BATI, Pensai di amputarmi la caviglia. A Firenze...

18.10.2019 10:40 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
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BATI, Pensai di amputarmi la caviglia. A Firenze...

Su "7", supplemento del Corriere della SeraGabriel Omar Batistuta torna a parlare in una lunga intervista di cui proponiamo un estratto. Il campione argentino ha cominciato spiegando le sue condizioni di salute dopo l'operazione alla caviglia: "Ora sto bene" ha detto prima di raccontare: "Le mie caviglie sono fragili per costituzione. Non ho mai potuto giocare al cento per cento. Sono stato torturato dalle distorsioni. Andavo avanti a furia di infiltrazioni e antidolorifici. L'impegno con la società, con il pubblico, con me stesso era troppo importante. Scendevo in campo in condizioni impossibili. Ero il Re Leone, Batigol il guerriero e stringevo i denti".

Poi ha raccontato la sofferenza provata una volta smesso, quando dal dolore faceva fatica ad alzarsi dal letto: un dolore così grande che Batistuta arrivò a chiedere ad un amico medico di amputargli la gamba. Ora sta meglio perché a Basilea un team del professor Beat Hintermann gli ha applicato una protesi alla caviglia e sta conducendo a Firenze una faticosa riabilitazione: "Tra 40 giorni sapremo se potrò tornare a camminare normalmente".

Infine ha raccontato il trasferimento a Firenze: "Era la mia occasione, lo sentivo. Ma mi trovai a disagio. La città mi sembrava piccola e tutto era antico. Solo più tardi mi resi conto della meraviglia che avevo intorno. Solo più tardi comprei che i fiorentini, così ironici, esigenti e un po' incazzati, mi somigliano. […] Rifiutai offerte straordinarie, Real compreso. Ma a me non piaceva vincere facile. Ribaltare il tavolo e battere i favoriti, quella sì era vita".