ITALIANO E LA PRIORITÀ ALLE COPPE. POI PENSERÀ AL FUTURO

02.04.2024 00:00 di Luciana Magistrato   vedi letture
ITALIANO E LA PRIORITÀ ALLE COPPE. POI PENSERÀ AL FUTURO
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom

Inizia un mese clou per la Fiorentina e Vincenzo Italiano dovrà sfruttare aprile per proseguire la strada che sembra ormai aver tracciato con il placet della società. Il sogno del tecnico, anche in memoria di Joe Barone, è quello di conquistare un trofeo e condizioni indispensabili per farlo è di sfruttare al meglio i 180 minuti con l'Atalanta per la Coppa Italia e quelli con il Viktoria Plsen in campo europeo. Gare da sfruttare fin da mercoledì, visto che nella competizione italiana il ritorno sarà a Bergamo, campo certo non facile. Il campionato, sembra ormai evidente, è un gradino indietro nelle gerarchie delle tre competizioni che la rosa viola non può portare avanti contemporaneamente, anche se la partita con la Juve del prossimo turno si prepara da sé. Per il tecnico insomma c'è la voglia di vincere, lasciando un trofeo in eredità a Firenze anche se e a maggior ragione perch* poi le strade si separeranno (sperando che l'Europa in qualche modo sia raggiunta anche quest'anno in campionato o con le coppe appunto).

La decisione era stata comunicata al dg Barone, anche per essere chiari con l'ambiente e non rischiare un nuovo caso Spezia. Italiano ha sempre detto di essersi pentito di non aver saputo comunicare al club (con cui aveva rinnovato) e alla piazza le sue decisioni, passando poi da traditore. Un passaggio difficile da fare, con il rischio, già ora, di vedersi sfuggire di mano la squadra che potrebbe guardare già oltre. Napoli (un gran caos e l'Europa a rischio)? Roma (se De rossi non venisse confermato)? Juve (difficile)? Milan (ha ripreso quota la conferma di Pioli)? Estero? Il futuro deve essere ancora scritto per molti club con profili più esperti e internazionali tenuti d'occhio (vedi Conte o De Zerbi ma non solo) ma tra Italiano e Fiorentina ripensamenti sono poco probabili. In Italia l'allenatore è come "il pesce, dopo tre giorni puzza" e tre stagioni così intense logorano le energie e le motivazioni, ma prima c'è l'ultima, e importantissima per la sua carriera, da portare in fondo nel migliore dei modi.