L'ASSO DI CESARE PER NON ROVINARE LA FESTA A ROCCO

26.11.2020 00:00 di Sonia Anichini   Vedi letture
L'ASSO DI CESARE PER NON ROVINARE LA FESTA A ROCCO

Che sofferenza anche ieri sera! Ci mancava di giocare i supplementari e non vincere, così si poteva anche evitare di andare domenica a San Siro perché non credo che avremmo smaltito molto bene sia fisicamente che mentalmente l’uscita dalla Coppa Italia. Invece siamo stati premiati o meglio le scelte di Prandelli hanno dato esito più che positivo e siamo riusciti a portarci a casa il passaggio del turno. Evviva, erano settimane che non si provava una gioia legata alla nostra Fiorentina e, se pensiamo che gli ultimi gol fatti dai viola risalgono proprio alla precedente gara di Coppa Italia contro il Padova, si capisce quanto i problemi non siano per niente risolti.

Non sono risolti perché la partita contro l’Udinese è stata comunque bruttina, non voglio infierire visto che abbiamo vinto e divento pertanto più buona, perché le difficoltà sono ancora tante e lampanti, perché non abbiamo visto trame di gioco e grandi idee, perché gli errori dei singoli sono ancora troppi e banali e perché non abbiamo un attaccante degno di tale nome. Mi tappo però il naso e mi allineo a quanto asserisce Cesare quando ci dice di scordarci per ora lo spettacolo. Lo posso fare senza sforzo, anche perché o veniamo miracolati o chissà quanto ancora dobbiamo aspettare. La cosa più importante però era il risultato, è sempre il risultato, e quello lo abbiamo ottenuto, anche se in extremis, e possiamo pertanto dire missione compiuta.

Quando guardiamo la rosa della Fiorentina, mettiamo in risalto i nomi dei calciatori che riteniamo fra i migliori come Pezzella, Milenkovic, Amrabat, Castrovilli tanto per citarne alcuni (ma non sono poi tanti di più!), ma quelli che ad Udine sono stati per me fra i migliori sono Borja Valero, del gruppo dei “vecchietti”, Eysseric che col suo ingresso ha dato un buon contributo (anche se al solo vederlo scaldare mi sono venute le palpitazioni) e il piccolo Montiel. Gran colpo di Prandelli che ha calato un asso vincente che alla prima palla toccata fa gol facendoci risvegliare da un torpore antipatico ed esultare per una vittoria che pensavamo complicata e legata ormai alla roulette dei rigori. L’esultanza di questo ragazzino dal viso fresco e sorridente è stata contagiosa e liberatoria ed è servita anche a confezionare un regalo importante per il nostro Presidente che ieri compiva 71 anni. Sarebbe stato imbarazzante rovinargli la festa! La telefonata con Commisso a fine gara è il simbolo della felicità del mattatore della serata e spero che il suo sorriso possa essere di buon auspicio per il futuro di questa squadra.

Abbiamo bisogno di energia positiva, di buoni propositi per affrontare il nostro cammino a cominciare dalla difficile gara di domenica contro il Milan che, seppur orfano di Ibrahimovic, è sempre in vetta alla classifica. Non credo che Montiel sia la soluzione ai nostri mali, non credo che diventerà un titolare fisso ma all’occorrenza può essere una buona freccia al nostro arco e la scommessa fatto dal Mister su di lui si è rivelata ieri fondamentale. Sicuramente ci fa dimenticare gli errori di Vlahovic, che anche al Dacia Arena ha sbagliato un gol già fatto e si è intortato in un contropiede che pensavo potesse portarlo in rete, ci fa dimenticare che Castrovilli è ancora molto lontano da quello che ci ha fatto innamorare di lui, che Amrabat ancora non rende al massimo, che Kouame e molto molto leggero, che Biraghi da una parte e Lirola dall’altra ci fanno innervosire a turno.

Ma dopo una vittoria così importante, almeno per un paio di giorni, cerchiamo di rilassarci e lasciamo a Cesare e ai suoi ragazzi la giusta concentrazione in preparazione della prossima gara. Ci sarà da smaltire una buona dose di stanchezza ma il risultato ottenuto può solo essere una buona iniezione di fiducia.

La Signora in viola