COMMISSO, Mercafir: non ha senso ci sia un bando

07.04.2020 14:18 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
COMMISSO, Mercafir: non ha senso ci sia un bando

Rocco Commisso, presidente e proprietario della Fiorentina, è intervenuto in diretta a Tutti Convocati su Radio 24: "Per fortuna qui siamo più preparati al disastro rispetto a quando è cominciato in Italia. A New York le cose non vanno tanto bene, ma gli Stati Uniti sono più controllati rispetto al nord Italia. Nella mia azienda ci sono pochissimi casi, noi portiamo internet nelle case di tutti, stiamo andando bene negli affari. A Firenze e in Italia invece non siamo ok. Fatemi parlare di Forza&Cuore, la raccolta fondi iniziata il 17 marzo. La famiglia Giambelli aveva un ristorante qui a New York, hanno lasciato un ristorante, ed hanno messo quasi 50mila euro per aiutare, è la più grande donazione che arriva dall'America. Noi altri italo-americani stiamo facendo il nostro per aiutare gli italiani e l'Italia. Il nostro è il più grande fondo di donazioni verso l'Italia, sono orgoglioso perché sono arrivate più di 2300 donazioni, piccole e grandi, dal popolo viola. Questi soldi verranno dati a ospedali, infermieri, dottori: è importante per curare la povera gente afflitta da questa malattia. Ringrazio tutti e la prima linea di Firenze, degli ospedali, grazie per cosa hanno fatto. Io sono in casa da oltre tre settimane con mia moglie e mia figlia, come la maggior parte dei fiorentini. A Firenze ho mio figlio, idem Joe Barone che è assieme al suo. Si va avanti a lavorare però ogni giorno per la Fiorentina e per il futuro del calcio".

Com'è l'umore del club?
"Abbiamo avuto giocatori e di altri dipendenti, della parte medica, positivi. Sono stati in ospedale. Credo che umanamente siamo tutti più vicini, più forti, ci vogliamo tutti ancora più bene. So che il desiderio dei giocatori è di tornare a giocare perché è il loro lavoro. Nella Fiorentina, con i sacrifici che abbiamo fatto, siamo più uniti. Ho parlato con i giocatori, gli allenatori, quasi tutti. Ogni giorno, anche da New York, cerco di essere vicino".

La sua posizione sul termine del campionato?
"Per il bene del calcio, sarebbe da finire. Ma prima viene la salute, lo dico dal primo giorno. Dobbiamo essere sicuri che nessuno prenda un rischio per giocare. Questo sono convinto che sia la cosa giusta da fare, il calcio è bello ma la povera gente dell'Italia è stata toccata da questo caso. Se ci sono le condizioni di salute, con gli stadi che saranno chiusi, speriamo di poter finire il campionato. Se non succede, però, non possiamo rovinare la stagione 2020/21, bisogna guardare avanti e pensare al nostro business, ai giocatori... Sono investimenti a lungo termine, guardiamo al futuro e riportiamo l'industria del calcio, questo patrimonio della nazionale che dà gioia ai tifosi, ad andare avanti così che si possa ricominciare con la vita".

Tebas (numero uno della Liga) ha detto che il calcio italiano è messo peggio che da loro o in Germania. Come uscirne?
"Ognuno deve fare la sua parte. Lasciatemi parlare della Fiorentina: in meno di 10 mesi abbiamo messo sul tavolo oltre 300 milioni di euro, e non sono soldi di fondi, compagnie pubbliche o cosa... Sono soldi miei. Sono contento, ma c'è stata una grande partita. Io posso andare avanti perché dietro di me c'è una grande azienda come Mediacom che ricava 2 miliardi ogni anno. Ma non tutti sono nella mia situazione, ci sono club che forse non ci riusciranno senza aiuti dal sistema, dal Governo e anche dai calciatori che facciano la loro parte. Deve essere a lungo termine, per gli investimenti, ed è dal primo giorno che parlo di infrastrutture e stadi. Vorrei che il Governo capisse che il calcio è patrimonio della nazione. Chi vuole investire, come me, deve essere lasciato libero di farlo. Per la prima volta nella storia della Fiorentina ci sarà un immobile di proprietà, quel Centro Sportivo che diventerà il più grande d'Italia. Avevamo l'obiettivo di finire entro la fine del 2021, e sarà una grande cosa per tutti. Poi si deve fare qualcosa, dalla politica, che cambino certe leggi che non sono buone per l'Italia. Speriamo che le facciano, per il calcio e per le altre industrie. Serve una politica con meno burocrazia, così che arrivino più soldi dall'estero".

