VIOLA PARK, La casa viola e la selezione all’ingresso

01.10.2023 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
VIOLA PARK, La casa viola e la selezione all’ingresso

Dovrebbe esser vissuto in tutt’altro modo il Viola Park, tanto più oggi che può aprire le sue porte. Ai tifosi, certo, ma anche a tutti gli altri che acquistino un biglietto, giornalisti inclusi. Se da un lato è vero che il nuovo centro sportivo è frutto della visione del proprietario del club, è altrettanto vero che la casa della Fiorentina non può presentare selezione all’ingresso, o comunque non di fronte a chi nell’esercizio della propria professione racconta l’universo viola. 

Così quel che è avvenuto ieri al collega Francesco Matteini che con regolare biglietto non ha avuto modo di entrare al Viola Park, ed è stato quindi allontanato in malo modo, resta una brutta macchia su una giornata di fatto storica, perchè la Fiorentina proprio l’apertura della propria casa stava celebrando. 

Negli anni non sarà passata inosservata una certa reticenza della società alle critiche e inevitabilmente al carattere tipicamente fiorentino in grado di trovare sempre motivi sui quali avere da ridire, e difatti non sono nemmeno mancati scontri verbali nel tempo, ma seppure fosse stato ampiamente anticipato lo stop imposto ieri a un giornalista (a prescindere dal suo ingresso previo accredito o regolare biglietto) non può che segnare un ulteriore solco lungo un rapporto tra la Fiorentina e il suo mondo che rischia d’incrinarsi

Perchè se il ruolo della stampa, e in particolare quella locale, resta quello del racconto scevro da pregiudizi la pretesa del club di bollare come “non gradite” parole, fatti e opinioni contrarie interrompe qualsiasi contraddittorio, minando peraltro non solo la categoria dei giornalisti, ma chiunque, a cominciare da chi dovesse mai permettersi determinate critiche considerate egualmente sgradite.

Insomma se in termini di reazione hanno già pensato le istituzioni giornalistiche a riferire il pensiero della categoria, è alla base della motivazione che ieri ha spinto il dg Barone a impedire l’ingresso di un giornalista al Viola Park ad accendere un campanello d’allarme, perchè per difendersi da eventuali attacchi via stampa esistono sedi e momenti ben precisi (se di attacchi premeditati si tratta) che la Fiorentina peraltro già conosce, ma soprattutto perché nessun tipo di ricostruzione, incluse quelle giornalistiche di Quiantella.it spesso puntuali in termini di Viola Park e sulle quali non si sono registrate rettifiche, smentite o querele, può legittimare un allontanamento del genere. 

Altrimenti si presuppone una selezione all’ingresso tra “graditi” e “sgraditi” (su criteri tutti da chiarire, quasi fossero volti alla costruzione di un pensiero unico) di quella che dovrebbe essere semplicemente la casa della Fiorentina che, come tale, resta un bene comune. Anche di chi se ne occupa per lavoro, al quale si può far certamente cambiare idea con i fatti, e i risultati, piuttosto che inserendolo in liste di proscrizione.