, quelle che di nuovo non hanno troppo convinto (come l'inserimento tardivo delle punte o un possesso palla rimasto sterile come contro la Juve) e gli errori di Ilicic che resteranno nella memoria dei tifosi in un futuro che si fa sempre più cupo per lo sloveno, vengono comunque dopo l'indegna sceneggiata di Roma. Una vergogna andata in scena all'Olimpico che non merita altre parole oltre quelle già spese sulla zona franca della Curva Nord. Dove, invece che vincere e festeggiare una Coppa Italia, una manica di delinquenti ha tenuto in ostaggio uno stadio intero.