DUBBI SUL RIGORE? IL MILAN NON PUO' PROPRIO FARCI LA MORALE

23.02.2020 00:18 di Sonia Anichini   Vedi letture
DUBBI SUL RIGORE? IL MILAN NON PUO' PROPRIO FARCI LA MORALE

Vorrei ricordare ai milanisti che si lamentano del rigore dato alla Fiorentina ieri al Franchi, che noi non abbiamo ancora digerito quello che fu a loro concesso nel maggio del 2013 che apri ai rossoneri le porte della Champions alla faccia dei viola, quindi se ne facciano una ragione e pensino che forse non hanno brillato davanti ad un avversario che ha cominciato a giocare solo nell’ultima mezzora quando, i paradossi del calcio, è rimasto in dieci per l’espulsione di Dalbert. Fino a quel momento la prova dei nostri ragazzi si poteva riassumere come “la grande bruttezza” per la noia e l’inconsistenza del gioco viola, che ci vedeva passivi e incapaci di fare tre passaggi utili di fila. Se fosse stata una gara di fine campionato, nella quale serviva un punto per squadra, si poteva pensare ad un biscottone, specialmente nel primo tempo.

Poi i viola decidono che forse è il caso di svegliare i tifosi sugli spalti e combinano un patatrac in difesa mandando Rebic in gol, per la gioia dei nostalgici. A quel punto ho pensato che ci fossimo di nuovo complicati la vita, che mi giravano le scatole perché a Firenze non ci riesce di vincere una partita importante, che non si può passare da una partita scoppiettante come quella di Genova ad un soporifero incontro come quello di ieri. Ho pensato che la sconfitta fosse ormai sancita quando siamo rimasti in dieci ma da quel momento, e con i cambi effettuati da Iachini, c’è stata la svolta e abbiamo iniziato a macinare gioco e occasioni fino ad arrivare al discusso, per loro, rigore che ci ha concesso di pareggiare le sorti. L’atterraggio di Cutrone è avvenuto in area davanti ai miei occhi in Maratona e posso assicurare che non abbiamo avuto dubbi sull’entità del fallo. Forse non ho una visione equa e sportiva? E’ vero, ma l’attaccante gigliato e volato in terra e non credo che ci siano dubbi. Come non ci sono probabilmente nella voglia di rivalsa dell’ex giocatore verso il Milan perché il suo ingresso in campo ha dato una bella sferzata di energia a tutto il reparto. Giocare con il tridente Cutrone Chiesa Vlahovic forse non è attuabile spesso ma, con un po’ più di coraggio e a seconda della gara che si va ad affrontare, può essere un’opzione molto interessante.

Resta l’amaro per come è stata approcciata la partita e per il niente che si è visto nella prima parte del match, ma l’arrembaggio finale è stato di grande patos e ha visto tutti i fiorentini in piedi sugli spalti a spingere i ragazzi in quella che sarebbe stata un’impresa clamorosa. Non è riuscita, ma per come era andato l’incontro, possiamo prendere per buono questo. Vorrei infine elogiare il bel colpo d’occhio che si ha quando si vede lo stadio bello pieno come ieri sera e l’affetto che lo stesso ha tributato a Pioli nel suo ritorno a Firenze. Su una panchina diversa, ma mai un “nemico”.

La Signora in viola