IL PRESENTE E IL MERITO

19.06.2022 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
IL PRESENTE E IL MERITO
FirenzeViola.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il rinnovo del contratto dell’allenatore sullo sfondo di un altro week-end dal chiaro sapore estivo. Chi si aspettava che la prima settimana di giugno fosse utile a sancire la ripartenza della Fiorentina con Vincenzo Italiano si è dovuto abituare ai rallentamenti degli ultimi tempi, con voci più o meno ufficiose che in assenza di posizioni pubbliche raccontano distanze non indifferenti sull’accordo economico.

Gioverà però prima di tutto ricordare che con un anno residuale di contratto Italiano resta il tecnico chiamato ad allenare la squadra già dal ritiro di Moena e su questo si farà leva nel corso delle ulteriori trattative. Perchè se nei prossimi giorni è lecito pensare a nuovi contatti per trovare un punto d’incontro di contro l’ipotesi di un clamoroso divorzio è a tutt'oggi remota, e comunque legata a doppio nodo a eventuali dimissioni che solo il tecnico potrebbe e dovrebbe prendere in considerazione.

Insomma al netto di un reset per ora solo ipotetico è sul fronte del lavoro da riprendere da luglio in poi che assume importanza la posizione di Italiano. Perché prima di considerare l’eventuale sviluppo del rapporto con un rinnovo pluriennale andrà tenuto di conto il percorso di crescita fin qui tenuto, e l'identità di gioco regalata a una squadra non troppo cambiata dal mercato della scorsa estate. Quando proprio Italiano, a differenza del rapido predecessore Gattuso, si adattò a un mercato più di rinforzo che non di stravolgimento del gruppo reduce da due salvezze non troppo tranquille.

Un valore comunque economico, visto che di quello si parla nel dialogo con il tecnico, che ha riguardato la crescita di singoli poi ottimamente ceduti a gennaio, come Vlahovic, o in rampa di lancio come quell’Amrabat che oggi potrebbe diventare il primo beneficiario, in termini di spazio, della partenza di Torreira.

Se la Fiorentina ha ritrovato l’Europa dopo ben 6 anni è certamente merito di chi ha saputo interrompere il trend degli anni precedenti come ha saputo fare la dirigenza, ma anche di quel tecnico che la società ha ben scelto rendendo la squadra identificabile. Con un gioco divertente e almeno a giudicare dal settimo posto finale anche efficace nell’ottica di un obiettivo centrato nonostante fosse superiore alle aspettative iniziali.