MUTU, Io rilancerò la Fiorentina

10.03.2011 07:21 di Redazione FV   Vedi letture
Fonte: Il Tirreno
© foto di Giacomo Morini
MUTU, Io rilancerò la Fiorentina

Dice di considerarsi ancora uno dei più forti attaccanti al mondo «altrimenti avrei già smesso da un pezzo», ma soprattutto non vuole sentir parlare di salvezza, «sarebbe un’offesa per la città di Firenze». Adrian Mutu, il fenomeno viola, il talento dal piede fino e dal carattere ribelle, si batte contro tutto e tutti: «Dopo anni fantastici può succedere di incappare in una stagione sfortunata...»
Poi spiega: «Però restano dieci gare, trenta punti, dunque piano a dire che questa è una stagione fallimentare. Aspettiamo questo finale che giocheremo a tutta». E’ tornato alla rete contro il Catania, esattamente un girone dopo il suo rientro in squadra a seguito della squalifica per doping, e finalmente è felice. «Ora sono contento, quei gol li aspettavo da tanto, volevo far vedere il vero Mutu e ringraziare la gente per il formidabile affetto che mi regalato. Quella era la mia quinta gara dopo che a gennaio ero rientrato. Ma sono convinto che da adesso in poi potrò dare il massimo».
Mutu riparte dalle critiche di Mihajlovic, dagli schiaffi rimediati dopo la pessima figura del San Nicola. La sua metamorfosi, o meglio rinascita, è cominciata lì, negli spogliatoi, masticando fiele.
«Quello che mi ha detto l’allenatore è...finito tutto sui giornali. Sono un ragazzo del quale si può dire di tutto ma non che sono permaloso».
Campione. Quel che è certo è che Mutu non si sente affatto al capolinea della sua carriera. Semmai è vero il contrario. «Vi rispondo come ha fatto Ibra quando gli hanno chiesto se si sentiva un numero uno lui gli ha detto: se non mi sentissi così smetterei. Io dico la stessa cosa, se non mi sentissi fra i migliori farei come lui. Ma devo dimostrarlo poi sul campo. E poi è più bello dimostrarlo quando ti mettono in discussione». Il fenomeno romeno spende parole importanti per tutti. A cominciare dall’allenatore. «E’ un tecnico forte e giovane. Solo da qualche partita ha a disposizione quasi la squadra al completo: prima è stato costretto a cambiare i titolari ogni partita, non era facile iniziare a lavorare con un gruppo che per altro veniva da un ciclo di risultati importanti, eppure ha saputo farlo. Se fossi i Della Valle che cosa farei? Di sicuro confermerei me e lui....».
Ride Mutu. Finalmente sembra davvero felice. Dice di non fare più neppure caso alla maxi multa da versare al Chelsea: «Ho imparato a conviverci» -, pensa piuttosto al grande affetto che lo lega a Firenze. «Mi sento parte di questa città, ogni estate si dice Mutu va qui, Mutu va lì, io invece penso: ma dove vado meglio che in questa città?».
Un regalo a Firenze. Ecco perché anche domenica ha voluto festeggiare il ritorno al gol con una maglietta
speciale, dedicata a Firenze. «Qualche tempo fa ero a cena con Francesco (Flachi, ndr): gli chiesi come avrei potuto mandare un messaggio di ringraziamento e di amore a tutti e mi ha suggerito questa idea del giglio d’oro fra i quattro colori dei quartieri di Firenze, il fiore della città e la storia del calcio storico». La gente lo ha capito subito. Mutu ammicca pure al ritorno in Nazionale: «C’erano stati problemi con il ct, sarà un grande piacere giocare per il mio Paese, per la mia patria, non vedo l’ora». La pre convocazione, in vista della gara contro la Bosnia il prossimo 26 marzo, intanto è arrivata. Chiusura dedicata al futuro e al progetto Fiorentina: «Io farei bene a pensare ai miei progetti sulla gestione.....delle ore notturne. Il sogno dei Della Valle per quanto mi riguarda non si è mai interrotto, va avanti».
Mutu si ferma un attimo, guarda tutti e aggiunge solo una frase: «Piedi per terra e continuiamo a batterci». L’Europa è lontana, ma provarci è un dovere.