COR.FIO., Ermini: "Firenze cambi marcia con Rocco"

10.10.2019 11:45 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
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COR.FIO., Ermini: "Firenze cambi marcia con Rocco"

Attraverso le colonne de Il Corriere Fiorentino, il direttore Paolo Ermini ha dato il suo punto di vista sull'acquisto dei terreni di Bagno a Ripoli da parte del presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Ecco le sue riflessioni in merito: "Colpisce soprattutto come Rocco Commisso ha accompagnato l’annuncio. Il presidente viola ha detto che la svolta è la dimostrazione che, se si vuole, le cose si possono fare. È una frase che suona un po’ come monito e un po’ come profezia. Monito contro le lungaggini del sistema decisionale contro cui Commisso ha sbattuto fin dai primi giorni della sua stagione Fiorentina; al tempo stesso quasi il preannuncio della costruzione del nuovo stadio a Campi, come già lui aveva ventilato nei giorni scorsi. Qualcuno interpreterà le parole di mister Rocco come minacce, ma bisogna tener conto che il presidente della Fiorentina viene da un mondo lontano anni luce dalle farraginosità e dalle liturgie italiane. E che la sua filosofia imprenditoriale, tutta basata sul «fare», mal si concilia con la sovrapposizione delle competenze che ormai frena ogni nuova opera pubblica o privata. L’annuncio di ieri può comunque servire parecchio a Firenze. Innanzitutto ci dice che forse è davvero venuta l’ora di ragionare in termini di città metropolitana. E che la zoppìa della legge che la istituì può essere in qualche modo sanata nella prassi da un’apertura politica, istituzionale e culturale, di cui il primo interprete dovrebbe essere proprio il sindaco di Firenze, che è leader formale anche di tutta l’ex Provincia; indulgere in una visione strettamente municipale potrebbe causare molti dolori a Palazzo Vecchio. In secondo luogo, sembra davvero giunto il tempo di una riflessione seria per l’intera classe dirigente di questa città (non solo per i politici, insomma). Tutta intenta a mantenere potere e poltrone ha perso il senso stesso della propria missione. Tanti sono saliti sul treno delle Olimpiadi, che tra 13 anni Firenze mai potrà sostenere da sola o in tandem con Bologna, e non si sono resi conto che era arrivato un signore a stelle e strisce che si dà un orizzonte di cinque anni. Non per sognare, ma per lasciare una traccia visibile. Piaccia o non piaccia, Firenze deve cambiare marcia. E testa. Finalmente".