VITTORIA E INSUFFICIENZA

26.04.2012 00:00 di  Leonardo Petri   vedi letture
VITTORIA E INSUFFICIENZA
© foto di Firenze Viola

 

Una partita stranissima, che esalta l’imponderabilità del calcio e che, una volta di più, dimostra quanto sia difficile fare qualsiasi tipo di previsione quando in campo ci sono squadre come la Fiorentina e la Roma di questa stagione. Ed a questo punto è quasi imbarazzante dover osservare che questa stagione così mediocre diventa a suo modo storica. Non solo per il tremendo 0-5 con la Juve ma anche per gli storici successi sui campi di Milan e Roma. Addirittura osservo che in poco più di metà campionato la Fiorentina di Delio Rossi ha già fatto meglio, contro le grandi, dei mitici cinque anni di Prandelli. Ma non essendo mia abitudine farmi distrarre dal risultato provo a fare un’analisi il più possibile obiettiva per ciò che ho visto.
   Il primo tempo mi aveva addirittura impressionato, pur constatando le difficoltà giallorosse, per il modo di interpretare la gara e di gestirla, mi aveva  quasi illuso Rossi potesse aver trovato il bandolo della matassa. Corsa, determinazione, voglia, capacità tattiche, tutto svanito nel secondo tempo dove si è ripresentata una squadra stanca, rinunciataria, timida e impaurita dal certo non irresistibile ritorno della Roma. Il pari di Totti e il gol partita di Lazzari appartengono poi a situazioni figlie del fato e del caso che non devono modificare la situazione, soprattutto in vista del futuro. Qualunque fosse stato il risultato finale la Fiorentina del primo tempo può definirsi a tutti gli effetti una buona squadra, quella del secondo di partite ne vincerà pochissime. E vorrei sapere perché: stanchezza? Cambi sbagliati? Ad esempio: come si può mettere in campo Amauri in queste condizioni? A centrocampo va applaudita la prova generosa di Behrami Kharja e Lazzari ma questi ultimi due nella mezz’ora finale erano letteralmente in ginocchio ed almeno uno dei due andava tolto, augurandomi che nessuno voglia pensare che la giocata finale di Lazzari sia stata prevista da Delio Rossi che lo ha tenuto in campo fino alla fine. Tralasciando il suicidio tattico di Luis Enrique, mi fa piacere che Ljajic, che non ne aveva azzeccata una, l’unica cosa bella l’abbia fatta in occasione del gol del due a uno (questo gli porterà sicuramente delle carezze). Cerci ancora una volta ha confermato di avere un tempo di autonomia ma visto che stiamo parlando di Cerci sempre meglio di niente. Sono anche contento dell’ammonizione di Boruc così finalmente a Bergamo ci faremo un’idea su Neto. Trovo che la difesa attuale meriti ancora tanta fiducia e che De Silvestri abbia regalato conferme apprezzabili. Capitolo Jovetic: ha fatto un bel gol, si è reso pericoloso in almeno altre due occasioni, ha sbagliato molto, poi dopo poco più di un’ora è dovuto uscire applicando del ghiaccio sul ginocchio. Mi auguro non sia di nuovo in dubbio ma dubito che non lo sia. Infine l’ultima osservazione: Montolivo (che si può inventare un nuovo problema che lo tenga fuori fino al tredici maggio), Vargas (che ci ha già pensato) e Gamberini (cosa è successo con Rossi?) sono e devono restare ai margini, ringraziandoli per quanto hanno fatto in passato ma non dimenticando mai il modo in cui si sono congedati.
Leonardo Petri