NELL'OCCHIO DEL CICLONE

22.03.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
NELL'OCCHIO DEL CICLONE

Non ci sono più gli appuntamenti abitudinari, anzi l'ansia per le comunicazioni cresce con il passare del tempo. Anche ieri il consueto bollettino arrivato dalla Protezione Civile si è portato dietro numeri drammatici, figli di giorni precedenti in cui la maggior parte delle recenti norme non erano ancora state partorite. Una prospettiva sfalsata dai tempi d'incubazione del virus, ma che in questo week-end senza sport conferma come il nostro paese, e in particolare alcune regioni, siano nell'occhio del ciclone. 

Non è un caso allora che in Toscana si siano già mossi parecchi Sindaci per chiedere ulteriori restizioni che limitino ancora di più il rischio di contagio, sulla scia di quanto sta avvenendo in queste ore in Lombardia ma più in generale di quanto comunicato ieri in serata dal Premier Conte. Di certo c'è che molti dei contagi, furbetti a parte, passavano anche dai posti di lavoro rimasti aperti e la nuova stretta nelle chiusure di attività produttive sembra la scelta più logica e di buon senso.

E' un bivio quello si profila in una nuova domenica di silenzio. Lungo le strade di Firenze come in quelle di ogni altra città. Perchè la battaglia che prosegue ininterrotta contro il virus sta conoscendo i suoi giorni più difficili e drammatici, e per fare in modo che la presa prima o poi si allenti non resta nessun'altra strada se non quella di allargare ulteriormente la quarantena.