VLAHOVIC POTREBBE NON GIOCARE. È LA GARA DELL’ANNO: IL POPOLO VIOLA PREPARA NOVANTA MINUTI DI FISCHI. TUTTE LE SCELTE DI ITALIANO: IKONE’ VERSO LA CONFERMA. ARBITRI, IL CASO BONAVENTURA. FRANCHI, UN ANNO SOLO: I DUBBI DI COMMISSO

01.03.2022 11:08 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
VLAHOVIC POTREBBE NON GIOCARE. È LA GARA DELL’ANNO: IL POPOLO VIOLA PREPARA NOVANTA MINUTI DI FISCHI. TUTTE LE SCELTE DI ITALIANO: IKONE’ VERSO LA CONFERMA. ARBITRI, IL CASO BONAVENTURA. FRANCHI, UN ANNO SOLO: I DUBBI DI COMMISSO

E alla fine Vlahovic potrebbe anche non giocare dall’inizio. Lo sapremo domani sera, ovvio, ma filtrano indiscrezioni dal mondo Juve secondo le quali l’esclusione del serbo potrebbe anche essere una soluzione per attutire l’impatto con una contestazione che sarà sicuramente dura e condizionante in negativo per tutta la partita della Signora. Segnali, per la verità, s’erano già colti analizzando il turn over che Allegri ha adottato per i suoi tre attaccanti, Vlahovic da quando è arrivato a Torino non ha saltato una partita mentre Morata e Kean si sono alternati con prevalenza in minutaggio dello spagnolo. Anche a Empoli, proprio in previsione della gara di domani, ci poteva stare di far riposare l’ex viola almeno per un tempo e invece ha giocato altri novanta minuti con alternanza fra i due compagni di reparto. Come se il turno di riposo fosse programmato proprio per domani sera. Vedremo.

Allegri sa benissimo il clima che aspetta Vlahovic e se anche il serbo per il suo carattere in certe situazioni potrebbe perfino esaltarsi come ipotizza qualcuno, in realtà forse è più facile che un po’ di condizionamento lo possa trovare contro la squadra, la tifoseria e i dirigenti che erano i suoi fino a un mese fa. La società e lo stadio che l’hanno visto crescere. Inoltre la sfida è da giocare su 180 minuti e potrebbe incidere sulla scelta dell’allenatore bianconero.

Queste considerazioni al Popolo Viola interessano relativamente, comunque si sta preparando una serata speciale (chiamiamola così) per il ritorno di quello che ormai per i tifosi è l’Innominato o se preferite il Traditore. Tutti se lo aspettano in campo.

Cosa succederà al Franchi è facilmente immaginabile. Le coreografie sono top secret, ma novanta minuti di fischi assordanti sono praticamente assicurati. Chi ha qualche anno sulle spalle ha ancora nelle orecchie la domenica del ritorno al Franchi di Nicola Berti. Ecco, dovrebbe essere un’accoglienza molto simile, roba da giocare con i tappi di cera.

Il clima nello stadio sarà questo, una serata da ricordare e da raccontare, tant’è che la curva Fiesole è assolutamente sold out e per trovare posto c’è voluta una maratona telematica iniziata venerdì mattina presto per gli ultimi posti riservati a coloro i quali non avevano prelazioni di sorta.

Ma in campo che partita sarà?

Come diciamo da inizio stagione e i fatti lo hanno dimostrato, la Fiorentina plasmata da Italiano ha la mentalità giusta e il gioco per sfidare chiunque a viso aperto, per non aver paura di nessuno. Tatticamente è tutto molto leggibile. La Juventus, e l’ha fatto anche a Empoli, gioca un calcio anni settanta, difesa bassa, nove uomini a protezione della porta e davanti un attaccante per sviluppare il contropiede. Kean e due volte Vlahovic hanno segnato così, con il contropiede più classico.

Proprio per questa ragione tenendo la difesa alta, la Fiorentina dovrà avere grande attenzione per non far ripartire o ritardare l’azione avversaria, per chiudere le linee di passaggio già con gli attaccanti e i centrocampisti. Anche nel caso in cui non dovesse esserci Vlahovic, a maggior ragione se poi alla fine il serbo sarà in campo.

Dalla Fiorentina mi aspetto una gara di grande intensità, Italiano e il suo gruppo sanno benissimo che questa è una straordinaria occasione da sfruttare al massimo per provare a conquistare un trofeo, ma anche entrare direttamente in Europa. La Fiorentina gioca un gran calcio, si fa preferire per schemi e qualità, ma deve stare attenta a questa Juventus che non piace neppure ai suoi tifosi, ma ha come dote un cinismo infinito e la filosofia del corto muso che ispira il suo allenatore.

La Signora va attaccata in velocità, il cambio di fronte può mettere in difficoltà una difesa non sempre attentissima, anche l’Empoli è riuscito a segnare due gol, oltre ad aver giocato meglio.

A proposito di gol la Federcalcio e la Lega sempre poco presenti in tutto, hanno mantenuto la regola del gol in trasferta che vale doppio, ormai abolita da tutte le parti. Attenzione quindi anche a questo aspetto che comunque potrebbe essere uno stimolo per la Fiorentina nella gara di ritorno visto che la squadra di Italiano parte sempre con l’idea fissa di fare un gol più dell’avversario.

