VLAHOVIC VUOLE GIOCARE LE COPPE, PER TENERLO SERVE UN PROGETTO FORTE. LO CORTEGGIA IL BORUSSIA CON MILENKOVIC. MA C’È ANCHE LA ROMA. SENZA STADIO PER ROCCO È PIÙ DIFFICILE INVESTIRE. JOVETIC È UN’IDEA. IL NODO ALLENATORE

23.02.2021 11:10 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
VLAHOVIC VUOLE GIOCARE LE COPPE, PER TENERLO SERVE UN PROGETTO FORTE. LO CORTEGGIA IL BORUSSIA CON MILENKOVIC. MA C’È ANCHE LA ROMA. SENZA STADIO PER ROCCO È PIÙ DIFFICILE INVESTIRE. JOVETIC È UN’IDEA. IL NODO ALLENATORE

Dieci punti di vantaggio sulla terz’ultima non ti fanno stappare champagne, ma permettono almeno di allentare la pressione e fanno lavorare più serenamente per l’immediato in campo e per il futuro dietro la scrivania.

L’attesa è tutta per quello che Rocco intenderà fare, per i programmi che dovranno portare la Fiorentina definitivamente fuori da questi gorghi della bassa classifica che sono ormai insopportabili.

I tifosi hanno ancora fiducia nel presidente, ma i bonus stanno finendo. Credo che sia ormai ben chiaro anche alla proprietà americana che il calcio vive di risultati e ogni valutazione non può prescindere dalla posizione in classifica e dagli obiettivi. Che Fiorentina ha in testa il presidente?

Forse è prematuro avere un’idea precisa, ci sarà da aspettare almeno un mese, se ne riparlerà quando Commisso tornerà a Firenze, ma il lavoro è cominciato.

E comunque il mercato attorno alla Fiorentina già si agita e prima dei programmi futuri dovranno essere fatte valutazioni precise sui rinnovi dei giocatori viola più importanti, fra tutti Dusan Vlahovic.

Il ragazzo è cresciuto e sta crescendo, Prandelli gli ha dato fiducia e gli sta facendo capire cosa deve fare per trasformare tutto il suo potenziale in un giocatore vero. Ha ancora difetti, troppi alti e bassi, però tutto nella norma di un processo di maturazione. E’ evidente che le sue prestazioni siano sempre più convincenti per personalità e intensità, nei movimenti è migliorato come nella capacità realizzativa. Ha appena compiuto 21 anni e sta attirando molte attenzioni anche per il contratto in scadenza nel 2023 che non è domani, ma nel calcio quasi domani. Si sta trattando, ma perché non firma il rinnovo?

La verità forse è quella che ha scritto ieri il Romanista secondo il quale il ragazzo avrebbe grandi ambizioni, vorrebbe giocare subito nelle coppe, vorrebbe una squadra forte. Il tutto detto da un procuratore del team di Darko Ristic che nei giorni scorsi ha incontrato il direttore generale della Roma Tiago Pinto. Già, la Roma. Voleva Vlahovic già l’estate scorsa, ora pensa al serbo per sostituire Dzeko, ma il discorso andrà avanti soltanto quando i giallorossi avranno deciso il budget per il mercato.  

Ma non solo i giallorossi, dalla Germania rimbalza anche l’interessamento del Borussia che a fine stagione venderà Haaland per una cifra che supera i cento milioni e vorrebbe sostituire il norvegese con un altro Duemila, appunto Vlahovic. Il Borussia avrebbe nel mirino anche Milenkovic che di non firmare il rinnovo ha già deciso da tempo. Non so se c’è un nesso, ma guarda caso i due giocatori erano nella lista del mandato a vendere di cinque viola che un noto intermediario internazionale avrebbe ricevuto due anni fa dai Della Valle, almeno secondo il New York Times.

Tutto questo, comunque, rientra nella normalità nel calcio di oggi dove procuratori, aiuto procuratori, intermediari e procacciatori, lavorano 365 l’anno per proporre soluzioni, prospettare movimenti e suggerire operazioni alle società e ai giocatori.

La Fiorentina sa già come funziona, l’affare Chiesa è ancora fresco nella memoria. Oggi i contratti in scadenza sotto i due anni sono a rischio, vanno rinnovati prima possibile, perché i giocatori che hanno mercato ricevono proposte economiche in genere molto più alte di quelle della Fiorentina e viene loro prospettata una carriera diversa, a un livello tecnico superiore. Secondo indiscrezioni, infatti, la Fiorentina avrebbe offerto a Vlahovic  1,5 milioni l’anno per il rinnovo a fronte di una richiesta di 2,5. Non è poco.

E poi con il Borussia, ad esempio, ma forse anche con la Roma oggi quarta, Vlahovic andrebbe subito a giocare in Champions e il richiamo (inutile dirlo) è fortissimo.

