VLAHOVIC E DRAGO NON BASTANO. VIOLA, SCONFITTA DIGNITOSA. ROCCO A FIRENZE, VIA ALLE SCELTE. PANCHINA VIOLA: GATTUSO OK, RINGHIO SEMPRE PIU’ VICINO

12.04.2021 11:05 di Mario Tenerani   Vedi letture
VLAHOVIC E DRAGO NON BASTANO. VIOLA, SCONFITTA DIGNITOSA. ROCCO A FIRENZE, VIA ALLE SCELTE. PANCHINA VIOLA: GATTUSO OK, RINGHIO SEMPRE PIU’ VICINO
FirenzeViola.it

Una partita dai due volti, netti. Primo tempo devastante dell’Atalanta, padrona di ogni zolla del campo, con una doppietta di Zapata sembrava aver schiantato la Fiorentina.  Ripresa, invece, di marca viola, almeno per una buona parte, con i due gol di Vlahovic (salito a 15 reti) che avevano illuso la squadra di Iachini. Un fallo di mano ingenuo di Quarta ha consentito ai nerazzurri di tornare in vantaggio col rigore di Ilicic.

In questa partita resta l’impronta di Dragowski che ha sfoderato parate fantastiche. Senza il polacco per i viola sarebbe stata una disfatta e grazie a lui la squadra di Iachini è rimasta sempre in partita sperando fino all’ultimo di riacciuffare l’Atalanta. Gasperini ha vinto 8 volte nelle ultime 9 partite di campionato, l’Atalanta vola e anche a Firenze ha dimostrato tutta la sua forza. La Fiorentina è uscita dal campo a testa alta, sconfitta dignitosa. La salvezza viola non passava dall’incrocio coi nerazzurri e l’aspetto decisivo è che a 8 turni dal termine il distacco sulla terzultima è invariato, il Cagliari resta a 8 lunghezze dai viola.

I migliori sono stati Vlahovic e Dragowski. Dusan è arrivato a quota 15 gol (con 3 rigori): ha inciso quasi per il 50 per cento, con le sue reti, nel bottino dei 30 punti viola. In serie A solo Ronaldo ha fatto meglio di lui. Il serbo cresce a vista d’occhio non solo per i gol, ma anche per come legge la partita e per il coraggio di andare a fare a sportellate contro difensori robusti e cattivi come quelli atalantini. Il suo contratto è una priorità per la società viola, i dirigenti hanno bisogno del suo sì sul prolungamento e adeguamento per impostare la nuova Fiorentina. Perderlo sarebbe gravissimo. Il portiere va applaudito perché i suoi interventi hanno contribuito a rendere umana la sconfitta viola. A lui vanno grandi applausi.
E veniamo alle dinamiche societarie.

Rocco Commisso è arrivato ieri mattina presto come suo costume. Ha passato la giornata vicino a squadra e dirigenti, la sera poi in tribuna a seguire i viola. Da oggi comincerà il lavoro con le tante questioni da affrontare: non ultima quella della nuova conduzione tecnica della Fiorentina. E su questo piano ci sono movimenti interessanti. 

Nella logica dei molteplici fronti aperti, su quello dell’allenatore la Fiorentina si è portata avanti col lavoro. Il casting sembra aver trovato un volto definitivo: le indiscrezioni non arrivano solo dalla riva dell’Arno, ma giungono forti anche da Napoli e dalla Calabria. Rino Gattuso ha buone chance di diventare il nuovo tecnico viola della stagione 21/22. A quanto trapela mancherebbero gli ultimi passaggi perché il Napoli è impegnato nella lotta Champions e la Fiorentina nella salvezza, ma sui temi generali ci sarebbe un’intesa di massima. Neanche un quarto posto sotto il Vesuvio potrebbe far cambiare idea a due protagonisti che sul divorzio di fine campionato hanno trovato una loro sintesi definitiva dopo robusti litigi: De Laurentiis e Gattuso. Ringhio lascerà Napoli al cento per cento e al settanta per cento guiderà i viola.

Campione del Mondo a Berlino con l’Italia di Lippi, centrale di fatica nella mediana stellare del Milan vinci-tutto di Ancelotti, uomo di grande personalità e umanità, calabrese - e questo non è un dettaglio, conoscendo l’attaccamento alle proprie radici del presidente Commisso -, allenatore formatosi grazie ad una bella gavetta, Gattuso incarna il profilo ideale per costruire un nuovo percorso. Esatta via di mezzo tra gli irraggiungibili Sarri, Spalletti, Allegri e la generazione del nuovo che avanza, Juric, De Zerbi e Italiano. Il Napoli ha vinto 5 delle ultime 6 gare, è lanciato verso la conquista della zona Champions, nonostante un’annata in cui Covid e infortuni, oltre ad un periodo di malattia dello stesso allenatore, hanno impattato profondamente sulla squadra azzurra. Sicuramente la rosa di cui disponeva Gattuso era di primissimo livello, tanto che nel settembre scorso il Napoli era quotato, a ragione, nella lotta scudetto, ma i troppi intoppi hanno frenato una stagione che avrebbe potuto avere risvolti molto più dolci. Gattuso, pur essendosi scontrato con il suo presidente per più di un motivo, sta trascinando il Napoli in una zona nobile della classifica, garantendo alla sua società un introito pesante. E la sua squadra gioca un buon calcio.

A Firenze troverebbe un’altra condizione, dovendo affrontare una ricostruzione dopo 3 anni di lotta per non retrocedere, ma la piazza è prestigiosa e la sfida lo intriga. Appena la Fiorentina sarà salva matematicamente, conosceremo gli sviluppi.