VOLANO GLI STRACCI, LA STORIA SI RIPETE. PIOLI HA SBAGLIATO, MA LA SOCIETÀ DOVREBBE CHIEDERSI PERCHÉ FINISCE SEMPRE COSÌ. NO AL TOTO ALLENATORE: TRA UN MESE C’È LA COPPA

20.03.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
VOLANO GLI STRACCI, LA STORIA SI RIPETE. PIOLI HA SBAGLIATO, MA LA SOCIETÀ DOVREBBE CHIEDERSI PERCHÉ FINISCE SEMPRE COSÌ. NO AL TOTO ALLENATORE: TRA UN MESE C’È LA COPPA

Separati in casa. Non bastavano Prandelli, Montella e Sousa, la storia viola si ripete. Tra l’allenatore e la società, evidentemente, è fisiologico che volino gli stracci. Colpa stavolta di silenzi e incomprensioni, di patti e speranze disattese, ma anche di una classifica tutt’altro che soddisfacente. Alla Fiorentina non sono piaciuti lo sfogo pubblico dell’allenatore, la prestazione di Cagliari e non piace il largo distacco dalla zona Uefa. Pioli invece si è sentito solo, faccia al vento contro le critiche, e sperava in un appoggio concreto. In una conferma quasi ovvia fino a qualche mese fa (“Peccato solo non essersi incontrati prima”, diceva Cognigni la stagione scorsa), ma ormai diventata utopia. 

In casa viola così volano gli stracci e qualche domanda nasce spontanea: possibile si debba arrivare sempre a questo punto? Possibile non aver ancora imparato a gestire una separazione? Pioli ha sbagliato tempi e modi, perché la stagione è ancora lunga e la Fiorentina ha ancora la speranza di volare in finale di coppa. Ma Corvino e la proprietà potevano almeno fargli sapere le loro idee. Rompere il silenzio che dura da mesi, se non altro per il rispetto che si deve a un allenatore che resterà nella storia viola come quello del dramma Astori, della rinascita nel nome di Davide. 

A fine stagione comunque sarà rivoluzione: via Pioli, via Freitas (arriverà un ds italiano), via molti calciatori della rosa attuale. Veretout è uno dei primi nomi della lista: ha mercato e vuole la Champions. Se dovesse arrivare l’offerta giusta sarà addio, anche perché l’eventuale adeguamento del contratto sarebbe in salita. Eppoi c’è Chiesa. Lo vogliono tutti, lo cercano tutti. Per tenerlo c’è solo una via, strettissima: costruirgli intorno una squadra più forte di questa, e farlo sentire importante. Magari proponendogli subito un rinnovo da top player. Basterebbe? Forse no, ma almeno la Fiorentina le avrebbe provate tutte. La tattica dei rinvii e dei silenzi, ormai lo abbiamo capito, non paga. Lo sforzo comune però adesso deve essere un altro: c’è un mese per preparare al meglio una partita che vale tantissimo, che potrebbe addirittura diventare storica. Basta polemiche, basta prestazioni indegne come quella di Cagliari. Questa sosta dovrà diventare decisiva per ritrovare condizione fisica, per riposare e ricaricare le batterie mentali di una squadra apparsa svuotata sotto tutti i punti di vista. Già contro il Torino insomma serve una prova di sostanza, che rinfranchi anche l'umore dei tifosi. Chiesa a proposito si è fermato anche in Nazionale. Il guaio all’inguine non è grave, ma fa il paio con quello avuto contro la Lazio: se Mancini lo risparmiasse non sarebbe poi così male. Fede ha bisogno di riposo, di tranquillità. Proprio quella che cerca la sua Fiorentina, sempre fin troppo brava nel cacciarsi nei guai con le sue stesse mani. 

Ps: Spendo volentieri due parole anche sui ragazzi della Primavera. Per noi toscani il Viareggio è il torneo per eccellenza, vincerlo sarebbe un fiore all’occhiello. Bigica è bravo, può diventare l’allenatore fatto in casa a cui affidare la panchina viola del futuro. Oggi però chiamarlo al posto di Pioli rischierebbe di bruciarlo: meglio continuare a farlo lavorare sui giovani. In fondo è quello il futuro della Fiorentina. E proprio per questo, la crescita, di Montiel, Vlahovic, Meli, ma anche Beloko, Koffi e del portiere Chiorra, sono già piccole vittorie. 

Quindi la Nazionale, che ieri ha ricordato Davide in una messa riservatissima. Bravi azzurri, è stato il modo migliore per dirgli “noi non ti scordiamo”. Lontano dai riflettori, senza telecamere, senza la calca. Giovedì in Palazzo Vecchio poi ci sarà anche una cena di gala di Cure 2 Children, la onlus di cui Astori era testimonial. Parteciperanno anche Pieraccioni e Panariello, i proventi andranno in Africa. Proprio come sarebbe piaciuto a lui.

Infine Lorenzo Orsetti. Firenze piange il suo guerriero ucciso in Siria dall'Isis. Il partigiano del nuovo millennio, morto per la libertà.