FIORENTINA, DA JOVIC A JOVIC: COME SONO CAMBIATE SCELTE E STRATEGIE SUL MERCATO. SQUADRA INTRIGANTE E PIÙ FUNZIONALE ALLE IDEE DI ITALIANO. CENTROCAMPO E ATTACCO OK, IN DIFESA I PROBLEMI RESTANO IRRISOLTI

03.09.2023 10:32 di Luca Cilli Twitter:    vedi letture
FIORENTINA, DA JOVIC A JOVIC: COME SONO CAMBIATE SCELTE E STRATEGIE SUL MERCATO. SQUADRA INTRIGANTE E PIÙ FUNZIONALE ALLE IDEE DI ITALIANO. CENTROCAMPO E ATTACCO OK, IN DIFESA I PROBLEMI RESTANO IRRISOLTI

Luka Jovic rispecchia perfettamente e simbolicamente ciò che è stato il mercato della Fiorentina. L'attaccante arrivato dal Real Madrid nella scorsa sessione estiva come un potenziale top nel ruolo si è rivelato invece un autentico flop. Non l'unico, ma probabilmente quello più eclatante. Di Jovic saranno ricordati i diversi gol in Conference League contro avversari modesti e le poche reti in campionato, atteggiamenti non sempre giusti in campo e fuori, e probabilmente resterà anche un pizzico di rimpianto per quel che poteva essere ed invece non è stato. A ridosso della fine della campagna trasferimenti Jovic ha lasciato la Fiorentina per firmare con il Milan, ormai senza più scelte nella ricerca per un'alternativa a Olivier Giroud. E la Fiorentina con la sua partenza ha dato definitivamente un taglio a un passato contraddistinto dalle diverse scelte sbagliate e dai troppi errori di valutazione. Da Jovic a Jovic, ma nel mezzo ci sono tante cose: da una sorta di ammissione di colpa da parte della società, alla voglia della stessa di rimediare e correggere. E soprattutto dare ancora più fiducia all'allenatore, le cui richieste tecniche sono state in gran parte assecondate. La nuova Fiorentina consegnata a Vincenzo Italiano magari non sarà nettamente più forte rispetto a quella che ha raggiunto una finale di Coppa Italia ed un'altra di Conference League, ma sicuramente più funzionale rispetto a quelle che sono le sue idee di calcio. In attacco M'bala Nzola e Lucas Beltran, arrivati al posto di Jovic e Arthur Cabral, per caratteristiche sono due finalizzatori che si incastonano bene nel gioco proposto da Italiano. La curiosità, senza nulla togliere a Nzola, è tutta per l'attaccante argentino arrivato a suon di milioni di euro dal River Plate. Su di lui la Fiorentina ha investito tanto, 25 milioni e mezzo. Prezzo lievitato anche per via della concorrenza che c'era intorno a Beltran. Per quanto visto fino ad ora le qualità sembrano esserci. 

Se c'è un reparto che sembra uscito davvero migliorato dal mercato è la zona centrale del campo. Arthur al momento è la sorpresa più bella. Arrivato in prestito fra mille (e leciti dubbi) dalla Juventus dopo due stagioni da comparsa ha impiegato molto poco per caricarsi la squadra sulle spalle, rispettare alla lettera le consegne di Vincenzo Italiano e ritagliarsi un ruolo da leader tecnico e carismatico. I compagni lo cercano, lui quando serve c'è e si vede spesso. Intorno ad Arthur possono crescere i vari Duncan, Mandragora e magari anche il giovane Infantino. Può essere alla lunga utile anche Maxime Lopez, l'ultimo innesto preso dal Sassuolo per rimpiazzare Sofyan Amrabat passato al Manchester United. Ormai la Premier League e la possibilità di giocare nella squadra di Erik Ten Hag era il pallino fisso del marocchino, che comunque lascia la Fiorentina dopo ottime stagioni e con la consapevolezza di aver dato tanto e ricevuto altrettanto. Considerato che nel mercato bisogna saper acquistare ma anche in particolare vendere, da questo punto di vista alla dirigenza è riuscito un bel colpo: prestito oneroso da 10 milioni e diritto di riscatto fissato a 20 più altri 5 sottoforma di bonus. Bene la cessione di Amrabat ed altrettanto quella precedente di Igor al Brighton (in entrambi i casi abili anche gli intermediari che hanno dato una grossa mano alla Fiorentina), non benissimo le operazioni in difesa. Nel settore i problemi c'erano prima e potrebbero esserci anche adesso perchè di migliorie nemmeno l'ombra. A sinistra la coppia Biraghi-Parisi è fra le più forti del campionato, al centro sono più i dubbi che le certezze. Milenkovic è l'unica garanzia, Ranieri è in crescita ma non è un top nel ruolo, mentre Martinez Quarta e Yerry Mina sono due grandi incognite. Dell'argentino non si ricordano a memoria partite in cui è riuscito a spiccare per affidabilità e continuità, il colombiano invece non gioca più di 20 partite a stagione da 6 anni. Un altro centrale sarebbe stato fondamentale e Teathe del Rennes, ex Bologna, sarebbe stato perfetto. In difesa dunque la soglia dei possibili rischi è parecchio alta. Anche in porta nessuno step in avanti: Christensen, ultimo arrivato, non è una spanna sopra a Terracciano. Siamo nella media, ma serviva decisamente altro.

E' una squadra intrigante la Fiorentina, questo si. Non è superiore a quella dello scorso anno ma in alcune zone del campo è stata assemblata meglio. Italiano può ritenersi in parte soddisfatto, ha fra le mani una rosa in grado di provare a ritagliarsi uno spazio fra le grandi della A. Non è semplice perchè la concorrenza è forte e di qualità, ma la continuità derivante da un progetto triennale potrebbe fare la differenza.