Graziani: "La squadra ha bisogno di affetto e fiducia e deve trasformare i fischi in applausi"
L'ex attaccante della Fiorentina Francesco "Ciccio" Graziani ha parlato al "Salotto dello Sport" a Rtv38 dell'attualità viola, ripartendo dalla sconfitta con l'Aek: "Il passato è un ladro, non ti riporta quanto perso, inutile chiedersi il perché e il per come si è perso; è comunque una sconfitta che pesa anche perché ci aspettavamo una conferma della buona prova con la Juventus. Ora c'è l'Atalanta che va bene in Coppa ma non in campionato, vedremo se Palladino ha la bacchetta magica per cambiare anche il trend in campionato. Però sono convinto e fiducioso che la squadra si sblocchi e sono ottimista per il futuro. Questa squadra ora ha bisogno dell'affetto e della fiducia anche se siamo tutti amareggiati ma se ci facciamo prendere dall'isterismo stiamo male noi e non aiutiamo la squadra".
Lei che armi usò prendendo la Fiorentina? "Quello che è usato io è stata mettere la squadra di fronte la consapevolezza della difficoltà che stava vivendo ed io dissi che ero lì non come panacea di tutti i mali ma per dare una mano. Io dissi ai giocatori che avrei parlato in privato con tutti per ascoltarli e dissi che avrei portato autostima, li misi di fronte alle responsabilità e alle qualità allo stesso tempo. E mi posi come se solo con il lavoro e lo spirito di squadra si viene fuori dalle situazioni, parlandosi in maniera franca e rispettosa. L'allenatore è importante ma entrando in corsa in una squadra in difficoltà tante cose non puoi farle, soprattutto non puoi cambiare tatticamente. Devi far prendere loro coscienza, così che arrivino mezzora prima e vadano via mezzora dopo. Poi io li portai a cena, per alleggerire la tensione che spesso è importante".
Oggi è più difficile dialogare con i giocatori? "Penso di no, con Vanoli ho avuto l'esperienza bellissima quando fui chiamato dal presidente granata Cairo al Filadelfia a spiegare ai giocatori cosa fosse il derby, a raccontare le motivazioni parlando di unione e spirito di sacrificio e notai molta attenzione da parte loro tanto che Cairo mi disse "Hai fatto un discorso alla Al Pacino", bisogna avere rispetto ma mai paura degli avversari, significa preparare la gara come fosse l'ultima e la più importante. Io avevo suggerito tempo fa a Pioli di mettere le rose delle altre squadre e chiedere se le considerano davvero più forti di loro, se rispondono sì io vado via subito".
I fischi? "Ci stanno, dobbiamo trasformarli noi in applausi. I tifosi devono deve dare una mano alla squadra per uscirne, ma se la vedono in difficoltà giocano anche loro ma devono vedere dei segnali dai giocatori come vederli andare oltre i propri limiti. Devono essere i giocatori a trascinare e porsi con rispetto e umiltà verso i tifosi".
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