UN TESORETTO DA ALIMENTARE CON LE SICUREZZE

13.12.2019 16:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
UN TESORETTO DA ALIMENTARE CON LE SICUREZZE

Per assorbire del tutto lo shock legato al lungo stop di Ribery ci verrà ancora un po' di tempo, eppure in casa Fiorentina nessuno vuole stare a guardare. L'assenza per due mesi del fuoriclasse francese, il giocatore tecnicamente più forte della rosa ma anche il leader carismatico dello spogliatoio, obbliga la società viola ad un immediato intervento sul mercato per rinforzare il reparto offensivo, un'esigenza che già prima era stata paventata in virtù di un rendimento deludente di tutte le punte (per gol fatti dall'attacco, quello viola è il terzo peggiore della Serie A) e che adesso diventa gioco-forza impellente. I soldi da spendere ci sono: quel tesoretto di trenta milioni che in estate il diesse Pradè avrebbe voluto dirottare su uno tra Politano, Berardi e De Paul è ancora rinchiuso nei forzieri di Commisso ma la sensazione è che per garantire per il girone di ritorno una squadra all'altezza, che non rischi di impantanarsi nella lotta per non retrocedere, il salvadanaio verrà definitivamente rotto. Eppure la strada che porta ai nuovi acquisti viola non è certo in discesa.

I motivi sono tanti ma allo stato attuale sono riassumibili in due aspetti: le classiche difficoltà di comprare giocatori forti nella finestra di gennaio (sia per i costi, evidentemente sproporzionati, sia perché - come ama ripetere Pradè - i club non lasciano certo partire a metà stagione i propri pezzi da 90) e soprattutto una situazione in seno alla Fiorentina che non sta per niente rassicurando gli operatori di mercato e i calciatori fin qui sondati. Vista da fuori, infatti, quella viola è vista come una società ancora tutta in divenire, con tanti punti oscuri da risolvere a cominciare dall'allenatore: se infatti la lotta all'Europa è divenuta solo un miraggio per Pezzella e compagni, c'è da capire se realmente l'unico obiettivo stagionale sarà evitare la retrocessione. E poi: con quale garanzie adesso un giocatore potrebbe scegliere Firenze sapendo che da un momento all'altro Montella può saltare e al suo posto può arrivare uno tra Iachini e Prandelli, tecnici con idee di gioco totalmente diverse dall'Aeroplanino?

La Fiorentina, su quest'ultimo aspetto, al momento tira dritto, confidando che lo spogliatoio attuale già a gennaio sarà in una posizione di classifica rassicurante e che Montella sarà ancora in sella alla sua panchina, a garanzia della continuità del progetto tecnico. Ed ecco che i nomi che erano stati seguiti in estate adesso possono tornare di stretta attualità: da Politano (ormai in uscita dall'Inter e intrigato dall'idea di costituire un 4-3-3 assieme a Chiesa e Boateng) passando per Berardi (che da tempo ormai ha chiesto la cessione al Sassuolo) fino ad arrivare a Zaza, l'ultima suggestione targata Commisso (al presidente sarebbe piaciuta moltissimo la prestazione dell'attaccante del Torino domenica scorsa). Nomi, dunque, di una certa importanza ma che non dovranno limitarsi all'attacco, dato che i limiti palesati dalla Fiorentina in questo inizio di stagione chiamano in causa un po' tutti i reparti. A centrocampo infatti l'usura del terzetto Pulgar-Badelj-Castrovilli si sta facendo sentire, così come in difesa è tutta da valutare la costanza di rendimento di Caceres, già in calo rispetto a inizio stagione e con già 32 primavere sulle spalle.