Il Milan dirà se per i viola è iniziato un nuovo campionato. Gambe e testa ora sembrano funzionare, ma nessuna illusione. Brescianini darà forza alla squadra

Il Milan dirà se per i viola è iniziato un nuovo campionato. Gambe e testa ora sembrano funzionare, ma nessuna illusione. Brescianini darà forza alla squadraFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi

Se finora la Fiorentina ci aveva costretto a guardare solo il lato negativo (del resto quello positivo non si poteva vedere nemmeno col microscopio), dopo la partita con la Cremonese e il secondo tempo dell’Olimpico contro la Lazio si può concedere qualcosa all’ottimismo. A patto però che nessuno si illuda di aver già intrapreso la via della rinascita. E’ ancora presto, molto presto.

La buona novità di queste ultime due partite è che ora la Fiorentina è una squadra instabile. Come, dirà il lettore, l’instabilità è una caratteristica di segno positivo? Sì, in questo caso lo è, perché prima la Fiorentina era stabilmente una non-squadra. Questo primo cambiamento si evidenzia innanzitutto nella condizione fisica.

Ci sono dei giocatori finalmente in forma, a cominciare da Fagioli il miglior viola in campo da cinque partite di fila; come Gudmundsson che adesso gioca con i suoi lampi (non tanti, non sempre accecanti, ma è un altro rispetto a un mese fa); come Gosens il cui rientro ha portato subito dei vantaggi; come lo stesso Comuzzo che all’Olimpico l’ha combinata grossa in occasione del rigore ma che insieme a Pongracic sta dando delle buone risposte; infine come De Gea che dopo qualche errore di troppo (da lui stesso confessato) all’Olimpico è tornato a fare De Gea.

Oltre alla gamba, anche la testa sembra più fresca. Ecco, in questo caso possiamo dire solo “sembra” perché di fronte alla Lazio, prima della reazione di carattere del secondo tempo, ci sono stati di nuovo momenti preoccupanti. E qui entriamo nel discorso dell’instabilità.

I primi 45 minuti dell’Olimpico hanno ricordato le tante partite disastrose della Fiorentina. A ogni calcio d’angolo scoppiava il panico nell’area viola. Tre salvataggi sulla linea di porta (anche in questo Fagioli è stato decisivo), un rigore chiaro a favore della Lazio che Sozza in campo e Pezzuto al Var non hanno visto, e soprattutto zero tiri, proprio zero, verso la porta di Provedel.

La Fiorentina poteva andare sotto di due o tre gol giocando contro una squadra a cui mancavano cinque titolari. Da quello stato comatoso, che faceva di nuovo pensare al peggio, è riaffiorata invece una squadra simile a quella che aveva battuto la Cremonese.

Ecco, questo c’è di buono oggi nella Fiorentina, la ripresa di una speranza. Sia chiaro, certezze non ce ne sono, però l’arrivo di Brescianini porterà qualcosa di interessante nel centrocampo viola, forza, tecnica e soprattutto inserimenti. Considerando cosa avviene di solito nel mercato di gennaio, è un buon acquisto.

La classifica non è cambiata. A parte il Pisa, ora ultimo da solo, tutt’e tre le squadre in piena lotta per la salvezza hanno pareggiato in trasferta e il 2-2 del Verona al Maradona e l’1-1 del Genoa a San Siro contro il Milan hanno un valore maggiore rispetto al 2-2 della Fiorentina all’Olimpico.

In più, è passata un’altra giornata e la zona-salvezza è rimasta a -3. C’è tanto da sgomitare e tanto da rosicchiare. Solo che domani al Franchi arriva il Milan di Pulisic e Leao, il Milan del miglior giocatore del girone d’andata della Serie A, Luka Modric.

Allegri allena una squadra con ambizioni vere, da Champions e forse qualcosa in più. Poche ore dopo la partita del Franchi, a San Siro andrà in scena lo scontro diretto Inter-Napoli e questa domenica potrebbe diventare l’occasione giusta, per i rossoneri, per accorciare o addirittura agguantare i nerazzurri in testa alla classifica.

Dopo il Milan il calendario viola mette in fila la trasferta a Bologna, il Cagliari in casa e la trasferta al Maradona. Meno di un mese per capire se è stato l’inizio della nuova stagione viola o solo un’illusione.