VOTO 10 A ROCCO LO SVELTO, ORA LA FASE 2. BARONE A FIRENZE PER DAR VIA AL MERCATO: COMMISSO HA VOGLIA D’INVESTIRE SUL SERIO. ADDIO ZEFFIRELLI, CAPOFILA DELL'ANTI-JUVENTINITÀ: IL MUSEO CON IL SUO NOME HA MOTIVO IN PIÙ PER ESSERE VISITATO

16.06.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
VOTO 10 A ROCCO LO SVELTO, ORA LA FASE 2. BARONE A FIRENZE PER DAR VIA AL MERCATO: COMMISSO HA VOGLIA D’INVESTIRE SUL SERIO. ADDIO ZEFFIRELLI, CAPOFILA DELL'ANTI-JUVENTINITÀ: IL MUSEO CON IL SUO NOME HA MOTIVO IN PIÙ PER ESSERE VISITATO

La Fiorentina a Times Square, l’head coach Vincenzo Montella, finalmente sorridente come avevamo imparato a conoscerlo, presentato in pompa magna, Pradè e Antognoni pronti a programmare il mercato e rivoluzionare la squadra, più un manager (probabilmente made in Usa) che a breve sarà nominato per controllare i conti viola. 

Rocco voto 10 insomma, e non solo per lo slang e la simpatia naturale che accompagnano questo signore di quasi 70 anni che si è messo in testa di conquistare l’Italia del pallone. Commisso lo svelto (the fast, come dice lui) sta contagiando tutti. Ha idee e sa parlare alle persone, si mischia ai tifosi come fosse uno di loro, ma allo stesso tempo è un decisionista. E odia perdere tempo. La fase 2 del rinnovamento adesso passa dal mercato. E sarà decisiva. Sarà da lì, dagli acquisti, che si potrà misurare davvero le ambizioni che potrà avere la nuova Fiorentina. La squadra arriva da mesi disastrosi e da una retrocessione sfiorata, ma soprattutto non ha le caratteristiche adatte a Montella. Va rifatto il centrocampo, va trovato un attaccante che segni, va presa una decisione chiara su Chiesa e trovato acquirenti per molti dei 46 (!) giocatori in rosa: il lavoro da fare è enorme. 

In casa Commisso comunque non si perde tempo e infatti Joe Barone, altra figura fondamentale del nuovo corso, domani tornerà a Firenze. In agenda c’è una prima tavola rotonda con Pradè per decidere quale sarà il piano di battaglia dell’estate. Chi cedere? Chi prendere? E, soprattutto, quanto investire? Su questo Rocco è sempre rimasto blindato: “Una cosa alla volta okay?”. Da New York però arrivano spifferi interessanti, capaci, se confermati, di impennare l’entusiasmo contagiante che già si respira in città. Commisso ha in testa di investire sul serio e la straordinaria ondata d’affetto dei fiorentini, non può che averlo convinto ancora di più. Se riuscirà a prendere giocatori top lo vedremo, di certo aumenterà i costi e gli ingaggi del club e si metterà a caccia di rinforzi in ogni reparto. Non vuol perdere tempo, Rocco. La Fiorentina, nella sua testa, dovrà essere pronta a lanciare la sfida subito. Già da questa stagione. Musica per i tifosi, che dal canto loro sono pronti a sommergerlo d’affetto (sarà Magnifico Messere il 24 giugno, alla finale del Calcio Storico) e a sostenerlo in ogni sua decisione. 

Per Bati e Chiesa per il momento servirà pazienza. Gabriel vive in Argentina e per lasciare tutto chiede un ruolo preciso e uno stipendio adeguato: Commisso non mollerà la presa, è convinto che averlo con sé aumenterebbe la fiducia dei tifosi, che sarebbe un valore aggiunto anche per la squadra. Si parleranno, magari si vedranno a Firenze. In fondo non c’è fretta, perché Batigol, purtroppo, ha smesso di giocare da tempo. Fede invece oggi parte con l’avventura in Under 21. Stasera sfiderà la Spagna, in una partita che promette spettacolo. Sarà dura che si possa sbilanciare con l’Europeo in corso, più facile che il suo futuro possa essere chiarito a bocce ferme. L’unica cessione veloce comunque potrebbe essere Veretout, il resto lo faranno gli acquisti. Da domani si parte con la ridda di nomi. Alcuni possibili, altri improbabili (tipo quello di Ibra, che già riempie i social). Tutto materiale per sognare insieme a Rocco. 

Ps: Orgoglioso, geniale, fiorentino nell’animo, Maestro d’arte riconosciuto in tutto il mondo. Non servono molte parole (o forse ne servirebbero a migliaia) per descrivere chi fosse Franco Zeffirelli. Ci mancherà il suo graffio, il suo cuore pulsante viola, i suoi vaffa agli arbitri, la sua antijuventinità, il suo essere capofila della rivolta contro i poteri forti, anche del calcio. Ci resta la sua cultura, le sue opere, la sua grandezza. E quel museo che porta il suo nome, proprio nel cuore della sua Firenze. Da oggi ci sarà un motivo in più per visitarlo.