Ieri c'è stata una nota della Lega sul taglio degli stipendi. L'AIC ha respinto, e si passa a trattative private. Lei che ne pensa?
"Noi abbiamo fatto il nostro, e vi dico questo: nel caso della Fiorentina, noi avevamo una rosa che Transfermarkt valuta diverse centinaia di milioni, non so se ancora oggi è così. A gennaio abbiamo fatto i più grandi investimenti in Italia, spendendo oltre 70 milioni. Se facevamo oggi, forse ne spendevamo 30 o 40. Ci sono aziende come la Juventus, la Lazio, la Roma, Man United che sono valutate sui mercati pubblici e hanno perso il 40% del loro valore. Il mondo è cambiato rapidamente, e l'ho visto anche dopo la grande recessione del 2008, o dopo le Torri Gemelle. L'economia può cambiare da un giorno all'altro. Quello che la Lega ha proposto lo vedo come giusto, hanno preso l'esempio del più grande club italiano, dove i giocatori si sono ridotti gli ingaggi per oltre 90 milioni totali. Questo è importante, perché i giocatori sono il più grande costo delle aziende, e se non fanno la loro parte si rovinano loro stessi... Devono guardare a lungo termine, non da un mese all'altro. Non è che non prendono niente o non sono stati pagati: è importante per tifosi, ma anche per gli altri dipendenti, che ognuno faccia la sua parte. Noi abbiamo perso tante decine di milioni in questi mesi, quello che chiediamo ai giocatori è una cosa minima. Non possiamo avere ricavi che calano e tenere uguali questi costi di qualche anno fa. Per come la vedo io, per tutto il sistema calcio, serve un sacrificio. Se non lo possono fare loro, che succede in Serie B, C o D? Loro non prendono mica questi soldi... Facciamo la nostra parte per salvare il futuro del nostro calcio".

Immagina che questo shock possa riaprire il dossier Mercafir?
"Non so, il bando doveva finire oggi e ho sentito che un decreto lo rinvia a metà maggio, se ho letto bene. Venendo dall'America, sembra una cosa senza senso che si debba fare un bando per permettere a Rocco di investire nella Fiorentina. Se sono l'unico che partecipa, perché devo partecipare a un bando? Andando avanti sulla Mercafir, ci sono milioni e milioni di dollari per i terreni e tante altre spese. Poi c'è un altro concetto forse mai descritto: il giorno che faccio l'investimento, le tasse da pagare al Governo mi costano cinque-sei volte. Da 500-600 mila euro all'anno, passerei a 1,8 milioni. Abbiamo uno stadio vecchio, costruito nel 1932, ed è un monumento. Non voglio fare critiche a ingegneri e architetti che hanno fatto questo lavoro, di certo è una cosa importante, ma credo che in Italia ce ne siano tanti altri più importanti di uno stadio. Per me i monumenti sono le persone, nel gioco del calcio. Con Barone, che io chiamo il mio braccio destro, lavoriamo con la Lega, con Malagò, con Gravina, lo stato e i nostri legali di Chiomenti, per fare una nuova legge e non solo per la Fiorentina, ma per tutti quelli che vogliono investire e fare un nuovo stadio. Il problema numero uno è che non ci sono le infrastrutture moderne, e di proprietà".

Pensa alla Fiorentina del futuro?
"Sì, e vogliamo giocare (ride, ndr)! Sono arrivato a giugno, e dovevano essere prese molte decisioni... In estate non abbiamo fatto un mercato eccellente, non è andata bene e abbiamo dovuto cambiare, anche l'allenatore. Ho portato Iachini e stavamo andando bene, a gennaio abbiamo portato tanti nuovi giocatori e ci stavamo preparando sia per la seconda parte del torneo che per l'anno prossimo. Io voglio vincere qualcosa, non sono venuto qui in Italia per essere la squadra principessa: il posto della Fiorentina deve essere tra le sette regine del calcio italiano. Con la mano destra lavoro per società e squadra, con la sinistra per le infrastrutture: senza stadio e relativi ricavi, e con il Fair Play Finanziario, non si può investire tanto sui giocatori".

Pare che Renzi abbia detto che Chiesa andrà all'Inter...
"Lui è un tifoso, un amico, ma guardi alla politica, io penso al calcio. Non lo so neanche io (sorride, ndr). In estate ho detto che Chiesa sarebbe rimasto, e sono convinto che i nostri giocatori siano più convinti di voler rimanere rispetto ad andare via. Però non ci ho parlato di recente perché non sono potuto venire in Italia e al telefono non si può parlare di queste cose. Un grande in bocca al lupo a tutta l'Italia!".