BATI A FIRENZE: PASSANO GLI ANNI, NON L'EMOZIONE. SABATO SARÀ AL FRANCHI, SERVE UNA GRANDE NOTTE. FORZA RAGAZZE, FATE LO SCHERZETTO AL CHELSEA

BATI A FIRENZE: PASSANO GLI ANNI, NON L'EMOZIONE. SABATO SARÀ AL FRANCHI, SERVE UNA GRANDE NOTTE. FORZA RAGAZZE, FATE LO SCHERZETTO AL CHELSEA
mercoledì 31 ottobre 2018, 00:00L'editoriale
di Leonardo Bardazzi

Wembley, Irina Te Amo, la tripletta all’Inter in coppa, il pallonetto a Pagliuca, il record di Pascutti, la rovesciata all’Udinese o ancora la schitarrata alla Juve, la mitragliata al Milan di Zac, il gesto dell’ombrello della signora Valeria dopo la punizione contro la Lazio e il Barcellona di Ronaldo zittito al Camp Nou. Sono passati vent’anni, eppure l’emozione è sempre la stessa. Bati è stato un mito, un esempio, l’essenza del calcio in persona: è arrivato dal niente ed è diventato Re Leone grazie solo a se stesso, nonostante i mille problemi alle caviglie. Anche per questo Firenze lo amerà per sempre. 

A febbraio, parole del sindaco Nardella, sarà festa grande per i suoi 50 anni. Già ieri però sono stati brividi: “Firenze è casa mia”, ha detto “El Numero Nueve”. Uno che avrebbe potuto giocare ovunque e che invece (grazie anche ai mille sacrifici di Vittorio) ha scelto la Fiorentina “per sentirsi diverso”. Per vincere una sfida. Dopo 9 anni meravigliosi, unici e sfortunati (che pugnalata quell’infortunio con la Fiorentina prima in classifica) se ne andò a Roma, un po’ perché l’aria che tirava intorno alla società viola era piuttosto burrascosa, un po’ perché ormai era arrivato il tempo di cambiare aria. E di vincere: lo fece con Totti, Capello e Montella. Ma come direbbe il romano e romanista Venditti, certi amori non finiscono. E allora rieccolo lì, Batistuta, a Palazzo Vecchio, in mezzo alla sua gente e in attesa di raccontarsi in un documentario che ogni tifoso viola imparerà a memoria. Sabato in tribuna (a tifare viola) ci sarà anche lui, in quello che sarà il primo big match dell’anno al Franchi. Se è vero che sfide come questa si preparano da sole, la presenza di Batigol non farà che aumentare l’adrenalina del Cholito & C.: ce n’è abbastanza insomma per scuotersi dall’apatia, per riaccendere l’entusiasmo e ricominciare a credere nella maturazione di questa baby Viola. Serve una grande notte, un’impresa come fu quella dell’Olimpico dell’anno scorso, quando Simeone fece rimbalzare su di se i difensori e quando Pioli si prese la sesta vittoria consecutiva in campionato. Recuperare quello spirito è la missione di questi giorni. La classifica è buona, ma qualcosa non va e le polemiche (soprattutto sui social) sono già riaffiorate. Certo, il gioco è parso appassito e scontato, gli attaccanti non segnano e chi dovrebbe fare la differenza non la fa. Il calcio però è materia strana. A volte basta un attimo per stravolgere tutto. L’occasione c’è, la Roma è forte ma ha meno certezze del suo recente passato e a Firenze non avrà né De Rossi, né Manolas. Aggredire la partita e farsi trascinare dai 33mila e passa del Franchi: la ricetta è questa. L’unica possibile per annullare il gap (almeno per una sera) contro una delle grandi. Sul campo invece ci saranno i migliori. Insieme a Chiesa, dentro Simeone, Pjaca e Gerson. Sperando che la panchina di Torino e l’aria da grande sfida, facciano effetto. 

In bocca al lupo anche alle splendide ragazze viola. Dopo i miracoli di saracinesca Öhrström a Londra, ora tocca a Mauro, Bonetti e tutte le altre provare a fare l’impresa in Champions. Il Chelsea è forte ma anche la Fiorentina ha dimostrato di esserlo. Nella notte delle streghe, in fondo, pensare allo scherzetto fa parte del gioco.