IL SOGNO CONTINUA

29.03.2016 23:00 di  Matteo Sestini  Twitter:    vedi letture
IL SOGNO CONTINUA

Federico Bernardeschi parte titolare, a destra nel tridente del 3-4-3 scelto da Antonio Conte per sfidare la Germania campione del mondo nel suo nido, l'Allianz Arena di Monaco di Baviera. In fase di non possesso lui ed Insigne si abbassano sulla linea dei centrocampisti, lasciando Zaza, ultimo componente del tridente, come unico riferimento avanzato. Confermato il feeling con Insigne. Bernardeschi e il talento napoletano si cercano e trovano con grande regolarità. Al decimo minuto del primo tempo proprio una bella verticalizzazione di Insigne lo avrebbe messo di fronte a Ter Stegen, non fosse stato per il grande anticipo di Hummels. Un paio di aperture fuori misura verso i compagni di reparto, ma Federico resta sempre nel vivo della manovra azzurra. I meccanismi sembrano già oliati ed il numero 10 viola pare davvero a suo agio in questa nazionale. Dopo la rete tedesca l'Italia però inizia a sfaldarsi e anche Bernardeschi fa fatica, come tutta la squadra. Il livello del gioco si abbassa e trovare lo spazio per mettersi in mostra è un'impresa ardua. Poi l'Italia riprende coraggio e prova a creare qualche pericolo in avanti. E i protagonisti sono sempre loro: Zaza, Insigne e Bernardeschi. I tre si cercano con costanza, ma senza riuscire a creare grossi grattacapi alla retroguardia teutonica. Poi, nel finale del primo tempo, arriva il raddoppio dei tedeschi con Goetze. L'Italia sembra scarica dopo l'impegno con la Spagna, con gli azzurri che forse hanno speso in quel match molte energie psicologiche oltre che fisiche.



Nel secondo tempo il copione della gara non cambia, e Bernardeschi si limita a contrastare gli avversari e ad applicarsi scrupolosamente nella fase difensiva e di recupero palla. Mentre non riesce ad essere incisivo davanti, stretto nella morsa tra Hummels e Mustafi (ex Sampdoria oggi al Valencia). Il talento cresciuto nelle giovanili viola però non si scoraggia ed al dodicesimo della ripresa con una bella percussione centrale provoca l'ammonizione dello stesso Hummels, con il giocatore del Borussia Dortmund costretto ad atterrarlo per evitare conseguenze peggiori per la sua squadra. Conte prova a scuotere la sua squadra con i cambi, ma Bernardeschi resta in campo, seppur arretrando la sua posizione a centrocampo con l'ingresso di El Shaarawy. Incolpevole sul 3-0 siglato da Hector, Bernardeschi non è esente da colpe nell'azione che porta al calcio di rigore realizzato da Ozil: poteva controllare molto meglio il lancio verso l'area azzurra e chiudere con più decisione sull'inserimento di Rudy, che si infila alle sue spalle costringendo Buffon ad atterrarlo e a concedere il calcio di rigore ai tedeschi. Federico torna protagonista in positivo al trentaduesimo del secondo tempo, quando calcia in area una punizione pericolosa che per poco non consente al neo entrato Ranocchia di mettere a segno il proverbiale gol della bandiera per gli azzurri.

Finisce con una gara giocata per intero la prima avventura di Federico Bernardeschi con la maglia azzurra. Un bilancio ampiamente positivo per un ragazzo di grande talento, ma alla prima vera stagione in Serie A. E' vero che a differenza della prima sfida contro la Spagna non è riuscito ad impreziosire la sua prestazione con una giocata decisiva, ma anche questa sera all'Allianz Arena il talento di Carrara non ha affatto demeritato. Se Conte ha sedici certezze per Euro 2016, dopo questi dieci giorni di Bernardeschi adesso ha sicuramente anche un grande dubbio. Ed il merito è soltanto di un ragazzo semplice, umile ed intelligente che ha saputo calarsi alla perfezione in una realtà che forse, per adesso, è ancora più grande di lui. Oppure no?