PRES. MILAN, Senza conti e facce diverse no in Europa

14.09.2018 11:15 di Redazione FV Twitter:   articolo letto 2641 volte
PRES. MILAN, Senza conti e facce diverse no in Europa

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha parlato di obiettivi del club di Elliot alla Gazzetta dello Sport e torna anche sui motivi per cui il Tas ha poi concesso di disputare l'Europa League (togliendo di fatto la possibilità ai viola). Ecco uno straLcio dell'intervista in cui parla di questo aspetto: "Un club come il Milan deve ottenere risultati sportivi, e i fasti si riferiscono a questo. In termini economici invece non possiamo dimenticare che il Milan fatturava 200-210 milioni nel 2003 e oggi siamo ancora alla stessa cifra. Nel frattempo Real, United e City sono aumentati di quattro volte. Soldi e risultati sportivi devono avanzare insieme. La parte sportiva non può andare per conto proprio, occorre un lavoro manageriale alle spalle. In più noi abbiamo i vincoli del Fair play finanziario: non basta più avere i soldi, bisogna poterli mettere. Noi in termini sportivi abbiamo fatto un grande passo avanti portando al Milan Leonardo e Maldini, che sono persone di qualità, espertissime, grandi amanti e conoscitori del club. Ti danno un rassicurante senso di casa. In termini finanziari abbiamo fatto un aumento di capitale da 50 milioni. Questo è un club finanziariamente solido, lo stato patrimoniale è a posto ed è stato decisivo anche per la Uefa. Senza conti e facce diverse, in Europa non saremmo andati. Ora occorre aumentare i ricavi. Bisogna schiodare il Milan da quei 210 milioni. Ripeto, abbiamo 400 milioni di tifosi nel mondo. Dobbiamo essere in grado di avere degli sponsor interessati a raggiungere in modo ragionato questi tifosi. Ma è una cosa per cui occorrono anni, non mesi. Su questo terreno il Milan ha fatto molto poco negli ultimi anni". Sul Milan cinese dice "I famosi ultimi 32 milioni dovevamo averli per forza perché se non fossero stati messi non avremmo potuto iscriverci al campionato: come fa un club come il Milan a campare in questo modo? Si crea un senso di precarietà deleterio per tutti". Sul possibile voluntary con la Uefa infine: Non ne siamo affatto sicuri. Siamo in attesa delle motivazioni del Tas, immagino fra due-tre settimane. Avremo una sanzione, e dovremo anche essere credibili nei piani per i prossimi anni. Mi sono comunque fatto l’idea che il doppio cambio di proprietà possa indurre la Uefa a essere un po’ più flessibile.  In caso contrario, faremo i conti col Settlement"