L'IMPRESA CICLOPICA DI MONTELLA E LA FIEREZZA DELLA CURVA

15.04.2019 00:00 di Sonia Anichini   Vedi letture
L'IMPRESA CICLOPICA DI MONTELLA E LA FIEREZZA DELLA CURVA

“Non c’è ottimismo a Firenze” parole di Montella dopo la tristissima partita di ieri contro il Bologna e non so dove si potrebbe vedere qualcosa di positivo, qualcosa che ci faccia sperare in un finale di campionato decoroso. Puoi cambiare tutti gli allenatori che vuoi ma se i calciatori a tua disposizione sono quelli che non riescono a vincere al Franchi da quattro mesi, se contro due squadre come Frosinone e Bologna non riescono nemmeno a fare un gol, se stanno battendo tutti i record di pareggi, dove possiamo trovare qualcosa di simile all’ottimismo? E’ più che chiaro che la sostituzione del Mister non poteva portare chissà quali stravolgimenti e chissà quali grandi risultati anche se, una volta, in casa con squadre del livello di quelle incontrate nelle ultime due domeniche era vittoria sicura.

Immagino che l’Aeroplanino, quando è solo soletto, quando sfoglia l’album dei ricordi provi un certo rimpianto, e noi con lui, per i calciatori che aveva a disposizione nella sua precedente esperienza sulla panchina viola. Alcuni di quelli che giocano attualmente mi paiono addirittura in fase di regressione, come Veretout che probabilmente sta pensando al suo futuro lontano da Firenze e che lo vede fare errori banali che potevano, anche ieri, costarci cari. L’altro è Biraghi che, se fa dieci cross, nove li tira addosso al difensore che gli si para davanti. Poi Gerson che comunque continua a giocare titolare e continuo a chiedermi il perché o quale clausola che obbliga a farlo esista sul suo contratto. Non potevamo aspettarci miracoli e non ne sono avvenuti ma abbiamo raggiunto la mitica quota 40, son soddisfazioni!

L’unica cosa degna di nota è stata la contestazione della Curva Fiesole, che ha lasciato vuoti gli spalti per i primi 45’. Apprezzo la volontà di dare un segnale forte alla proprietà, c’è la voglia di far capire che non si accetta più questo vivacchiare e questo disinteresse verso la squadra e la città. Ho sentito alcune voci che si stizzivano per il mancato supporto alla squadra o disquisivano sul momento non opportuno. Perché c’è ancora qualcosa che la Fiorentina può dire a questo campionato? La Coppa Italia è un’altra storia e non mancherà il calore dei fiorentini. E’ cambiato qualcosa ieri fra il primo tempo, senza tifo, e il secondo con il supporto dei ragazzi? C’è la necessità di non mollare e anche i lenzuoli o striscioni che stanno fiorendo sui cavalcavia, sui ponti, alle finestre con l’invito alla proprietà di andarsene, sono la prova di un malumore che ha toccato vertici altissimi.

Ognuno è libero di pensarla alla propria maniera, ma queste manifestazioni mi riportano la fierezza del popolo viola che non tollera di essere usato e maltrattato come è stato fatto negli ultimi anni con la nostra Fiorentina. Qui il calcio è morto da tempo e non si vedono prospettive se non quelle di rimanere in serie A e non fallire, dati fondamentali ancora per qualcuno per sostenere i DV.

Caro Vincenzo, riportare l’ottimismo a Firenze è impresa ciclopica!

La Signora in viola