NASSI, Commisso si preoccupi degli esuberi. Il ds...

30.09.2020 14:30 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
NASSI, Commisso si preoccupi degli esuberi. Il ds...
FirenzeViola.it

Su TuttoMercatoWeb.com trova spazio un'analisi dell'ex direttore sportivo della Fiorentina Claudio Nassi, che nello spiegare il perché non ci sono più dirigenti capaci tira in ballo proprio la società viola: "Leggo la formazione della Fiorentina. Poi gli acquisti e le cessioni. Tra i primi, con Amrabat e gli svincolati Bonaventura e Borja Valero, ci sono i calciatori rientrati per fine prestito, poi 13 cessioni ancora in prestito. Domando perché da anni non si riesca a vendere quelli in esubero, un numero incredibile, un danno sul piano economico. Commisso, che si preoccupa dei calcinacci caduti dallo stadio e continua a ripetere di aver messo troppi soldi nel club, dovrebbe controllare con attenzione. Quelli che non servono vanno ceduti e, se conosci il mestiere, sai come fare. D'accordo, la cosa più difficile è acquistare il top player, ma subito dopo devi essere un ottimo venditore, per non creare problemi al tecnico, lasciando una rosa pletorica, e incassare quanto più possibile.

Oggi la Fiorentina presenta una squadra non male, ma siamo sicuri che non poteva essere più forte se fossero arrivati Thiago Silva, De Paul e Thiago Alcantara? Il primo, svincolato, è finito al Chelsea, il secondo doveva essere acquistato dall'Udinese da un anno e il terzo, oggi al Liverpool, poteva arrivare per tempo, grazie all'ex compagno Ribéry. Che cosa sarebbe stata la Viola? Certamente una formazione ai livelli che le competono. Invece è stata persa un'occasione, come al tempo dei Della Valle, quando con Mancini, Piccini, Bernardeschi, Chiesa, Perin, Cragno, Salah, Ilicic, Muriel e Marcos Alonso si doveva pensare in grande. Oggi, invece, si aspettano soltanto i soldi di Mancini dal Perugia e di Rebic dal Milan. Chiudo con un proverbio USA, che spero Iachini non vorrà dimenticare: "Quando le cose contano, non cambiare: non la partner alla festa, né il gioco per la squadra".