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Meno uno al debutto all'Olimpico: Grosso, la Fiorentina e le analogie col 2021 che lasciano ben sperare

Meno uno al debutto all'Olimpico: Grosso, la Fiorentina e le analogie col 2021 che lasciano ben sperareFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 11:00Copertina
di Ludovico Mauro
Come cinque anni fa, la Fiorentina inaugura il proprio campionato all'Olimpico contro la Roma. La speranza è quella di rivivere un ciclo simile

Domani, lunedì 24 agosto, per la Fiorentina saprà un po’ di primo giorno di scuola. Un nuovo corso tecnico che ha già preso il via con l’esordio stagionale in Coppa Italia e che si prepara ad affrontare l’avventura della Serie A dopo una profonda rivoluzione, passata dal campo e dalla panchina. Mancano una decina di giorni alla chiusura del mercato e la squadra è ancora in costruzione, ma le premesse per una stagione divertente e ambiziosa ci sono già tutte.

Aria fresca e d'entusiasmo

L’estate in corso di svolgimento ha riportato grandi ondate di entusiasmo e per le strade di Firenze è tornata la voglia di guardare e sognare con la Fiorentina. La campagna acquisti è stata finora promossa da tutti e la sensazione prevalente è che sia finalmente arrivata quella ventata d’aria fresca che veniva invocata a gran voce dopo la fallimentare scorsa stagione. Su questo solco ha proseguito il suo lavoro Fabio Paratici, ristrutturando il club anche nelle aree non prettamente sportive e ringiovanendo una rosa che aveva sfiorato il disastro solo pochi mesi fa. A partire dalla scelta in panchina.

Quante analogie col 2021

Fabio Grosso è arrivato in viola con l’obiettivo di portare un calcio divertente e propositivo, il mercato è andato in questa direzione e all’alba dell’esordio in campionato la Fiorentina presenta quantomeno i crismi di quella che cinque anni fa ripartì alla grande dopo un primo biennio deludente dell’era Commisso. Nuovo allenatore, Vincenzo Italiano in panchina, una squadra profondamente cambiata e una stagione iniziata proprio in Coppa Italia al Franchi (4-0 contro il Cosenza) e con l’esordio in campionato all’Olimpico contro la Roma. Più o meno stesso modulo e stessa filosofia di gioco, quella partita non finì benissimo ma segnò l’inizio di un ciclo, con l’attuale allenatore del Besiktas, che portò la Fiorentina al ritorno in Europa e a disputare tre finali in due anni. Nessuna coppa alzata al cielo ma tanta energia e tanti sogni vissuti in prima persona, quelli che a Firenze ci si augura di rivivere con la gestione tecnica appena rinnovata. A partire, come allora, dalla Capitale.