VLAHOVIC DICHIARA AMORE ALLA FIORENTINA: PRONTO IL NUOVO CONTRATTO FINO AL 2025, E’ LUI IL NUMERO 9 DEL FUTURO. MERCOLEDI’ IL GIORNO PER CAPIRE SE IL CALCIO PUO’ RIPARTIRE, PEZZELLA E COMPAGNI INTANTO SONO PRONTI A TAGLIARSI LO STIPENDIO

19.04.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
VLAHOVIC DICHIARA AMORE ALLA FIORENTINA: PRONTO IL NUOVO CONTRATTO FINO AL 2025, E’ LUI IL NUMERO 9 DEL FUTURO. MERCOLEDI’ IL GIORNO PER CAPIRE SE IL CALCIO PUO’ RIPARTIRE, PEZZELLA E COMPAGNI INTANTO SONO PRONTI A TAGLIARSI LO STIPENDIO

“Voglio dare tutto per questi colori”. Nè Belotti, né altri. Il centravanti del futuro si chiama Vlahovic, il ragazzo con la dinamite nel mancino e la Fiorentina nel cuore. Napoli, Roma, Lazio e le altre d’Europa che lo cercano, si diano pace: resta qui. Perché lo vuole Commisso e soprattutto perché lo vuole lui: l’accordo per il rinnovo c’è già, il giovane Dusan, da ragazzo prodigio, diventerà il numero 9 designato. La Fiorentina ha ormai scelto, i gol all’Inter, alla Samp, al Cagliari, al Napoli, le partite giocate da titolare e quella voglia matta che mette in ogni cosa che fa, hanno fugato ogni piccolo dubbio. 

Da trecentomila euro (arrivò qui che non era neppure maggiorenne), Vlahovic andrà a guadagnare più del triplo, con contratto a salire e legato a molti bonus. Firmerà fino al 2025 e molto presto potrebbe indossare anche quel magico numero 9 che fu del leggendario Batigol. Rocco comprerà altri pezzi da novanta per far grande la sua Fiorentina, ma non in attacco. Lì si sente al sicuro, perché Vlahovic ha appena 20 anni e tutta la possibilità di diventare grande in ogni senso. Finora ha segnato quasi solo gol bellissimi, quando inizierà a farne anche di brutti potrà dire di aver fatto un altro passo in avanti verso i grandi obbiettivi che si è messo in testa fin da quando, al Partizan, era un gigante tra i bambini. Il tempo come detto non gli manca, anche perché accanto a lui avrà Cutrone, un altro che farebbe carte false per sfondare e lasciare il segno in viola. Per chiudere il cerchio, accanto ai due centravanti, al fresco entusiasmo di Kouame e all’intramontabile Ribery, manca solo Chiesa: sulla sua conferma, l’ottimismo cresce. Forse per convinzione o forse soltanto perché né Juve, né Inter, in tempi di Coronavirus, potranno permettersi acquisti faraonici. Se resterà, sarà come un grande acquisto. Ma farsi troppe illusioni potrebbe essere molto doloroso. 

Con la imminente firma di Vlahovic comunque, la Fiorentina mette a posto un altro pezzo del puzzle, un altro mattone per costruire il futuro. In serie A ci sono pochissime squadre che possono vantarsi di avere un ventenne con queste prospettive. Anzi, Dusan, con Tonali, Donnarumma, Zaniolo, forse anche Leao e naturalmente De Ligt, fa parte della miniera con le gemme più preziose. 

L’incertezza semmai arriva proprio pensando al presente, e non perché a Vlahovic manchi il talento. Il problema si chiama Covid. Dusan, come noto, è stato uno dei tre giocatori viola positivi: dovrà sottoporsi a mille controlli, tac, elettrocardiogramma e soprattutto dovrà limitare gli allenamenti. Almeno per qualche settimana. Se davvero il calcio dovesse averla vinta, se davvero la serie A dovesse riprendere a inizio giugno, la Fiorentina potrebbe ritrovarsi in campo quasi senza i suoi due attaccanti (anche Cutrone, è bene ricordarselo, è stato alle prese col Coronavirus), perché è impensabile che nel giro di 2-3 settimane due atleti costretti a fare solo corsette, siano in grado di giocare ad alti livelli. Sarebbe una clamorosa ingiustizia, ma vista la bramosia di ripartire, c’è da aspettarsi di tutto.

Su questo comunque ne sapremo di più mercoledì. Il ministro Spadafora oggi ha ricevuto il protocollo medico pensato dalla Figc e in settimana darà le sue risposte: serviranno altri paletti per garantire la sicurezza a tutti? Come comportarsi con gli ex positivi? Gli stranieri (compreso Ribery) di ritorno in Italia, faranno quarantena o saranno sottoposti subito a tamponi? E, infine, quale sarà la road map per arrivare a riprendere il campionato? Di sicuro l’ipotesi del Franchi, insieme al San Paolo e all’Olimpico, come campo principale della serie A, non sta in piedi. Firenze infatti in quel caso dovrebbe anche ospitare le squadre in quarantena per tutta la durata del campionato, ma semplicemente non ha le strutture per farlo. Più facile semmai pensare a un trasloco al centro-sud solo delle squadre che vivono nella zona rossa, ma anche questa è solo un’ipotesi. Una delle tante, forse troppe, che girano in questi giorni. A Firenze intanto aspettano che sia il governo a decidere. La Fiorentina ha tutto pronto: il centro sportivo è sanificato e i medici sono pronti a fare tutti i test che saranno richiesti. Resta solo da scegliere l’albergo della quarantena, ma la scelta sarà fatta solo dopo che il governo avrà dato il via libera. In settimana tra l’altro dovrebbe anche essere ufficializzato l’accordo tra il club e i suoi calciatori: Pezzella e compagni si taglieranno lo stipendio. Un atto giusto e dovuto. Di polemiche, da questo punto di vista, ce ne sono già state abbastanza.