QUELLE ESULTANZE SIMBOLICHE PER DARE SPRINT ALLA VOLATA VIOLA

12.05.2022 00:00 di Sonia Anichini   vedi letture
QUELLE ESULTANZE SIMBOLICHE PER DARE SPRINT ALLA VOLATA VIOLA

Che fine settimana calcistico che ci aspetta! E quanta ansia legata agli intrecci delle partite che ci riguardano per lo sprint finale europeo, con l’unico vantaggio che quando giocheremo contro la Sampdoria sapremo già cosa hanno fatto l’Atalanta e la Roma, nostre coinquiline a quota 59 in classifica. Potremo poi gufare la Lazio (notare che non ho scritto tifare la Juventus) che nella serata dello stesso giorno incontrerà i bianconeri e che ci precede a 62 punti. Si fanno un sacco di supposizioni e conteggi al fine di propiziare l’accesso della Fiorentina in Europa, roba da sfinimento ma che deve tenere tutti più che motivati a non fare errori per poter raggiungere un obiettivo non richiesto dalla società ma che Italiano e i suoi ragazzi stanno cercando di agguantare.

Quando accade qualcosa di bello ed inaspettato la gioia va di pari passo con la sorpresa e ci attacchiamo ancora di più a questo sogno. Svegliarsi a mani vuote sarebbe amaro e l’ipotesi di chiudere al Franchi contro la Juve e potere festeggiare la conquista europea è roba che pare scritta da un perfido sceneggiatore. Pensando al rompete le righe degli ultimi campionati, al magone e al sollievo allo stesso tempo di vedere finire la tristezza vissuta nel lottare per non retrocedere, farà sembrare il 22 maggio una domenica comunque da ricordare.

Nell’ottica di potere esultare per il bel traguardo raggiunto (tocco ferro!) mi torna alla mente la partita contro la Roma e le belle sensazioni vissute, sia in campo che sugli spalti. La voglia di fare l’impresa l’ho percepita e sono felice dopo l’arrabbiatura per le inattese sconfitte che hanno messo in bilico la nostra classifica. Ho rivalutato le manifestazioni di gioia da parte degli interpreti principali di lunedì sera e ci ho trovato in tutte qualcosa di significativo.

Comincio con Nico Gonzalez e la sua mitraglia dopo il gol realizzato su rigore e si potrebbe anche non dire altro perché quel gesto per i fiorentini è roba da brividi. Batistuta stesso ha condiviso il post del 22 viola, che celebrava la sua emulazione, dando una specie di benedizione all’argentino. Speriamo che avere evocato “lo spirito” del Re Leone ci porti fortuna.

Passo poi a quanto fatto da Bonaventura che, dopo il raddoppio, è corso verso il pubblico buttandosi fra le braccia del parterre di Tribuna. Un’immagine molto bella che dà un senso all’unione che esiste fra la squadra e la sua gente, quel legame che ci porta a sostenerla sempre nella buona e nella cattiva sorte, quel circuito di adrenalina che ci scambiamo e che ci rende, nonostante il nostro caratteraccio, unici al mondo (mi piace esagerare quando si tratta di fiorentinità!).

Finisco con il Mister che lascia l’aplomb, la compostezza da conferenza stampa, per salire a fine partita sui cartelloni pubblicitari e sventolare la sua giacca come un vessillo sotto la Curva Fiesole. Si percepiva tutta la tensione accumulata, tutta la paura del vedersi portare via l’obiettivo europeo, tutta la consapevolezza del suo valore e la grinta che vuole trasmettere ai suoi e alla città, uno stimolo a correre tutti insieme questa volata viola.

È stata un’immagine emblematica e mi auguro che Italiano possa portare avanti un cammino pieno di soddisfazioni per tutti. Lui ci sta aiutando a tornare in alto e, chi di dovere, lo ascolti e lo aiuti nel consolidare il suo lavoro perché i sogni attuali diventino realtà.

La Signora in viola