Chi giocherà?

Ragionare sulla formazione ormai è un divertimento assoluto. Italiano ha cambiato trenta volte su trenta partite, seguire il suo modo di ragionare è complicato. A naso, lui sa benissimo che la Juve va attaccata sugli esterni, particolarmente in difficoltà. Ikonè ha giocato una buona gara a Sassuolo, la sua inventiva e la sua agilità potrebbero diventare un’arma letale.

Gonzalez a sinistra e Ikonè a destra con Piatek in mezzo?

Questo potrebbe essere l’attacco, ma allora a centrocampo mi aspetto Duncan, più muscolare, con Bonaventura e Torreira. La difesa è fatta: Odriozola, Milenkovic, Igor e Biraghi. In porta Dragowski. Un giochino divertente, ma scrivo quando alla sfida mancano due giorni e alcuni allenamenti…

Comunque dalla sconfitta di Sassuolo, per molte ragioni amara, ci portiamo dietro un’ottima prestazione, finalmente la crescita di Castrovilli che può diventare un’arma primaverile e un Cabral più vivo fisicamente e inserito meglio nei movimenti della squadra. Attenti anche a Saponara che ha fatto una bella mezz’ora. Dispiace invece per Quarta, un difensore dal grande potenziale, che ha momenti di inspiegabile amnesia. Il suo raddoppio su Odriozola che ha portato il primo gol è stato fatto dalla parte sbagliata, assolutamente fuori tempo. Un’uscita inutile che ha scoperto la difesa. Ancora più clamorosi i due metri in partenza concessi a Defrel nel gol-vittoria. A certi livelli non è possibile.

Ma non faccio l’errore che continuano a fare in tanti, commentatori compresi, non chiedo a Italiano di fare le barricate o di difendere più basso, vorrebbe dire snaturare il lavoro fatto. Chiedo, questo sì, maggiore attenzione nei movimenti di tutta la squadra nella fase difensiva e concentrazione ferrea ai singoli per fare meno errori individuali. Questo è uno step di crescita che mi aspetto: prima o poi arriverà. Con l’acquisto di 1-2 difensori più forti sarà più facile, ovviamente.

Tornando agli errori, forse bastava tenere un po’ più la palla, non pensare ancora di poter vincere in dieci contro undici a trenta secondi dalla fine, ma capire che già il pari era un’impresa.

Infine Bonventura. Con lui in campo, undici contro undici, penso che la Fiorentina avrebbe vinto, questo raccontava la partita in quel momento.

Poi, Prontera ha clamorosamente sbagliato, ma Jack ha fatto peggio e lo sa: non serve dirlo a uno che in 340 partite di serie A era stato espulso soltanto un’altra volta: professionista esemplare.

Ora però, partendo da questa espulsione, pretendo che i dirigenti, Rocchi in testa, chiedano agli arbitri di fare altrettanto con tutti i giocatori e con tutte le squadre, al di là del nome o della storia di ciascuno. Purtroppo non è sempre stato così, ma questo episodio deve essere l’occasione per cambiare registro, c’è in ballo la credibilità della categoria. Basta proteste plateali, basta mani davanti al viso dell’arbitro, basta ditini minacciosi o accerchiamenti che troppo spesso sono tollerati e giustificati. Ora basta.

Poi per la Fiorentina dieci espulsioni sono troppe e anche su questo c’è da lavorare. La Viola gioca un calcio adrenalinico, ma questo non vuol dire non avere il controllo degli interventi e delle parole.

Quando dico che Italiano ha messo le basi per costruire un futuro molto interessante, sottolineo anche sempre che il lavoro da fare è ancora tanto, i miglioramenti arriveranno, in fondo questo gruppo adotta sistemi nuovi soltanto sette mesi.  

Cosa succederà del Franchi invece non lo so. Ieri la propaganda e l’ottimismo nardelliano hanno lanciato in modo trionfale il rinnovo della convenzione per lo stadio fra il comune e la Fiorentina. In realtà sta succedendo il contrario. La convenzione è stata rinnovata soltanto per un altro anno, fino al 2023. Commisso vuole capire cosa succederà del Franchi, quale progetto sarà adottato (lo sapremo lunedì prossimo), quanto tempo servirà per i lavori, quanto saranno invasivi, se ci saranno i soldi per finire l’opera (ad ora mancano cento milioni), quanto inciderà economicamente il centro commerciale tanto sbandierato. Domande che non hanno risposta, ma nessuno si meravigli se un giorno non lontano Rocco Commisso dovesse decidere di portare la Fiorentina a giocare a Empoli o a Pistoia. O da qualche altra parte. Sarebbe il finale di una brutta storia cominciata con il mega stadio da 300 milioni pagato da Rocco e finita con un restauro che dovremo pagare noi con tutti i dubbi del caso più volte descritti. A cominciare dallo stravolgimento di un quartiere già verde ed elegante di suo che aveva soltanto bisogno di essere riqualificato e invece rischia uno stravolgimento e nuovo cemento. Non poco, fra l’altro.