CALCIATORI INDOLENTI, MA LE PAROLE DI CESARE E PRADÈ...

01.03.2021 00:00 di Sonia Anichini   Vedi letture
CALCIATORI INDOLENTI, MA LE PAROLE DI CESARE E PRADÈ...

Son convinta che il mondo operaio storcerebbe la bocca all’idea di essere rappresentato dai calciatori della Fiorentina. Non si tratta di fare confronti fra classi sociali, ci mancherebbe altro, ma è l’accostamento che ha tirato in ballo Prandelli nella presentazione della partita dei viola contro l’Udinese. “Dobbiamo essere operai…l’abito da operaio mi piace” e su questo possiamo essere d’accordo ma, gli operai che conosco, si fanno un bel mazzo nel fare il loro dovere, si affaticano sul proprio posto di lavoro quasi sempre per stipendi modesti, caratteristiche che non ritrovo nei ragazzi della Fiorentina. Non voglio fare del populismo, ma se è l’allenatore a fare certi paragoni, mi sento autorizzata a fare delle puntualizzazioni dettate soprattutto dalla grande, grandissima delusione che la mia squadra mi ha dato pure ieri.

Qualcuno faccia presente a tutto il gruppo che se vinciamo due volte di fila nessuno si scandalizza, che la vittoria contro lo Spezia ci aveva rincuorato ma non illuso anzi, il rischio di rilassamento era dietro l’angolo e ci ha rincorso fino a Udine. I nostri avversari erano privi di alcuni titolari e potevamo approfittarne per fare un balzettino in avanti in classifica ed invece in campo sembrava una partita di fine campionato, una di quelle dove nessuno si vuol ammazzare di fatica e può andare bene un punto a testa ed invece, a pochi minuti dal fischio finale, Nestorovski la mette dentro. Milenkovic si è dimenticato del calciatore friulano e noi ci troviamo, per l’ennesima volta, a leccarci le ferite.

Non sono certo una medicina le parole del nostro allenatore a fine gara, a volte mi chiedo se non sia meglio che stiano zitti, quando, arrampicandosi sugli specchi, ci declama che: “forse è mancata attenzione…nelle ultime trasferte giocato bene e raccolto poco…l’errore nel calcio ci può stare”. Ma anche no, vorrei gridargli! Le scuse stanno a zero così come il rispetto nei confronti dei tifosi e della città. Voglio bene a Cesare, ma il buonismo comincia a stufarmi! Per l’errore determinante del match non voglio dare la croce addosso al difensore serbo ma, insieme al suo compagno Pezzella, li vedo sempre più lontani mentalmente da Firenze, li vedo fare errori che in tempi passati non avrebbero commesso. Adesso mi consolo vedendo crescere Quarta, ma non può giocare da solo e i problemi non sono certo finiti così come le partite ancora da affrontare.

Poi ti trovi che tutto il resto della squadra non funziona, che fai un tiro verso la porta con Vlahovic dopo un’ora di gioco, che cominci a pensare (loro non certo io!) che forse il pareggio può andare bene e succede quello che abbiamo visto. I risultati sono quelli che sono, la classifica lo dimostra, ma la cosa che mi fa proprio arrabbiare è l’atteggiamento dei calciatori. Se il Mister può fare i suoi errori nelle scelte tecniche, se è il secondo Mister di questo anno senza che ci siano stati miglioramenti, se gli uomini a disposizione sono sostanzialmente gli stessi, vorrei proprio sapere dagli stessi che problemi hanno.

Se giochiamo contro il Barcellona lo so che non abbiamo chances, ma contro un’Udinese d’emergenza non era possibile vedere un po’ di agonismo, un po’ di orgoglio, un po’ di voglia di fare bene? Un po’ ho scritto, giusto per non farvi stancare troppo! Ecco, a me preoccupa molto questa indolenza, questo quasi menefreghismo che, capirete, in quanto tifosa non tollero più. Posso dire che sono incazzata? In fondo sono in sintonia con Pradè che ha usato proprio questo termine. Poi la sintonia termina quando penso ai suoi mercati, quando penso che la squadra l’ha fatta lui e mi chiedo perché mai abbia preso Kokorin, che se Vlahovic si fa male tocca al Direttore stesso giocare punta, oppure vorrei sapere che fine ha fatto Callejon. Misteri del calcio a Firenze!

Ultima nota per Montiel. Cesare si risente quando gli chiedono dello spagnolo, salvo farlo poi apparire per pochi minuti al Dacia Arena. Solo lì lo fa giocare, visto che entrò contro l’Udinese anche in Coppa Italia e ci fece vincere al 112’ di gioco. Capisco che non possiamo pretendere che un ragazzo risolva i problemi della Viola, che la sua esperienza in serie A è nulla, ma è comunque un 2000 come Vlahovic e, quando le cose non vanno bene, la gente cerca soluzioni, o speranze, nei calciatori che vede meno. Forse si illude, ma la realtà non tira certo su!

La Signora in viola