LAVORI AL FRANCHI E DANNI ECONOMICI: UNA SCUSA CHE NON REGGE. L'ESEMPIO DELL'ATALANTA

07.02.2024 11:00 di Donato Mongatti   vedi letture
LAVORI AL FRANCHI E DANNI ECONOMICI: UNA SCUSA CHE NON REGGE. L'ESEMPIO DELL'ATALANTA

Uno degli innumerevoli tormentoni che da mesi viene ripetuto costantemente è che con i lavori allo stadio Franchi (sempre che comincino) la Fiorentina riceverebbe pesantissimi danni economici. Chiaramente con uno stadio a capienza ridotta è banale affermare che i potenziali ricavi da biglietteria sarebbero condizionati. Ma arrivare a ipotizzare che il club avrebbe tirato i remi in barca stoppando gli investimenti nell'ultimo calciomercato e per le future sessioni, appare una forzatura.

Ipotizziamo uno scenario qualora nelle prossime settimane il consorzio temporaneo di imprese che si è aggiudicato il bando per i lavori di ristrutturazione del Franchi avviasse i cantieri (a breve si dovrebbero svolgere interventi propedeutici effettuati da altre aziende). Il quadro prevede che la prossima stagione la squadra rimanga nell'impianto progettato da Nervi con una disponibilità di circa 22.000 posti (contro gli oltre 40.000 attuali), mentre dal campionato 2025-26 il club si trasferirebbe a meno di 200 metri al Padovani, l'impianto di rugby che, una volta adeguato alla serie A, avrebbe una capienza da 18.000 posti.

A smentire seccamente le teorie del crollo dei ricavi viene in soccorso l'esperienza dell'Atalanta. Il club nerazzurro, dopo aver acquisito lo stadio di Bergamo, il 29 aprile 2019 iniziò i lavori di ammodernamento dell'impianto. A spese proprie. Prima dell'avvio dei cantieri l'Atleti Azzurri d'Italia aveva una capienza di 21.300 spettatori, poi compromessa dai lavori di demolizione della curva Nord che fu inaugurata riqualificata il 6 ottobre 2019. Gli interventi, ancora in fase di ultimazione, videro nel 2020 la parziale demolizione e ricostruzione della tribuna Ubi Banca e l'8 settembre dello stesso anno il club nerazzurro ottenne il nullaosta dalla Uefa per le competizioni europee (nelle stagioni 2018-19 e 2019-20 furono giocate al Mapei di Reggio Emilia e a San Siro a Milano). Dopo uno stop agli interventi, nel 2023 (5 giugno) è iniziato l'abbattimento e rifacimento della curva Sud, che si prevede di ultimare nel 2024. In questa stagione la capienza è ridotta a circa 16.500 posti, ma una volta completata la ristrutturazione saranno 24.000.
A prescindere dall'assetto variabile per il pubblico, le medie spettatori dell'impianto di Bergamo registrate da Stadiapostcards.com sono state: 18.903 nel 2018-19; 19.535 nel 2019-20; nel 2020-21 e 2021-22 a causa della pandemia Covid gli impianti erano o chiusi al pubblico o a capienza ridotta; 18.241 nel 2022-23 e circa 15.000 per la stagione in corso.

Dalla stagione 2018-19 fino alla scorsa i piazzamenti in campionato della Dea sono stati rispettivamente: terzo posto; terzo posto; terzo posto, ottavo posto; quinto posto. Il 30 giugno 2023 l'Atalanta ha chiuso l'ottavo bilancio consecutivo in utile. Dal 2019 (anno di inizio dei lavori di ristrutturazione), i risultati di esercizio (al netto delle imposte) sono stati: +26 milioni; +52 milioni; +35 milioni; +11 milioni (bilancio semestrale al 30-06-2022 per allineamento alla stagione sportiva); +3,8 milioni. Nell'ultimo bilancio disponibile (2022-23) è stato stabilito il record di ricavi per biglietti, abbonamenti e altri incassi per gare con € 11.792.469 (suddivisi in € 4.534.028 da abbonamenti; 211.165 gare di Coppa Italia; 2.362.037 gare di campionato; 4.574.626 altri incassi per gare; 110.613 gare amichevoli). Ricordiamo che nella stagione 2022-23 la Dea non ha disputato le coppe europee, non potendo così usufruire dei relativi proventi da diritti TV, premi Uefa e derivanti incassi da stadio.

I risultati sportivi con i conseguenti ricavi e le plusvalenze sono alla base degli otto bilanci consecutivi chiusi in utile per i bergamaschi. Il tutto ottenuto con a disposizione uno stadio che sostanzialmente ha la metà della capienza del Franchi di Firenze, simile all'impianto di Nervi a mezzo servizio per i lavori nel 2024-25 e del Padovani nel 2025-26. Allestire una squadra che ottiene risultati di un certo livello è la garanzia per ottenere altrettanti risultati economici. Il resto sono scuse che col tempo si sbriciolano come castelli di sabbia.