VOLA IL GRANDE CUORE VIOLA: ROCCO TRASCINA LE DONAZIONI. ASSOCALCIATORI DURA: “NON CI SI ALLENA”. MA DISPONIBILE A PARLARE DI STIPENDI

21.03.2020 00:10 di Mario Tenerani   Vedi letture
VOLA IL GRANDE CUORE VIOLA: ROCCO TRASCINA LE DONAZIONI. ASSOCALCIATORI DURA: “NON CI SI ALLENA”. MA DISPONIBILE A PARLARE DI STIPENDI

C’è la lotta al Coronavirus e c’è la grande mobilitazione per raccogliere risorse economiche, carburante indispensabile per finanziare la guerra alla pandemia, perché di guerra parliamo. I contributi sarebbero serviti ieri, ma ci accontentiamo se arrivano oggi. Domani potrebbe essere tardi. E’ una corsa contro il tempo per acquistare mascherine, respiratori e altro materiale imprescindibile per gli operatori sanitari e per chi deve restare aggrappato alla vita con gli artigli. Rocco Commisso e la Fiorentina, al centro di una regione tra le più colpite dal virus, hanno compreso al volo il problema: a metà settimana è partita la raccolta “Forza e Cuore” con un indirizzo preciso, fondi da devolvere ai plessi ospedalieri di Careggi e Santa Maria Nuova. Rocco ha acceso i motori versando 250.000 euro, perché voleva dare l’esempio. Poi gli altri donatori viola, da Barone a Pradè, da Antognoni a Ribery e ad altri calciatori della Fiorentina. Poi loro, i tifosi fiorentini. In poche ore è stato sfondato il muro dei 500.000 euro. Rocco è stato il trascinatore delle donazioni. Il cuore viola sta volando e ci piace pensare che questo sia solo l’inizio. Non è importante quanto si dona, ognuno risponde alle proprie possibilità, decisivo invece farlo. Alla fine la differenza la farà il totale dei proventi raccolti. Rocco ha mandato un messaggio forte anche alla sua categoria, quella degli imprenditori. Da italiano cresciuto in America ha voluto restituire qualcosa alla terra delle sue origini. Speriamo che molti suoi colleghi lo seguano.

L’Italia vive uno dei momenti più duri degli ultimi 100 anni, ciò nonostante c’è chi rifiuta di capirlo. Lazio, Brescia e Lecce sono i club più convinti di riprendere subito gli allenamenti, seppur in presenza di un secco no dei medici sportivi - che andrebbero ascoltati punto e basta - e dei calciatori. Non si comprende come di fronte a 47.021 contagiati e 4.032 morti ci possano essere dei presidenti latori di richieste da vergogna. Un comportamento che esprime alla perfezione la cifra dei limiti di questi manager del calcio. Visto che poche ore fa c’è stato un altro decreto del Governo, volto ad un ulteriore giro di vite circa le restrizioni da osservare, tra queste adesso c’è pure lo sport all’aria aperta, verrebbe da dire che dove non arriveranno giocatori e medici, potrà giungere lo Stato nel sanzionare quei dirigenti incapaci di sottostare alle leggi. In ballo c’è la salute, bene primario, e questo andrebbe ricordato a chi ordina la ripresa dell’attività fisica delle squadre. Registriamo con felicità che la Fiorentina anche su questo terreno fino ad oggi ha seguito una linea più che apprezzabile, chiudendo prima di altri club la sede dei propri allenamenti. 

Ieri Damiano Tommasi ha scritto una lunga lettera: la posizione del sindacato calciatori è chiara. Un secco no alla possibilità di tornare ad allenarsi: “Chi pensa di avvantaggiarsi facendo allenare i propri tesserati, non so cosa abbia in mente. Allenarsi ora, due mesi prima della ripresa del campionato, però non ha senso. Ed è pure pericoloso”. Tommasi, invece, sul tema riduzione degli stipendi ha offerto un’apertura: “I primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni, aspettiamo che ci presentino conti certi”. Il capo dei calciatori italiani, infine, è stato ancora più disponibile a discutere delle ferie: “Siamo d'accordo con la Lega di anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Nessun problema”.

Di tutto questo si parlerà, speriamo, prima possibile. Sarà il segnale della svolta. Aspettiamo l’arrivo del picco più alto del virus, per salutare finalmente la discesa. Ma ci sarà ancora da combattere, ma non sappiamo per quanto…