E’ vero che il giocatore sta bene a Firenze, ha sempre detto di essere riconoscente alla società, ma di fronte a stipendi raddoppiati o triplicati e carriera in un top club, voi cosa fareste? Questo interrogativo è lo stesso di sempre e la risposta scontata.

Servono quindi idee chiare e tempestività, oltre alla parte economica nei colloqui andrà prospettato un progetto di grande crescita, altrimenti come ha fatto Chiesa e come ha deciso di fare Milenkovic, non rinnoverà neppure Vlahovic.

E’ nelle cose. Quasi normale. E non serve trincerarsi dietro al contratto in essere perché restando a Vlahovic, se non rinnovasse potrebbe andar via a zero e scegliersi un’altra squadra già dal primo febbraio del 2023 che calcisticamente è vicinissimo.

Rocco Commisso in sede di trattativa dovrà essere bravo e torniamo quindi alla domanda delle domande: che Fiorentina ha in testa per il futuro?

Come vi abbiamo già scritto, gli operatori di mercato raccontano di grande voglia e della possibilità che Rocco faccia subito una squadra importante. Sarà così?

Tutti lo sperano, a cominciare dai tifosi. Ma per essere realistici è anche bene ricordare che in tutte le esternazioni Rocco ha sempre ricordato come fosse centrale il progetto Stadio per alzare il fatturato e consentire alla Fiorentina di crescere.

Domanda: ora che il progetto nuovo Stadio sembra più nebuloso e sicuramente più lontano nel tempo, Rocco potrà e vorrà comunque fare grandi investimenti?

Il bilancio non era già granché e con il Covid s’è ulteriormente appesantito di una decina di milioni. La crisi economica impedisce di creare nuove opportunità in tema di sponsorizzazioni e accordi commerciali, il merchandising non cresce come ci si sarebbe potuti attendere. E’ vero che le maglie del fair play finanziario sono state allentate, ma quale budget ci sarà per il mercato?

E’ vero che in estate Milenkovic andrà via e probabilmente porterà una cifra superiore ai trenta milioni, ma per riportare immediatamente in alto questa Fiorentina servono almeno 3-4 giocatori importanti, quindi un forte investimento. Quelli buoni non costano meno di venti milioni, è facile fare i conti.

La forza economica a Rocco non manca, (ricordiamolo: 6,9 miliardi di dollari di patrimonio, è il presidente più ricco della serie A) ma nel calcio per esporsi servono anche i conti societari a posto.

O invece Commisso, per orgoglio, e proprio per dimostrare alla politica e a tutti quelli che lui pensa l’abbiano osteggiato fino ad oggi, vorrà comunque fare grandi cose alla faccia dei bilanci e della crisi?

Non resta che pazientare un mesetto per avere le prime indicazioni. E il nodo da scegliere sarà l’allenatore, la figura centrale del progetto. Non si può più sbagliare.

Una volta scelto l’allenatore, la squadra andrà fatta con lui e per il suo calcio.

Una decisione non è stata presa, anche Prandelli è in corsa con la sua saggezza e la sua esperienza. Rocco sta analizzando tutto e sono tante le candidature in ballo, da Gattuso (piaceva e piace) a Sarri, da Pippo Inzaghi a De Zerbi, all’emergente Italiano, ma ci metterei anche Allegri che l’estate scorsa rifiutò la panchina viola, ma che oggi davanti a un progetto forte potrebbe ripensarci.

Credo però che il ragionamento dell’estate scorsa possa essere valido anche oggi: o si prende un allenatore di prima fascia o se fa bene si tiene quello che c’è.

Poi tutto dipenderà dal progetto di calcio di Rocco, torniamo sempre lì. E’ evidente che se vuole provare subito a tornare in corsa per l’Europa League servono giocatori fatti ed allenatore esperto.

Dunque, anche per la panchina si ragiona, ma la stretta ci sarà con il ritorno di Commisso dopo la metà di marzo e oltre. Intanto il presidente si è vaccinato contro il Covid e potrà affrontare i prossimi viaggi con minore apprensione.

Torno al mercato sempre aperto. Abbiamo detto dei rinnovi e delle tentazioni, ma gli intermediari suggeriscono anche alla Fiorentina soluzioni e opportunità per i giocatori svincolati. L’ultima voce arriva dalla Spagna e parla di un possibile ritorno di Jovetic. Il montenegrino è in scadenza dal Monaco, potrebbe firmare anche oggi. L’idea sarebbe quella di proporlo al posto di Ribery che soltanto a fine campionato deciderà se restare a Firenze, andare al Monza, tornare in Germania o addirittura smettere. Jovetic compirà 32 anni in novembre, dalla cessione del 2013 ad oggi fra City, Inter, Valencia e Monaco non è più tornato ai livelli viola. L’idea non scalda e quasi sicuramente non scalderà, ma ripetiamolo, oggi si fanno soltanto analisi e sondaggi, le decisioni fra un mese.