VLAHOVIC E LA SCARICA DI ADRENALINA VIOLA, MA LA FIORENTINA NON E’ ANCORA FUORI DAL TUNNEL. TROPPI BIG FUORI FORMA E CHIESA RISCHIA DI SALTARE LA ROMA. DA GENNAIO SI TORNA AL 4-3-3

18.12.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
 VLAHOVIC E LA SCARICA DI ADRENALINA VIOLA, MA LA FIORENTINA NON E’ ANCORA FUORI DAL TUNNEL. TROPPI BIG FUORI FORMA E CHIESA RISCHIA DI SALTARE LA ROMA. DA GENNAIO SI TORNA AL 4-3-3

Ci siamo goduti Vlahovic, il boato del Franchi, una gioia che mancava da troppo tempo. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo dopo aver evitato l’ennesima sconfitta, dopo aver scacciato fantasmi e cattivi pensieri. Il pari con l’Inter, con l’euro gol del baby bomber in stile Adriano dei tempi viola, è stata una botta d’autostima: ce n’era bisogno come una boccata d’aria fresca e l’esultanza finale di Montella racconta di quanto, la paura e la sfiducia, fossero realmente sgradite compagne di viaggio della Fiorentina. 

I viola però non sono ancora fuori dal tunnel. Molti protagonisti boccheggiano, Pulgar, per fare un esempio, non è neppure lontano parente del potente mediano ammirato qualche settimana fa, ma anche Caceres, Badelj, Castrovilli, Dalbert, Boateng e Lirola non sono al massimo. Poi, naturalmente, c’è Chiesa, così nullo domenica scorsa da far pensare che non fosse il caso neppure di metterlo in campo. E’ vero, la botta alla caviglia presa a inizio partita lo ha condizionato e infatti Joe Barone farà sentire la voce viola là dove conta, soprattutto perché dopo lo zigomo fratturato di Pezzella e la caviglia operata di Ribery, è arrivato il momento di chiedere spiegazioni sulla scarsa tutela nei confronti dei big dimostrata dagli arbitri in queste ultime partite.

Ma basta un calcione a inizio partita per giustificare una prestazione del genere? Il problema sembra più serio e il pensiero torna a quel fastidiosissimo dolore all’adduttore (pubalgia?) che tormenta il gioiello viola ormai da mesi. Di sicuro Chiesa è in forte dubbio per venerdì e Montella, già senza Ribery, rischia di doversi inventare tutto il reparto d’attacco. Non il massimo per una squadra che ha chiare difficoltà a far gol. Vlahovic allora è l’unica certezza: Dusan ha forza e talento, per molti aspetti è ancora acerbo, ma ha fame e la mentalità giusta per imporsi. In più, avrà le ali ai piedi dopo l’eurogol ad Handanovic: “Può essere la svolta della nostra stagione”, ha detto domenica. Lo speriamo tutti: in attesa del mercato, la Fiorentina ha ancora maledettamente bisogno di punti. Se oggi il Brescia batte il Sassuolo nel recupero di campionato infatti, il terzultimo posto sarebbe solo a due punti.  C’è da stringere i denti insomma, perché la Roma sarà un altro grande avversario, meno solido dell’Inter capolista, ma comunque zeppo di talento e di potenziale offensivo. 

Poi, come detto, sarà mercato. Tra un nome e l’altro, c’è una certezza in più: l’idea della Fiorentina per il nuovo anno è ripartire dal 4-3-3. Un sistema di gioco che toglierebbe dalla naftalina i tanti esterni finiti in panchina e esalterebbe Chiesa (sempre ammesso stia bene), a disagio nel ruolo di punta pura. Anche per questo Politano e Florenzi restano in agenda. L’interista verrà messo in vendita quando Conte avrà avuto la punta che cerca, ma anche per il romanista Pradè ha già fatto i suoi passi. Nel 4-3-3, Florenzi sarebbe la mezzala da affiancare a uno tra Pulgar e Badelj e a Castrovilli. La Roma lo darebbe in prestito, il problema grosso semmai sarebbe l’ingaggio visto che il capitano giallorosso guadagna 3,5 milioni l’anno. La prima mossa però la deve fare proprio il giocatore: sarà lui infatti a scegliere cosa fare.

Non scherziamo invece su Kalinic: dopo il no alla Cina e le belle parole su Firenze, ha tradito tutti andandosene come se dovesse scappare da un prigione. Qui aveva fatto benissimo, ma con quel certificato da malato immaginario, con i tifosi viola ha chiuso per sempre. E Montella? Nella trattativa Florenzi c’è anche il suo zampino e la scelta di tornare al 4-3-3 è stata fatta di comune accordo con lui. Tutto insomma farebbe presupporre che il 2020 inizierà con l’Aeroplanino ancora seduto sulla panchina viola. Prima però c’è l’ultimo scoglio da superare. L’ennesimo pienone al Franchi e la scarica di adrenalina avuta da Vlahovic, saranno le armi in più per provare a regalarsi un bel Natale.