Dai club alla Nazionale, altro fallimento. E il calcio di oggi, in Italia, è sinonimo di sofferenza
C’è stato un tempo in cui il calcio, anche e soprattutto a queste latitudini nazionali, era soprattutto gioia. Tempi di soddisfazioni non necessariamente legate ai successi, ma certamente in linea con un livello qualitativo che oggi è pura utopia. Anche perché che si tratti di appassionarsi a vicende di club, o di nazionale, di soddisfazioni pallonare ormai non se ne registrano più da tempo immemore.
Dal Viola all’azzurro
E purtroppo in questo ambito fatto di grandi delusioni Fiorentina e Nazionale sembrano camminare a braccetto, con appena qualche distanza temporale visto che l’ultimo successo in un mondiale degli azzurri è datato 2006 mentre per trovarne uno viola serve tornar indietro di almeno un lustro. Eppure al netto di chi non si è strappato i capelli per il k.o. dell’Italia in Bosnia, le cui conseguenze sono però più ampie di quel che si pensa, è come se dal viola all’azzurro non fosse cambiato molto, quanto meno in termini di una delusione diventata una costante.
Le tante facce della stessa medaglia
Se per la Fiorentina molto è già stato detto e scritto, che si trattasse della precedente o dell’attuale proprietà, per il movimento nazionale il discorso è ancora più ampio, persino più complesso, visto che abbraccia svariati aspetti. Settori giovanili, istituzioni, figure di riferimento, Federcalcio, Lega e poi ancora bilanci, infrastrutture, proprietà (e rose) straniere, sono tutte facce di una stessa medaglia, o meglio di un lato oscuro della luna che non illumina più nessuna maglia azzurra.
Reset generale
Sotto questo profilo l’augurio di un reset generale è lo stesso degli ultimi anni, ma pure la disillusione che ne consegue, almeno a giudicare dal tempo che si è preso chi avrebbe potuto (e dovuto) dimettersi. Perchè poi se in questo paese, in questo momento, la disciplina più perdente è quella che un tempo veniva definita come lo sport nazionale significa che non solo non si sono ancora individuate soluzioni ma che probabilmente nemmeno i problemi da affrontare sono stati chiariti, per non dire compresi. Con buona pace pure di chi si sente sollevato o felice di vedere la Nazionale ancora a casa per il terzo mondiale di fila, perchè probabilmente anche in questo caso non si è compreso come l’intero movimento calcistico, quindi Fiorentina inclusa, non può che pagarne ulteriori conseguenze in negativo.
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